Laboratorio 2.0 ritorna sul recupero di tasse e imposte comunali

Il Laboratorio politico 2.0 torna a parlare del servizio di recupero credito in merito alle imposte e tasse cittadine.
Oltre all’esposto già presentato e all’ordine del giorno che i consiglieri Sonia Migliore e Manuela Nicita hanno portato in Consiglio comunale, il Lab 2.0 si fa carico di dare voce a un nutrito comitato di cittadini e imprenditori che hanno a che fare con cartelle pazze di migliaia di euro.
Molte di queste sicuramente errate negli importi oltre che eccessive.
L’amministrazione comunale di Ragusa viene esortata ad impegnarsi per ascoltare questi contribuenti e trovare delle soluzioni.
Si contano a decine i ricorsi sugli accertamenti della ditta incaricata e, se il Comune dovesse perderli, il danno sarebbe enorme e a carico di tutta la collettività.
Il comunicato del Laboratorio Politico 2.0 ritiene opportuno che il primo cittadino dia ascolto alle lamentele di molti contribuenti, considerato che ci sarebbero tantissimi gli imprenditori, agricoli, commerciali e turistici già pronti a consegnare le proprie licenze perché non ce la fanno più.
“Piccitto e l’assessore Martorana, che hanno sempre puntato a fare cassa – dice Sonia Migliore – non possono continuare a guardare la città come se si trattasse di un enorme bancomat.
Bisogna avere il coraggio, la determinazione e la sensibilità di compenetrarsi nelle reali esigenze dei cittadini. Come Laboratorio 2.0 – conclude – ci faremo carico di organizzare delle iniziative tramite le quali chiederemo all’Amministrazione comunale di ascoltare e trovare soluzioni”.
Considerato che la questione è stata oggetto già di due comunicati a firma del vicepresidente del Laboratorio Politico, il dott. Livio Tumino, il secondo dei quali in risposta alla replica del dirigente del settore tributi, sarebbe opportuno che gli estensori delle note facessero ordine e chiarezza sul contenuto delle note.
C’è stata una risposta degli uffici che considera in percentuale fisiologica gli errori che in ogni caso, ove riconosciuti, sono oggetto di rettifica, dati che non sono condivisi dal Laboratorio politico 2.0, come nel comunicato sopra enunciato.
A questo punto sarebbe opportuno specificare, considerato che ci sarebbe anche un comitato di cittadini e imprenditori che hanno a che fare con cartelle pazze, quanti sono i ricorsi e le semplici richieste di rettifiche, quanti, rispettivamente, sono stati accettati, qual è l’entità del contenzioso eventualmente aperto.
Fino a qui si tratterebbe di legittime lamentele per errori negli accertamenti, non si comprende il passaggio sugli imprenditori che sarebbero pronti a consegnare le licenze, perché sembra esagerato pensare che la sola tassazione comunale possa portare alla chiusura le attività imprenditoriali.
In ogni caso sono aspetti importanti, sotto l’aspetto socio-economico e vanno valutati attentamente, nella consistenza numerica e nell’entità dell’errore di accertamento.
Ma non si comprende la confusione che si rileva fra accertamenti di tasse non pagate e la tassazione normale che è oggetto di punti di vista contrastanti fra amministrazione e opposizione.
Al riguardo occorrerebbe fare la massima chiarezza, perché gli accertamenti, che devono essere affidabili e devono dare garanzie di massima trasparenza e regolarità nelle procedure, sono sacrosanti perché si tratta di tasse non pagate, sicuramente, nella maggior parte dei casi, di tasse evase, per le quali non c’è nessuna soluzione da trovare perché il contribuente moroso si deve allineare ai concittadini che hanno pagato regolarmente, e in questo si troverà sicuramente d’accordo il Laboratorio 2.0.
Tutt’al più, verificata la natura e la consistenza delle tasse evase si potranno studiare agevolazioni e rateizzazioni per permettere una sorta di rientro agevolato.
Quanto alla pressione fiscale che potrà essere giudicata eccessiva, ogni azione di protesta civile è legittima e può essere inoltrata, in tutte le forme civili all’indirizzo dell’amministrazione, possibilmente indicando le soluzioni alternative per far quadrare i bilanci.
Ma occorre tenere ben distinti la pressione fiscale su tutti i cittadini da quella di accertamento per quelli che non hanno pagato in passato.  

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