di Cesare Pluchino
Ennesima seduta con ospiti in cerca di tutele per i livelli occupazionali
Doveva essere una seduta insignificante, dedicata all’attività ispettiva ma senza nemmeno una interrogazione. Solo comunicazioni, le solite esibizioni retoriche dei consiglieri di minoranza in cerca di visibilità a buon mercato per i pochi spettatori che seguono lo streaming delle sedute del civico consesso.
Nella seduta di giovedì 3 dicembre ospiti in aula, nella parte riservata al pubblico, i lavoratori dell’idrico, in attesa di conoscere la loro sorte in relazione al nuovo bando di gara per il servizio che prevedrebbe una riduzione di personale di 6 unità.
Nonostante le diverse riunioni dei rappresentanti del sindacato con assessore e dirigenti, fino alla sera precedente, i lavoratori cercavano assicurazioni nell’ufficialità del civico consesso.
È saltato fuori un particolare non di poco conto, perché i lavoratori non erano stati informati della riunione della sera precedente e di questo qualcunodi loro si è lamentato con i rappresentanti sindacali.
L’amministrazione, senza mezzi termini, lancia accuse, alle minoranze, di strumentalizzare la situazione e di fomentare la protesta, come già rilevato per la questione dei lavoratori dell’igiene ambientale.
Le opposizioni, sdegnate, rigettano l’accusa, asseriscono che i lavoratori arrivano spontaneamente, ma negli interventi non traspare nessuna forma di dissociazione, almeno per i comportamenti meno opportuni, dai lavoratori che protestano, talvolta, gridando, offendendo e alzando il tono di voce per interrompere il dibattito in aula.
Non è servito nemmeno il colloquio con il Prefetto, dei lavoratori dell’igiene ambientale, per capire che le attuali normative lasciano poco spazio a creative forme di tutela dei livelli occupazionali, che, peraltro, potrebbero, in qualche caso, inficiare anche le procedure del bando di gara.
Ma ormai la strada è tracciata: protesta al consiglio comunale, bagarre, gita in prefettura, per dare l’illusione ai lavoratori, quantomeno, del puntuale interessamento ai loro problemi.
Avevamo, precedentemente, fatto rilevare come, nel corso dell’incontro in assessorato, del giorno 13 novembre, erano stati gli stessi sindacati ad ammettere la legittimità delle procedure seguite, a riconoscere i limitati spazi di manovra per la tutela dei livelli occupazionali, a tentare solo di proporre un a proroga di un anno per permettere di arrivare ad un nuovo assetto del settore dove, forse, tutti i lavoratori sarebbero definitivamente assorbiti dai costituendi ATO idrici, di nuova concezione.
Gli interventi dei consiglieri di opposizione hanno dilagato sulla tutela dei posti di lavoro, sulle presunte inefficienze dell’amministrazione, sulla diversità di procedure, ad opera degli stessi dirigenti, per diversi bandi gara.I nostalgici della prima repubblica, come Sonia Migliore, hanno chiesto di applicare il contratto previsto per le cooperative sociali, un ritorno al vecchio, alle clientele, all’assistenzialismo puro di cui è costellata la storia del nostro comune.
Alla stessa consigliera non va giù la prevista nuova figura del Direttore del Servizio, mentre si preoccupa dei criteri per le assunzioni.
Alla Migliore ha risposto l’assessore Salvatore Martorana che, riconoscendo, ironicamente, la preparazione della consigliera sulla materia, ha eccepito che non era giorno idoneo per la discussione non preventivata.
I lavoratori, di qualunque categoria, sono sempre ben accolti in Comune, dal Sindaco e dagli assessori, anche quelli dell’idrico sono e saranno destinatari delle giuste attenzioni. come, del resto, è stato finora.
Risposta che non è piaciuta al consigliere D’Asta che riteneva ogni momento giusto per la giusta protesta dei lavoratori.
Qualche consigliere si buttava a dire che i sindacati non erano stati ricevuti, ma veniva fuori la conferma della riunione della sera precedente, fra assessore e rappresentanti sindacali, della quale i lavoratori sembravano non informati.
Poi i toni si alzavano con il consigliere La Porta che, come al solito, inveiva contro gli assessori e l’amministrazione e l’assessore Martorana che lo riprendeva severamente, rilevando come le continue offese hanno solo stancato l’amministrazione.
La Porta se la prendeva poi con la vice presidente del Consiglio, Federico, dicendo: “Lei è un’abusiva e non sa gestire i lavori”, spalleggiato da Tumino e Chiavola che contribuivano ad alzare i toni per mettere in difficoltà la presidenza dell’assise.
Deciso l’intervento dell’assessore Corallo, che sottolineava l’incontro della sera precedente, dispiaciuto del fatto che i lavoratori non fossero stati informati e non comprendendone il motivo.
Bagarre anche sull’intervento del consigliere Porsenna, interrotto dalle grida del rappresentante sindacale della CISL che, interrompendo l’intervento, dalla zona riservata al pubblico, si è permesso di dire: “Lei sta dicendo un sacco di stronzate, mi denunci pure!”
In questo clima inutilmente incandescente e nervoso, si è esaurita l’ennesima seduta di consiglio comunale, risultata solo uno spreco di denaro pubblico, buona solo per il gettone di presenza.
Le comunicazioni inesistenti, scranni ben presto vuoti, i lavoratori sono stati, successivamente, in riunione con l’assessore, hanno ottenuto la promessa dell’incontro in prefettura ma non hanno potuto portare nulla di concreto, a casa, circa le loro rivendicazioni.
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