La vicenda Randello ripercorsa in conferenza stampa

di redazione
Il Sindaco, attorniato da assessori, dirigenti, funzionari e dal Presidente del Consiglio, Iacono, ha voluto rimarcare la posizione dell’amministrazione comunale, ferma nell’opporsi ai tentativi di ‘invasione’ della spiaggia di Randello

Ci è capitato di soffermarci su una foto aerea della parte occidentale della costa ragusana, quella che da Punta Braccetto arriva al Club Méditerranée. Come si può notare, le uniche due aree verdi esistenti, nel desolante panorama di  plastica delle serre e di un abusivismo diffuso, sono quelle della Forestale e del villaggio turistico francese
Faremo inorridire gli ambientalisti dicendo che, forse, era meglio se, circa 40 anni orsono, fossero nate altre strutture simili a quella del villaggio, che avrebbero mantenuto il patrimonio naturale della zona meglio dello stato attuale, preda di serre e abusivismo, ancorché sanato, a pochi metri dal mare.
Legittima, ora, l’azione delle associazioni ambientaliste a tutela dell’unico lembo di costa incontaminato, o quasi, prospiciente all’area forestale di Randello.
La spiaggia, che va dalla scogliera dei Canalotti, dopo Punta Braccetto, fino all’estremo lembo occidentale dell’area forestale, dall’anno scorso è entrata nelle mire di una grossa struttura ricettiva dell’entroterra, il Donnafugata Resort, e di altre società che hanno tentato di sfruttare le maglie larghe del vecchio Piano spiagge, il PUDM (Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo).
Il Donnafugata Resort ha agito forte di concessioni regionali, della Forestale, del Demanio Marittimo, della Soprintendenza che, almeno l’anno corso, avevano permesso di introdursi all’interno dell’area forestale con mezzi privati e con bus turistici per il trasporto degli ospiti del resort. Questi godevano di vari servizi, autobar all’interno dell’area demaniale, vetture elettriche per raggiungere i bagni dell’area forestale, nonché dei servizi in spiaggia. Intendimento era quello della costruzione di uno stabilimento balneare, a metà fra l’area boschiva e l’area retrodunale, mentre, senza le necessarie autorizzazioni comunali, si era provveduto a installare sulla spiaggia una platea in legno che doveva fare da base ad un american bar sulla sabbia, per i clienti.
La certezza delle autorizzazioni fino ad allora ottenute, unite, forse, alle assicurazioni di qualcuno sul positivo esito delle pratiche ancora in attesa di parere da parte del Comune, induceva il resort a muoversi anche in assenza delle necessarie autorizzazioni definitive.
Un Comitato sorto ad hoc, dal nome Randello Libera, e altre associazioni ambientaliste, Legambiente e Fare Verde Vittoria, si intestavano una battaglia contro ‘l’invasore’, scegliendo come interlocutore privilegiato il Comune di Ragusa, al quale, in verità, venivano addossate anche colpe non sue, dal  momento che l’invasione, tutt’ora in corso, era permessa dalle autorizzazioni di Forestale, Demanio Marittimo e Soprintendenza. Il Comune di Ragusa, nei limiti delle sue competenze, ha impedito la costruzione del bar sulla spiaggia, non ha concesso l’autorizzazione edilizia per lo stabilimento balneare, ha rilevato, ma solo quest’anno, la presenza non autorizzata di un autobar che esercitava attività commerciale all’interno dell’area forestale, ma nulla ha potuto per la presenza di ombrelloni e sdraio sulla spiaggia, come pure non è stato di sua competenza il traffico all’interno dell’area forestale di proprietà della Regione.
L’azione delle associazioni, procurò, sempre l’anno scorso, l’intervento della magistratura che, però, a quanto pare, non è bastato ad evitare che quest’anno si ripetesse l’invasione.
Resta da dire, prima di riferire dell’esito del ricorso al TAR contro la sospensione dei lavori e per il diniego alla costruzione dello stabilimento balneare, che il Comitato Randello Libera ha spesso utilizzato spunti polemici verso l’amministrazione capeggiata  dal Sindaco Piccitto, rea di non aver usato il pugno di ferro contro l’invadenza del resort.
