La tela di Penelope e una classe politica inadeguata

Di giorno si lavora per sbandierare volontà di intercettare i fondi europei, nelle diverse tipologie, e, intanto di notte, come Penelope, il tessuto economico del territorio viene smembrato nell’assoluta incapacità, se non di bloccare la strategia, almeno di alzare una voce forte contro quello che sta accadendo.
Peggiora la situazione, già assai critica, della Camera di Commercio, come dice qualcuno si finisce dalla padella nella brace, si perde, forse definitivamente, l’aeroporto di Comiso.
Resterebbe solo il cargo, all’aeroporto di Comiso, si deve dire idea e iniziativa parlamentare dell’on.le Nello Dipasquale, per il resto non rimane nulla.
Un commissario, del tutto estraneo al territorio, ci dirà come gestire insieme Camera di Commercio di Ragusa e di Trapani, di Siracusa e di Caltanissetta, per l’aeroporto si perde la proprietà che entra nel grande business della vendita dell’aeroporto di Catania ai privati.
Ma non saranno questioni urgenti da sbrigare, perché intanto ci saranno i mandati per i commissari, per le Camere di Commercio, e i consigli di amministrazione per l’aeroporto, con tanto di compensi annui fino a quando non si trova la condizione ideale per vendere tutto convenientemente.
Scendere nei particolari delle due iniziative è superfluo, anche perché quello che si può dire oggi potrà essere disatteso domani, quelli delle Camere di Commercio sono sviluppi tutti da vedere, anche per l’aeroporto, per allungare il sugo, di parla di progetto di incorporazione, con il patrocinio felice del governo regionale che aggiunge questa altra perla al palmares di una gestione da dimenticare.
In questo stato di cose, che definire tragico per il territorio è solo un eufemismo, fanno tenerezza i politici di nuovo pelo che si agitano attorno alla possibilità di intercettare fondi europei, per realizzare opere che, forse, la nuova classe politica si farà sfilare alla prima occasione.

Così abbiamo il candidato sindaco di Scicli che si preoccupa delle riunioni per rilanciare l’economia locale dei sindaci di Vittoria, Comiso, Pozzallo, Santa Croce e Acate che non hanno visto la presenza del Comune di Scicli.
Invece di pensare in grande, per un rilancio del territorio nel suo insieme, inevitabile per parlare di vero sviluppo, si ambisce a sedere con il sindaco che si è visto sfilare l’aeroporto, nonostante i favori e la vicinanza del governo regionale, con quello di Pozzallo intento ad usare il porto per accogliere migranti invece di pensare e operare per un concreto sviluppo della struttura, e con altri sindaci che hanno ben altri problemi o costituiscono realtà così piccole da creare solo confusione nelle riunioni.
Questi fondi del PNRR si vogliono far passare per la salvezza del territorio, forse arriverà ben poco o, addirittura, nulla.
Nessuno comprende quali siano i comparti per i quali i fondi saranno dedicati, si parla di agroalimentare, di pesca, di floricultura, di vivaismo, si tende a curare gli interessi di bottega, nessuno ambisce alla digitalizzazione, alle energie alternative, ai fondi per l’ambiente, per la sanità, per la giustizia.
Si parla di infrastrutture, ci si riempie la bocca di paroloni importanti ma non si dice nulla per la Ragusa-Catania, per l’autostrada, per i collegamenti ferroviari, anche per il semplice trasporto all’interno della provincia.
Il candidato sindaco di Scicli fa propaganda, auspicando somme per il mercato ortofrutticolo di Spinello, l’ex mercato del fiore e il porto di Donnalucata, una visione limitata al proprio orticello, se tutti la pensassero così, i fondi dovrebbero essere infiniti. Poi, dove ha visto che “i comuni limitrofi si muovono per intercettare fondi, opportunità e percorsi sinergici in vista della straordinaria opportunità storica rappresentata dal PNRR’ è un mistero.

Anche il deputato del Movimento 5 Stelle, Marialucia Lorefice, presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, da anni al governo del paese come partito di maggioranza relativa, organizza incontri fra i Comuni iblei, invece di sollecitare i Ministri del suo governo per completare iniziative e opere in itinere.
Un autorevole componente di un partito di governo tace sulla questione delle Camere di Commercio o sull’aeroporto, si preoccupa di organizzare un incontro on-line con i referenti dei comuni di Acate, Giarratana, Chiaramonte Gulfi, Monterosso Almo e Santa Croce Camerina per accedere a quel che resta dei fondi per la rigenerazione urbana che saranno previsti nel nuovo bando 2022, nell’ottica dell’applicazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Aiutata dalla dott.ssa Natalia Carpanzano, esperta in progettazione europea per gli Enti Pubblici, parla di “straordinarie opportunità di finanziamento, grazie ai fondi del PNRR, da qui al 2026”, ma se ci hanno detto che i fondi devono essere spesi per opere da completare entro il 2026, di cosa stiamo parlando?
Prima era RecoveryPlan, ora è Next generation EU o giù di lì, si pensa ancora di organizzare gli uffici degli enti pubblici per poter istruire le pratiche, dopo un anno abbondante che si parla di piano per la resilienza.
Il bello è che tutti si stanno preparando per le elezioni prossime, ma a nessuno viene da chiedere come stanno effettivamente le cose.
Le possibilità che vengono prospettate sono interessanti, manutenzioni per il riuso e rifunzionalizzazione di aree pubbliche e di strutture edilizie esistenti pubbliche per finalità di interesse pubblico; miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale, anche mediante interventi di ristrutturazione edilizia di immobili pubblici, con particolare riferimento allo sviluppo dei servizi sociali e culturali, educativi e didattici, ovvero alla promozione delle attività culturali e sportive; mobilità sostenibile.
Opportunità anche per la messa in sicurezza degli edifici pubblici e dei territori, opportunità per i Comuni di assumere professionisti ed esperti in deroga alle regole sul contenimento delle spese nel pubblico impiego per l’attuazione dei progetti del PNRR.
Ma, intanto, Camera di Commercio e aeroporto se ne vanno, la Ragusa-Catania, ora vanto dei 5 Stelle, non arriva, per le grandi opere e per le grandi infrastrutture, per il trasporto ferroviario, le scelte sono state fatte, a noi resta il recupero di qualche rudere e la ristrutturazione di qualche edificio pubblico.
Si vedrà cosa ci resterà.

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