La ‘stangata’

Lettera firmata

Poca trasparenza nei partiti, poca trasparenza sui giornali
Spettabile redazione, tento per inviare di nuovo questa mia lettera che, senza il particolare sui nuovi assessori, avevo già inoltrato, prima, ad un altro giornale.
Non posso essere sicuro che c’è stato il rifiuto di pubblicarla, ma tanto vale ritentare.
Mi rivolgo a voi perché, bene o male, più male che bene, seguite la cronaca politica locale e, in particolare, questi grillini che, governando la città, sono al centro dell’attenzione.
Debbo riservarmi il diritto di dubitare della pubblicazione, essendo i contenuti fortemente critici non tanto nei confronti dei protagonisti della politica locale, quanto per l’accusa di un atteggiamento di benevola considerazione che pervade, senza giustificazione, la cronaca politica di molti giornali, primo fra tutti il vostro.
Ci sono particolari che meriterebbero una più attenta valutazione.
Indubbio che i ragusani, nel giugno 2013, hanno voluto scardinare, nelle intenzioni, un sistema di potere consolidato, trasversale e consociativo, radicato sul territorio.
L’occasione gli fu data dall’entrata in scena del Movimento 5 Stelle che, a Ragusa, fece delle prove generali, con successo, grazie ad un diffuso consenso di una base che però non fu la sola determinante per l’ascesa.
Diversi i personaggi, più o meno in vista nel Movimento, alcuni addirittura dietro le quinte, che manovravano candidati e attivisti di varie estrazioni politiche.
Per raggiungere l’obiettivo furono messi insieme elementi di educazione cattolica con gente che mal digerisce il clero e la curia, ambientalisti, gente proveniente dalla sinistra estrema e gente in passato vicina alle formazioni politiche tradizionali, nostalgici della destra maestri nel trasformismo di convenienza e altri accomunati dal miraggio, rivelatosi poi realtà, di poter entrare nella stanza dei bottoni.
Ora qualcuno finge di stupirsi se il quadro politico risente delle vecchie logiche partitiche e sembrano persi i principi ispiratori della rivoluzione a cinque stelle.
Ma era tutto chiaro sin dai primi mesi, il mancato cambiamento fu avvertibile da subito, ma tutti hanno assistito impassibili e indifferenti a questa grande ‘stangata’ politica, da non considerare del tutto negativa per la città, ma pur sempre ‘stangata’, per gli elettori e molti esponenti ortodossi del Movimento 5 Stelle.
Se andate a riprendere i vostri stessi articoli, vedrete come siamo stati presi in giro, ma non è detto che sia stato un male.
Palazzo dell’Aquila doveva essere aperto come una scatola di tonno o di sardine, sembra diventato, invece, come una cantina inaccessibile dove sono conservate bottiglie di vino d’annata, impolverate e intoccabili.
Non è vero, come dice qualcuno appassionato di fantapolitica, che dietro Piccitto c’erano i poteri forti, ma da solo non poteva arrivare a tanto, la dimostrazione è data dal fatto che la base ormai non conta nulla, la si tiene a bada per prossime consultazioni elettorali ma non è tenuta in conto per le decisioni strategiche.
I vertici del Movimento dovevano essere di casa a Ragusa, invece non si sono mai visti, salvo fugaci apparizioni, avvolte nel mistero e nel segreto. Per Ragusa hanno dimenticato l’apriscatole.
Sin dai primi adempimenti, si badò a conservare i dirigenti, riprendendone qualcuno che era stato solo incaricato in passato, nessuna rotazione negli uffici dove i soliti noti agiscono indisturbati da anni, la prima ‘stangata’ delle bollette non pagate, nessun trasparenza e nessuna verità sui fatti importanti sin dal primo minuto.
Per il piano regolatore si rivelarono grosse discrasie, ma nessuna denuncia né interventi forti per fare chiarezza sulle questioni. Molte questioni urbanistiche sono ancora irrisolte, dopo tre anni di amministrazione, si annunciano nuove misure ma intanto si dà tempo ai costruttori di istruire in tempo le ultime pratiche.
La scatoletta di tonno più succulenta, quella dei fondi residui mancanti della Legge su Ibla è stata colpevolmente nascosta e si fa di tutto, ancora, per non aprirla.
Anche nel settore dei rifiuti illazioni su possibili sanzioni e multe dovute dal gestore dell’appalto, ma nessuna certezza, nessuna trasparenza, nessun elemento chiaro sui termini contrattuali, sul dovuto, sull’incassato, sui motivi che hanno indotto a ridurre somme dovute che si dovevano incassare.
Una amministrazione che doveva ridurre le spese superflue ma che si preoccupò, dopo pochi giorni dall’insediamento, di organizzare manifestazioni e spettacoli, confermando subito un congruo contributo per Ibla Buskers, addirittura con l’anticipazione di somme per gli organizzatori.
Un Comune diventato rifugio di operatori ecologici, lavoratori dell’idrico, addetti ai servizi cimiteriali, lavoratori delle trivelle, dipendenti dell’università, luogo di pernottamento e di protesta.
Un Comune, inattivo per il turismo, che si accorge dopo tre anni che i Distretti turistici non funzionano, un Comune che non riesce a tenere aperti gabinetti pubblici, musei, uffici turistici ma che riesce a spendere milioni per l’effimero.
Una gestione ormai quasi padronale della cosa pubblica lascia insoluta, e senza trasparenza, la questione della privatizzazione della gestione del Castello di Donnafugata, un tentativo per un’altra ‘stangata’, che deve essere “consistente” per aver sacrificato una vittima eccellente come l’assessore Campo.
Ad assistere a tutto questo spettacolo, naturalmente ci riferiamo a quello sul palcoscenico, avvertibile dal pubblico, non certo a quello ancora più misterioso dietro le quinte, i consiglieri eletti e la base del Movimento 5 Stelle che da tre anni assiste impotente, senza reazioni, a questa sceneggiata indecorosa per i 5 stelle, suggellata dalla ‘stangata’ principessa della totale disattenzione verso il programma elettorale che gli stessi grillini ci sbattevano sotto le narici, nei gazebo, al mercato del mercoledì.
Gli stessi 5 stelle che ora contestano, quelli che voi chiamate dissidenti, che prima erano seduti a tavola e non si preoccupavano della provenienza del cibo, mentre ora si lamentano se c’è poco sale o il vino non è buono, pur essendo stati estromessi dalla tavola.
Gli ultimi mesi una farsa, con la mancata rielezione di Iacono alla Presidenza del Consiglio, avvenuta con la collaborazione e il concorso delle opposizioni conniventi al sistema, che ha voluto allontanare dalla stanza dei bottoni un elemento scomodo che poteva capire ancora di più di quello che aveva modo di vedere.
La ricostituzione della giunta una commedia alla quale hanno partecipato tutti, un tentativo di mettere tutti d’accordo per continuare a vivere di politica, non con la politica, con quelli che contestavano la Giunta diventati muti per incanto e trasformati, con la bacchetta magica, in assessori e presidenti.
Il giornalismo d’inchiesta non esiste dalle nostre parti, non rendete un buon servizio astenendovi dallo scavare sugli argomenti accennati, ma forse riuscite a colpire nel segno, almeno nei titoli: il sindaco continua a essere l’unico vincitore, il protagonista, il Movimento 5 Stelle, i consiglieri eletti, il meetup solo comparse.

Lettera firmata

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