Va rilevata, comunque, per dovere di cronaca e per onestà intellettuale, la presenza, all’interno del Comitato, di elementi appartenenti, prima, al Movimento 5 Stelle, dissidenti in aperto contrasto con il metup di Ragusa, che hanno criticato eccessivamente ogni minimo ritardo nei provvedimenti, qualche volta in maniera strumentale.
La conferenza stampa, organizzata dall’amministrazione comunale, per riferire della sentenza del TAR, del 30 luglio scorso, che ha rigettato i ricorsi del Donnafugata Resort, ha mostrato i segni evidenti e malcelati della giustificabile intenzione di sfatare definitivamente le insinuazioni degli ambientalisti.
Attorniato dagli assessori Corallo e Zanotto, dal Presidente del Consiglio Giovanni Iacono, dal capogruppo del Movimento 5 Stelle, Spadola, dai dirigenti avv. Boncoraglio, dell’avvocatura comunale, e arch. Marcello Dimartino, quest’ultimo accompagnato dal funzionario geometra Giancarlo Licitra, il Sindaco Piccitto ha voluto innanzitutto esprimere il ringraziamento agli uffici per l’esito positivo della vicenda.
Grande soddisfazione per il riconoscimento di aver agito nel rispetto delle regole e della legalità, acclarato, inoltre, dal rigetto della richiesta di risarcimento avanzata dal resort.
Anche il dirigente dell’avvocatura comunale, avv. Boncoraglio, ha espresso soddisfazione per il rigetto in toto dei ricorsi, sottolineando come sono state accolte le due eccezioni fondamentali difensive, una riguardante la mancanza della valutazione di impatto ambientale e l’altra inerente il carattere permanente delle strutture.
Anche l’arch. DiMartino ha voluto evidenziare l’operato ineccepibile degli uffici, acclarato, tecnicamente, dalla sentenza, mentre il geom. Licitra ha voluto ringraziare i colleghi dell’ufficio, impegnati, per un anno, in questa azione di tutela degli interessi ambientali.
L’assessore Corallo ha posto l’accento sulle maglie larghe del vecchio PUDM, ora contenute dall’atto di indirizzo di Giunta comunale e del Consiglio che non prevedono alcun tipo di concessione, né tantomeno forme di commercio itinerante in area SIC.
Il collega Zanotto ha voluto evidenziare le attenzioni rivolte a Randello e alle aree limitrofe, dove sono state attuate operazioni di pulizia straordinaria anche in aree non di competenza del Comune.
Così come l’assessore Corallo ha evidenziato l’impossibilità del Comune di Ragusa di opporsi alla concessione demaniale
per la sistemazione di ombrelloni e sdraio sulla spiaggia, anche il collega Zanotto ha mostrato rammarico per i ritardi della Forestale nell’eliminazione del sistema di irrigazione  all’interno del sistema dunale.
Il Presidente del Consiglio Comunale, Giovanni Iacono, presente nella veste di rappresentante dell’Associazione Partecipiamo, ha espresso soddisfazione per l’esito di una vicenda che ha trascinato troppi equivoci e mistificazioni, fornendo, spesso, ipotesi falsate di una volontà dell’amministrazione di rilasciare autorizzazioni senza la dovuta osservanza delle leggi e delle normative.
La sentenza del TAR riporta chiarezza su temi delicati, Randello, come il Parco degli Iblei, saranno caratterizzanti l’amministrazione e il suo lavoro: mantenere integra la spiaggia, l’area boschiva e il sistema dunale significherà tutelare e conservare, come servizio alla collettività, il territorio e  i suoi pregi ambientali. Ai temi di difesa del patrimonio ambientale si è collegato anche il capogruppo Spadola che ha auspicato una sollecita approvazione del Piano Spiagge.
Il Sindaco ha poi rigettato le critiche circa presunto favore del Comune verso le istanze del resort, come pure le accuse di inefficienza, gestione confusa e dissennata delle politiche ambientali, rivolte anche all’assessore Corallo e all’arch. DiMartino che, peraltro, hanno inteso significare il basso livello delle critiche e delle insinuazioni, tale da non meritare soverchia attenzione.

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