La Sindaca di Comiso, Maria Rita Schembari, la prima a presentare la sua candidatura alla Presidenza della Provincia e le liste a sostegno

Se in politica la forma è sostanza, inevitabile eccepire qualcosa sulla conferenza stampa che doveva essere “delle forze politiche e civiche in appoggio alla candidatura di Maria Rita Schembari a Presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa e dei Consiglieri delle tre liste a sostegno.”
Eccezioni che, è bene precisarlo, si possono sollevare anche per la presentazione del candidato Fidone e per quella della Lista di Forza Italia, e, verosimilmente, per il candidato Ammatuna, quest’ultimo terrà la sua conferenza stampa, annunciata dal Partito Democratico, lunedì mattina.
Incontri con i giornalisti, pochi in verità, che poco hanno avuto di conferenza stampa: interventi autoreferenziali di propaganda, scarsa campagna elettorale per la natura delle elezioni di secondo livello, assenza di programmi e di strategie, narrazione spinta delle alleanze atipiche e, per il centro destra, escursioni sugli specchi per dimostrare, da più parti, che non è rottura dell’alleanza, meno che mai dove le alleanze sostengono amministrazioni, con un ricongiungimento immediato, archiviate le provinciali.
Parliamo delle ‘conferenza stampa’ di Maria Rita Schembari, senza un addetto stampa della candidata, dell’alleanza, delle liste, forse ognuno si tiene il suo.
Disposizione strana al tavolo: non ci sono le forze politiche, come annunciato, non ci sono forze civiche ufficiali, ma i Sindaci che, forse, in questa battaglia vengono considerati i veri condottieri, considerato che Fratelli d’Italia ha pochi consiglieri, Forza Italia li ha di recente acquisto, gli altri alleati senza consiglieri o mimetizzati nei civici.
I sindaci Cassì e Monisteri candidati a consigliere provinciale nella lista Voce Comune, il sindaco di Santa Croce Camerina, Peppe Dimartino a sostegno come civico ma candidato consigliere nella lista di Fratelli d’Italia, accanto anche il Sindaco di Scicli, Mario Marino.
La coalizione di centro destra, con Fratelli d’Italia in testa, solo in prima fila della platea, il partito della Meloni con i leader Sallemi e Assenza e il coordinatore provinciale Moscato, Forza Italia con il segretario provinciale Cugnata, i responsabili provinciali di Lega, avv. Melfi, di Grande Sicilia, Angelo Galifi.
Quasi tutti presenti i candidati nelle liste per il Consiglio provinciale.

Interventi del responsabile della Lega, avv. Melfi, che ha sottolineato i valori dell’alleanza, esaltando la funzione dei civici rivolgendo un particolare apprezzamento alla sindaca di Modica, Monisteri.
Anche il rappresentante provinciale del Movimento Autonomista di Raffaele Lombardo, ormai inglobato in Grande Sicilia, dopo aver portato i saluti del leader e dell’on.le Fabio Mancuso, ha tenuto a sottolineare la valenza dei civici nella coalizione a sostegno di Maria Rita Schembari.
Prima di Galifi, per improrogabili impegni professionali, è intervenuto l’ on.le Giorgio Assenza, che si può considerare l’artefice della cordata a sostegno della Schembari, sua creatura, da sempre vicina alle posizioni della corrente Musumeci, all’interno di Fratelli d’Italia.
Il capogruppo all’ARS si è detto felice di vedere i sindaci presenti a sostegno della candidatura del centro destra, coinvolgimento importante perché rappresentano la guida politica al massimo livello nelle città; ha ripercorso tutti i passaggi della candidatura che, invano, si voleva condividere con la DC, per una candidatura che ha definito di buon senso, una donna e i nostri stimati sindaci, che potrebbe essere guida a livello locale, come lo è il partito a livello regionale e nazionale.

Il segretario provinciale di Forza Italia si è emozionato nel trovarsi nello stesso Palazzo dove nel 1994 Forza Italia e il centro destra diedero vita a quel percorso, durato ben 13 anni, di grande visibilità per la nostra provincia.
Come in altre occasioni, in questi giorni, Giancarlo Cugnata ha tenuto a evidenziare la priorità, da lui definita assoluta, di non incrinare i rapporti nell’alleanza di centro destra, rapporti che devono essere subito ricuciti, dopo l’esito per la Provincia che deve riprendere in pieno l’attività perché c’è il dovere di amministrare bene, soprattutto a tutela e a beneficio dei Comuni più piccoli.

