La trasparenza secondo i grillini

di Vilnius Nastavnic
Per il caso della lettura dei contatori idrici, la relazione di maggioranza della commissione trasparenza decreta l’assoluta estraneità nei fatti dell’assessore Campo, la legittimità degli atti e le contraddizioni nelle deposizioni dei letturisti che sarebbero stati discriminati

La Presidenza della Commissione Trasparenza è riuscita ad evitare, grazie alle ‘indecisioni’ dei componenti grillini, la votazione formale sulla relazione che, a tutti gli effetti, costituisce quella di maggioranza.
I grillini, pare, siano stati frenati nel presentare la propria relazione nell’ultima seduta per evitare la grande contraddizione di un assessore riabilitato, e del di lei marito non favorito, senza i consequenziali naturali provvedimenti di reintegro nella Giunta comunale.
L’indecisione se tirare fuori, o meno, dalla borsa, la relazione è servita per definire i lavori della commissione trasparenza, che si sono allungati lungo il corso di ben 6 sedute, da novembre a febbraio, in maniera quantomeno atipica, in difformità al regolamento che, in verità, nell’occasione, non è stato tenuto per nulla in conto, alla faccia della trasparenza.
Nella confusione, le minoranze hanno evitato l’ennesimo smacco di una politica vissuta ai margini durante tutta la sindacatura Piccitto, la maggioranza ha avuto modo di malcelare le grosse contraddizioni sul caso Campo che, dalla commissione trasparenza, è stato consacrato come del tutto indipendente dal caso dei letturisti e ascrivibile, di fatto, piuttosto, alle frizioni in seno alla Giunta, in particolare per la privatizzazione della gestione del Castello di Donnafugata, della quale, proprio in questi giorni si vuole affrettare la definizione prima che anche la stessa diventi un caso per l’amministrazione sulla inevitabile scia del caso Campo.
In sostanza tutta una serie di vicende che, appunto, con la trasparenza hanno poco a che fare, in barba ai principi fondanti del Movimento 5 Stelle.
I punti fondanti della relazione di maggioranza, così definibile a tutti gli effetti, al netto dei tentativi riusciti della Presidenza di non concedere la dignità del voto, si traducono, per quanto attiene ai veri compiti della commissione trasparenza, in una piena assoluzione dei dirigenti e dei funzionari dell’ente per la legittimità degli atti amministrativi legati all’oggetto dei lavori della commissione stessa.
Senza alcun fondamento le insinuate disparità di trattamento per i letturisti, nel contesto di un mondo dove la legalità è poco di casa, con gravi discrasie di carattere occupazionale e fiscale che denotano l’assoluta mancanza di professionalità di imprenditori e responsabili di cooperative sociali che agiscono in una sorta di far west istituzionale per nulla controllato, anzi tollerato dalle istruzioni che galleggiano su un mare di melma difficile da qualificare.
Un mondo con il quale le precedenti amministrazioni hanno convissuto per anni e che il cambiamento grillino non ha neppure scalfito.
A proposito del caso Campo, che la maggioranza della commissione definisce impropriamente protagonista dei fatti in esame per accuse false e ingiustificate che avrebbero provocato una campagna comunicativa denigratoria, ad opera di una testata giornalistica in particolare, si ritiene che l’assessore e tutto il Movimento 5 Stelle siano da ritenersi parte lesa in tutta la vicenda.
La sintesi della relazione, in riferimento all’assessore Campo fa emergere l’assoluta estraneità della stessa ai fatti oggetto dei lavori della commissione, un dato, secondo quanto scritto ed evidenziato in sintesi che sarebbe emerso da subito, durante le sedute della Commissione Trasparenza, quindi già prima della fine dell’anno scorso.
Ferme restando le prerogative del capo dell’amministrazione in ordine alle scelte assessoriali, quindi anche per le malcelate e note pressioni per le dimissioni della stessa e per la successiva scelta di non reintegrarla, nonostante la dimostrata assoluta estraneità ai fatti contestati, resta da chiedersi cosa intendano per trasparenza sui fatti in oggetto i componenti il gruppo consiliare e gli attivisti che, del resto, accettano ancora Stefania Campo come componente attiva del meetup ufficiale del Movimento 5 Stelle.
Per fatti simili, di allontanamento dai vertici del Movimento, viene da chiedersi, per esempio perché elementi del calibro di Biagio Battaglia, esponente di spicco del Movimento 5 Stelle, sembrano del tutto eclissati dalla galassia ragusana delle 5 stelle, salvo, poi, ritrovarli come elementi di riferimento nell’attuale campagna del Movimento nella vicina Vittoria che i grillini ragusani sembrano, al momento, ignorare, a differenza di quanto avvenuto per le ultime elezioni a Gela e ad Augusta.
Anche questa è trasparenza, è lecito chiedersi con chi si ha da fare? Con grillini originali o con contraffazioni locali, indaffarati con riunioni segrete alle quali, pure, intervengono i leader regionali, come nel caso di quella di sabato pomeriggio, 19 marzo, giorno di San Giuseppe, che pure ha visto l’ennesimo confronto del gruppo con l’on.le Cancelleri?
P.S. Sulla riunione c’è poco da riferire, essendosi rivelata come l’ennesimo interlocutorio incontro sui contrasti interni del gruppo consiliare, senza che il leader regionale, garante di accordi noti, sia intervenuto sulle questioni scottanti ragusane.

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