Non accennano a placarsi le lamentele sulle problematiche del quartiere barocco che, evidentemente, l’amministrazione e Cassì non ha saputo risolvere e per le quali nessuno dei candidati a sindaco esprime ipotesi di soluzioni che vorrà adottare.
Sarebbe d’uopo che, nel contesto dei programmi, ognuno si esprimesse chiaramente e che, soprattutto, i vari componenti esprimessero chiaramente la loro condivisione per le idee di qualche candidato.
Senza dire che a Ibla i Soloni abbondano, ma nessuno si candida per rappresentare nella massima assise cittadina i bisogni e le necessità. Solo voglia di parlare, di far diffondere comunicati e di fare facile propaganda.
Pippo Occhipinti di Confimprese è uno di quelli che si lascia ammaliare dal semplice rinvio della ZTL a Ibla, non c’è nessun candidato che dice: “Intanto il 1° giugno si spegne tutto”
Occhipinti considera il rinvio un segnale di apertura verso gli operatori commerciali e le strutture ricettive di Ragusa Ibla, forse non si rende conto che siamo in campagna elettorale ed è meglio non irretire gli animi.
Chiede ingressi liberi, ognuno, considerato che in cinque anni nessuno ha saputo creare un minimo piano del traffico, si sente in diritto di indicare soluzioni di viabilità.
Gli assessori che se ne sono occupati hanno fornito uno spettacolo pietoso, quello dei vari comitati ha sfiorato il ridicolo.
Non è normale che le sorti di un quartiere turisticamente affollato vengano affidate agli umori del residente, del piccolo commerciante, ci vogliono scelte precise e competenze in materia che non mancano nel corpo di Polizia Municipale. Ma chi ne capisce non può lavorare solo per soddisfare le varie istanze.
Ecco, per esempio, la scelta forte di interdire la sosta ai bus turistici, una decisione chiesta da troppo tempo che dovrebbe essere seguita dall’interdizione all’ingresso dei mastodontici bus turistici.
Figuratevi se in posti come la costiera amalfitana o come Taormina i bus dovrebbero arrivare in centro.
Proliferano le associazioni e i comitati, tutti si inventano aree di sosta minimali, si chiede il solito teatrino del confronto con tutti i candidati.
Pippo Occhipinti di Confimprese poi esce la scienza di settore e chiede “la rivisitazione complessiva del piano commerciale con una segmento aggiuntivo sulle aree e le zone di pertinenza”. Roba da università specialistiche che viene spiegata, più semplicemente, con un tetto massimo alle nuove ‘aperture’, anche se, subito dopo afferma che sono tantissime le chiusure che si sono registrate in questi anni.
“Vogliamo invertire la rotta. E rendere più spiccata e qualificata l’offerta commerciale e artigianale del centro storico, affinché continui ad essere il luogo delle relazioni economiche e non solo della città. Tutto questo non sarà possibile, se non avremo un approccio diverso dalla consueta narrazione sul centro storico, non settoriale, ma inclusivo di tutte le variabili in gioco” la conclusione di Occhipinti.