Il segretario provinciale di Fratelli d’Italia, Giovanni Moscato, ha voluto esaltare la realtà di sei sindaci su dodici della provincia a sostegno del cdx, aggiungendo che nessuna colpa si può addebitare alla coalizione per la rottura dell’unità, si è voluto candidare una donna e si è voluto difendere la scelta caduta su una figura che da oltre sette anni, con grandi capacità umane, ha governato bene e ha fatto crescere Comiso, Presidente che non potrà che fare bene sostenuta dai sindaci civici e dai partiti.

Il senatore Sallemi ha voluto significare come avrebbe desiderato unità, compattezza, coesione, come avviene per il governo nazionale, ma si è detto fiducioso che il sostegno di 6 sindaci del territorio, che rappresentano circa 220.000 cittadini, è di buon auspicio per il prosieguo del lavoro a beneficio della comunità.
Nel suo dire ha introdotto direttamente la questione aeroporto, mettendo in risalto anche le ripetute sollecitazioni del sindaco di Comiso, ma ribadendo, ancora, in maniera decisa, come deve essere messo in discussione il ruolo della SAC, cosa che non è stata e non è tra le priorità della Schembari.

La candidata ha poi introdotto gli interventi dei sindaci presenti, assente solo Leontini, per improrogabili impegni, esaltandone i ruoli di condivisione e di collaborazione già sperimentati, ampiamente, in occasione del COVID, quando c’è stata la manifestazione chiara, plastica, manifesta, che si andava tutti assieme con lo spirito giusto per affrontare la sfida, puntualizzando come il confronto sarà alla base della sua azione.
Il sindaco di Scicli ha rivendicato l’importanza della funzione che i sindaci potranno ripetere per la provincia, la Monisteri ha messo in luce il grande consenso rappresentato dai primi cittadini e ha tenuto a difendere la scelta di voler rappresentare le istanze della gente in seno al Consiglio provinciale.

Attesi gli interventi dei sindaci di Santa Croce Camerina e di Ragusa. Dimartino si detto contento dell’esito delle trattative che hanno portato ad un accordo che si può considerare dei sindaci. Ha voluto difendere anche le candidature dei primi cittadini al Consiglio, garanzia di un percorso condiviso per una squadra che si presenta con i propri gruppi politici e civici.
Ringraziando gli esponenti di Fratelli d’Italia presenti per l’accoglienza nella lista, di fatto ha confermato che resta un sindaco civico e non aderente al partito, rivendicando, nel contempo il diritto a non accettare, da nessuno, lezioni di etica politica.
Anche Peppe Cassì ha ribadito lo spirito di massima collaborazione, pur facendo emergere che ci potevano essere legittime aspirazioni e ambizioni da parte di altri sindaci.
Prevale, fra i colleghi dell’accordo, l’amicizia sui rapporti politici, una condivisione di intenti che ha portato a rapporti sempre più consolidati, che può essere solo foriera di ottimi risultati.
La Schembari sarà la leader ma prima inter pares, precisazione che poteva essere evitata, Cassì ha concluso con il suo ormai solito appello alla sobrietà, ai toni rispettosi e all’eleganza degli atteggiamenti, suo chiodo fisso che, se opportunatamente valutato, potrebbe indurre a strategie più mirate per scardinare la sua immagine politica di prevalenza.

L’intervento finale della Schembari è staro al di sotto delle aspettative, almeno nostre, troppi sentimentalismi, troppi richiami alla collaborazione, all’unità di intenti, al recepimento di tanti suggerimenti per un programma per il quale, ha già specificato, vuole sfruttare i 60 giorni dopo l’eventuale elezione, per definire le linee programmatiche.
Si attendono le elezioni da dodici anni e la squadra che si propone al governo dell’ente di area vasta deve ancora fissare cosa vuole fare per rilanciare il territorio in maniera decisa e decisiva.
Del tutto ovvie le considerazioni sul territorio con tre porte di accesso, delle quali due quasi private: potenzialità finora non sfruttate e nemmeno considerate non possono diventare i cardini di un programma politico peraltro ancora subordinato alle risorse che la regione potrà mettere a disposizione.
Deludente l’intervento perché si è risolto solo nella necessitò di adiuvare i Comuni più piccoli nell’intercettare finanziamenti e gestirli con adeguate risorse di personale qualificato e competente.
Forse, non occorrerebbe ascoltare tanto Peppe Cassi e servirebbe alzare i toni, anche contro il suo stesso partito, per esigere la massima attenzione in ordine al collegamento autostradale, del tutto ignorato, e per un trasporto ferroviario degno di questo nome.
Una favola, quella di voler, ora e finalmente, interferire con l’iter di privatizzazione dell’aeroporto di Comiso che conferma come siamo stati, in pratica, espropriati dello scalo.

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