La situazione politica al Comune di Ragusa: le minoranze

Una analisi politica sul Comune di Ragusa sarebbe auspicabile da parte della maggioranza e delle minoranze. Nell’ultima seduta del Consiglio comunale, c’è stato un timido assaggio di ricercato chiarimento, il capogruppo del Partito Democratico, Peppe Calabrese ha invitato il sindaco a fare chiarezza sui rapporti all’interno della sua maggioranza, alla luce delle tante fibrillazioni venute allo scoperto.
Ma, pur rappresentando la forza politica più importante di opposizione, all’interno del Consiglio comunale, per numero di componenti e per la tradizione di partito, purtroppo, oggi, Calabrese non rappresenta il massimo dell’affidabilità politica: troppo scalpore ha provocato il sostegno suo personale del partito, unito a Territorio, altra componente che fa capo all’on.le Dipasquale, per il PRG, troppe voci circolanti su accordi per il futuro ad un possibile sostegno ad una eventuale candidatura del vicesindaco Giuffrida, destano sospetti i suoi continui inviti al sindaco per accettare disponibilità al sostegno nel caso di defezioni nella maggioranza, un “noi ci siamo” che stride con il ruolo elettivo di opposizione che dovrebbe essere quello del Partito democratico.

Fratelli d’Italia è rappresentata in consiglio da un solo consigliere che basterebbe per rendere la vita difficile al sindaco e all’amministrazione che hanno sdegnosamente rifiutato, alle ultime elezioni, ogni possibile alleanza con il partito, peraltro in auge in Italia e alla Regione.
Ma troppo soft l’azione del partito, inadatto perché troppo signorile ed elegante il consigliere comunale che, a stento, fa il solletico alla giunta.
Non pervenuto il consigliere Podimani, da poco nel gruppo misto, che pare non abbia nessuna intenzione di far notare la sua presenza fra le minoranze.
A fare opposizione, termine, oggi, quasi sconosciuto al Comune di Ragusa, sono solo i consiglieri Sergio Firrincieli, del Movimento 5 Stelle, e Gaetano Mauro di Generazione, la componente politica capofila del progetto della candidatura a sindaco di Riccardo Schininà, oggi è ridotta solo alla sigla di un gruppo consiliare.
Firrincieli soffre di tante criticità, afferenti tutte al suo Movimento: in città non c’è un efficiente apparato di partito, il Movimento ha perso ogni autorevolezza e non può andare avanti solo sulla affidabilità politica e personale dell’ex sindaco Federico Piccitto, il Movimento è in crisi, in fase discendente, manca l’autorevolezza di un leader riconosciuto da tutti, anche i recenti contrasti fra Conte e Grillo rendono incerta la situazione, la vicinanza con Conte ha reso Firrincieli un grillino in giacca e cravatta piuttosto che un uomo del vaffanculo.
Ciononostante, l’azione del capogruppo è costantemente una spina nel fianco di Cassì e della sua amministrazione, ma non va e non può andare oltre la significativa fase di far emergere limiti e criticità dell’attività di Cassì e della sua giunta.
Gaetano Mauro risulta il maggiore protagonista dell’opposizione per l’efficacia della sua azione che ha incentrato sulle questioni legate a Iblea Acque, divaga sulle questioni altrettanto delicate della SRR, ha giochicchiato con il porto e con il PRG, ma è riuscito solo a dare enorme fastidio al primo cittadino, intaccando la sua immagine di amministratore virtuoso.
Le ammissioni di irregolarità nei concorsi e gli esiti dell’ultimo parere legale sulla posizione dell’amministratore unico di iblea Acque, non sembrano aver scosso l’opinione pubblica, i partiti politici, meno che mai i componenti del civico consesso.
Se non arrivano riscontri da parte della Corte dei conti o dell’autorità giudiziaria, entrambi informati di tutti rilievi sollevati da Mauro, il consigliere non passerà certo alla storia, purtroppo.
Peraltro, la sua posizione politica attuale non lo rende soggetto su cui posare i riflettori per prossime storie politiche: da una appartenenza storica, di famiglia, a Forza Italia era passato alla coalizione progressista riformista a sostegno del candidato sindaco Schininà, dove si ritrovava assieme al Partito Democratico, al Movimento 5 Stelle, alle sinistre.
Da subito dopo il risultato elettorale non risultano rapporti con queste forze, alle ultime europee ha sostenuto personalmente il candidato catanese Stancanelli, che si presentava nella lista della Lega, ma non emergono rapporti con questo partito. Politicamente, quindi, un soggetto tutto da decifrare per possibili future alleanze.

Su questo scenario, fondamentalmente semplice, si inserisce quello della maggioranza, ben più complesso e articolato, soprattutto alla luce delle fibrillazioni crescenti al suo interno, per insoddisfazione di fondo allargata anche a qualche componente civica di appartenenza.
Di quello che sta accadendo nella maggioranza che, numericamente, sarebbe già ridotta a minoranza, ci occupiamo in altra parte del giornale.

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