La questione della variante al Parco Agricolo Urbano, come tutte le questioni urbanistiche è assai complessa, resa ancora più difficile dalla recente bocciatura della regione per il comparto specifico, mentre sono passati i punti relativi alla variante per San Luigi e per i Piani di Edilizia PEEP, e da una richiesta di risarcimento da parte di u a delle ditte private interessate all’edificazione nelle arre in questione.
Nel corso di una conferenza stampa, l’amministrazione ha fatto il punto sulla situazione, per chiarire alcuni aspetti oggetto di particolare attenzione,
Il Sindaco ha puntualizzato come l’azione di questa amministrazione si sia estrinsecata unicamente per difendere una iniziativa intrapresa dalla vecchia amministrazione, del tutto condivisa per lo spirito di conservazione del suolo, eliminando ogni possibilità di cementificazione in una vasta area agricola all’interno del centro abitato.
Aree che erano di privati che, in perequazione hanno ceduto ingenti estensioni di terreni, peraltro, oggi, impegnate dal Comune.
Il Comune lavora attualmente su due fronti: un ricorso al TAR perché non si accetta la bocciatura che riporterebbe le aree alla precedente condizione di edificabilità, fra l’altro a macchia di leopardo, mentre la variante prevedeva, accanto alla conservazione di u a vasta area centrale, il posizionamento delle parti edificabili ai margini del Parco Agricolo Urbano, con una ricucitura delle nuove parti edificabili con quelle già edificate nelle stesse zone perimetrali.
L’altro fronte è quello dei privati che hanno inoltrato una richiesta di risarcimento, che non è ancora azione legale, sulla quale ci sono contatti per un accordo, sulla base di elementi che sono oggetto di contraddittorio fra le parti.
La questione è stata illustrata nella sua genesi dall’assessore Giuffrida che ha sottolineato come ci siano elementi per confutare le pretese del privato: indiscutibile la volontà dell’amministrazione di non edificare, di dare seguito alla variante che era stata approvata dalla vecchia amministrazione, nel marzo del 2018, e per cui l’attuale aveva anche approvato le controdeduzioni nel dicembre dello stesso anno.
In effetti, data l’estensione dell’area, sarebbe stato meglio che la vecchia amministrazione avesse provveduto direttamente alla variante del PRG, secondo l’assessore Giuffrida che ha rifatto la storia delle autorizzazioni inerenti la zona.
Una prima concessione del 2006, rilasciata ad altra ditta, su una estensione di oltre 157,ila mq dei quali il 70% ceduto in perequazione al Comune,
La ditta subentrata nella concessione chiede, nel 2997, una variante per estendere l’area fino a 287mila mq, portando le aree cedute al comune oltre i 200mila mq dagli originari 110mila.
In proposito, l’assessore rileva come, al tempo, c’erano dei vizi formali, quali la mancanza di un piano di lottizzazione.
Nel 2008 la ditta ottiene la prima concessione in variante, ottenendo lo scomputo per oneri di urbanizzazione nella misura di 2 milioni di euro, per strade e opere di sottosuolo.
Nel 2009, nel 2010, nel 2001, mentre i lavori della concessione non hanno inizio, vengono chieste tre proroghe che sono concesse, l’ultima richiesta di proroga, del 2013 viene rigettata, nel giugno del 2014, la ditta inoltra una richiesta per richiedere la restituzione delle aree e delle somme pagate, ma il problema non viene affrontato.
Sono stati l’assessore e il dirigente, ing. Alberghina, a illustrare, nei dettagli, i particolari tecnici della bocciatura della variante, soffermandosi sulle osservazioni addotte dalla regione che non ha considerato lo schema di massima del PRG anticipatore di quello che sarà il nuovo PRG, con particolare riguardo alla richiamata mancanza delle Norme Tecniche di Attuazione, NTA, nello schema di massima.
Come evidenziato anche dal dirigente dell’avvocatura, Boncoraglio, il ricorso sarà basato sulla difformità in ordine all’interpretazione giurisprudenziale delle norme di carattere urbanistico, unitamente ad elementi di carattere tecnico, con la sottolineatura che lo schema di massima, di fatto, contiene elementi che si possono assimilare ai requisiti di un PRG.
L’avv. Boncoraglio ha anche evidenziato il ricorso ad u a sentenza della Cassazione che limiterebbe il potere di approvazione della Regione solo ai casi di inosservanza di leggi nazionali o regionali non potendo sindacare le scelte di una amministrazione.
Sulla questione, come si ricorderà, sono intervenuti, con un Ordine del Giorno congiunto i gruppi PD e 5 Stelle del Consiglio Comunale che sulla mancata approvazione della variante per il Parco Agricolo Urbano identificano nella mancanza del nuovo PRG le motivazioni della bocciatura, dal momento che il solo schema di massima non costituisce elemento per approvazione della variante,
Maggiori dettagli sulla posizione critica del gruppo PD si potranno avere nella conferenza stampa convocata dallo stesso gruppo, in sala commissioni, a Palazzo dell’Aquila per le ore 12 di domani lunedì 24 maggio 2021.
