di Cesare Pluchino
Di fatto, archiviati il caso Campo e i lavori sul servizio di lettura dei contatori idrici senza nemmeno dare spazio alla relazione di maggioranza
Una lunga serie di sedute della Commissione trasparenza del Comun e di Ragusa, con relativi non indifferenti costi per appurare poco, forse meno di poco, senza ufficializzare gli esiti finali nelle previste relazioni di maggioranza e opposizione.
A voler leggere il Regolamento del Consiglio e delle Commissioni Consiliari, si rileva che sono disattesi numerosi punti dello stesso, a cominciare dal comma 1 dell’art 26 che recita di “pareri, proposte, suggerimenti, relazioni, raccomandazioni, richiami e censure” da inoltrare per contribuire all’attuazione della trasparenza e dell’imparzialità dell’attività amministrativa.
Compito precipuo, per come recitato dal regolamento, è quello di esaminare proposte di deliberazione e questioni sottoposte dal Sindaco, dai singoli assessori o dalla Giunta e dal Consiglio.
Non è una commissione di indagine, del resto prevista dall’art 23 del Regolamento, i cui poteri sono specificati al comma 5 dello stesso.
Esclusa la prevista convocazione trimestrale, la Commissione Trasparenza vien convocata su richiesta del Presidente del Consiglio, dei Presidenti delle Commissioni, da un capogruppo, da 1/5 dei consiglieri.
Nelle convocazioni sulla materia in oggetto non si è riscontrato nulla di tutto questo. Non è usuale, come recentemente annunciato in Consiglio comunale da parte del Presidente, la convocazione a seguito del ricevimento di un esposto anonimo.
Non sono questi i compiti della commissione trasparenza che si dovrebbe limitare a “determinare l’applicazione delle norme sulla trasparenza…esercitando i suoi interventi in ordine all’applicazione delle norme dello statuto”
Segnatamente, per il caso in oggetto, al comma 2 dell’art 27, sono previsti poteri di vigilanza e controllo per “la piena osservanza di tutte le disposizioni legislative vigenti in materia di formazione di procedimenti amministrativi inerenti …forniture di beni e servizi etc”.
Non sono previsti, per regolamento, audizioni di dirigenti e funzionari, né, tantomeno, di persone esterne all’amministrazione comunale.
Oltre a queste discrasie, rilevabili, esaminando i verbali delle sedute della Commissione, si ribadisce la mancanza delle relazioni previste dal comma 5 dell’art 26.
Ci siamo preoccupati di pubblicare integralmente la relazione della Commissione Consiliare ‘Trasparenza’ sull’argomento ‘Servizio di lettura dei contatori idrici’, che attiene all’attività posta in essere per valutare le determinazioni dirigenziali relative sotto il profilo della legittimità.
La relazione, bocciata dalla maggioranza della commissione, risulta una sintesi dei verbali delle sedute che, del resto, sono allegati alla stessa.
Si rilevano “discrasie, incongruenze, oltre che irregolarità formali e sostanziali”, fermandosi alla questione delle modalità di assunzione dei dipendenti, con particolare riguardo a quelli, eventualmente tutelati dalla clausola di salvaguardia.
È stato rilevato che il Comune non avrebbe vigilato sul contratto, relativamente al passaggio del servizio fra due cooperative, omissione acclarata dal nuovo Dirigente subentrato a servizio avviato.
Si rileva una discriminazione che sarebbe stata operata nel passaggio fra le due cooperative, ma tramite dichiarazioni contrastanti e in conflitto tra di loro, fra gli attori della vicenda, senza che, però, esistano circostanziate denunce, in merito, da parte degli interessati.
Viene rilevato, infine, un comportamento “alquanto irrituale” di vari soggetti del Comune di Ragusa, il caso Campo viene contemplato, quasi forzatamente, con soli tre punti esclamativi in grassetto, relativamente alla presenza dell’ex assessore, moglie di uno dei letturisti, ad un incontro dei lavoratori con il Presidente della cooperativa.
Null’altro si evince dalla relazione della commissione, peraltro bocciata, per cui ci sono state almeno sei sedute e un interminabile sequela di audizioni che non hanno portato a nulla di particolarmente importante.
Elementi di maggiore cognizione sarebbero potuti emergere dalla discussione sulla relazione di maggioranza che si è voluto evitare di mettere all’ordine del giorno.
Al riguardo la Presidente della Commissione ha motivato il rifiuto all’esame della relazione della maggioranza denunciando il tentativo di utilizzare la commissione per fini politici.
In un comunicato, si sottolinea l’obiettivo della relazione finale che avrebbe dovuto fare emergere “eventuali anomalie tecniche concernenti la predisposizione dei bandi piuttosto che l’operato di alcuni dirigenti e funzionari”.
La relazione di maggioranza viene vista come tentativo di riabilitare l’assessore Campo ma questa, sottoposta alla valutazione delle minoranze, sarebbe stata vera trasparenza.
Il tentativo di ufficializzare la relazione di maggioranza, come espressamente previsto dal comma 5 dell’art 26, viene mostruosamente additato come “colpo di mano censurabile”, un tentativo di riabilitare la Campo, peraltro osteggiato all’interno della stessa maggioranza.
La presidentessa si affretta a precisare che la relazione di maggioranza, che definisce ‘controrelazione’ sarebbe stata diffusa dalla stampa prima ancora della presentazione ufficiale, ma va rilevato, invece come il componente della commissione Brugaletta abbia comunicato, nell’ultima seduta della commissione trasparenza, come rilevabile dai verbali, che aveva protocollato la relazione, distribuendola, contestualmente, ai colleghi commissari.
Nessuna forzatura, quindi, per un documento che è stato apertamente portato in commissione, non come documento riservato.
Preoccupante in termini di democrazia e per la totale indifferenza dei grillini il passaggio finale del comunicato della Presidente della Commissione Trasparenza
“Mi chiedo, altresì, che senso abbia che la controrelazione approdi in seduta visto che, con i loro voti, per ottenere i quali hanno stravolto pure lo statuto, i consiglieri di maggioranza faranno passare tutto ciò che loro aggrada”.
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