L’analisi di Giorgio Massari sul voto referendario

Accogliamo con piacere l’analisi del prof. Giorgio Massari, fondatore e leader di Ragusa Prossima, sul voto referendario

Qual era il vero oggetto del referendum? Perché gli italiani di tutte le età, ma soprattutto i giovani, sono andati a votare con un tasso di affluenza molto alto considerate le performance nelle varie elezioni degli ultimi anni? Perché una riforma della costituzione ad alto tasso di tecnicismo ha acceso la passione democratica nel Paese?

Probabilmente per una caratteristica specifica del voto referendario che è stato definito dai politologi, un voto di “lusso” perché meno legato alle logiche delle appartenenze e alle logiche clientelari e quindi più libero.
Un lusso di cui si può godere ogni tanto. Perché allora il popolo italiano si è passato il” lusso” di votare NO? Per vari motivi che si sono rafforzati e sommati determinando un risultato di cui nessuno aveva certezza durante la campagna elettorale.

Il primo motivo è che questa Costituzione, democratica e antifascista rappresenta un insieme organico di principi, valori, istituzioni e bilanciamento dei poteri, nel quale gli italiani si identificano e che non vogliono che sia sfregiata da riforme inutili, incomprensibili, pervasive.
Le riforme costituzionali, tra l’altro, come attuazione e sviluppo di ciò che i costituenti hanno pensato, andrebbero fatte con maggioranze dei due terzi, specie se riguardano organi di garanzia.

Il secondo motivo che l’oggetto del referendum non aveva nulla a che fare con il miglioramento della qualità della giustizia in termini di adeguamento delle strutture che l’amministrano, di personale addetto, di velocità dei processi. La stragrande maggioranza degli italiani ne ha avuto piena consapevolezza e sì è espressa coerentemente. La politicizzazione palese o latente di questo referendum è stata la conseguenza naturale. Quando la sostanza si perde (perché non c’è) allora prevale la mobilitazione partigiana (nel senso di parte…)

Il terzo motivo è sicuramente un messaggio politico al governo di centro destra che ad un anno dalla sua naturale conclusione, si mostra largamente non rispondente ai bisogni del Paese. Messaggio recapitato non dal variegato arcipelago di soggetti ed attori che con il centro destra non hanno nulla da spartire, ma proprio da elettori che alle ultime elezioni hanno votato centro destra ed ora hanno votato per la “sconferma” del referendum come conferma l’analisi dei flussi di Opinio Italia.

Infine, il fatto che nelle regioni del Sud si è votato meno che al Centro e al Nord ed in Sicilia meno di tutte le regioni italiane e che le più alte percentuali di voti per il NO si siano registrate proprio in questa regione mostra la scarsa capacità della classe politica del centrodestra in tutte le sue articolazioni dal presidente di regione, alle deputazioni, ai sindaci e consiglieri, di attivare il voto di opinione e una vera mobilitazione politica e culturale.

Anche a Ragusa l’altissima percentuale di voti per NO, conferma e rafforza l’analisi delineata, mostrando come persista, anzi stia crescendo ulteriormente un’area di associazioni della società civile, movimenti civici che si caratterizzano politicamente come distinti e distanti dai partiti del centro destra.
Come Ragusa Prossima siamo fieri di aver contribuito insieme a tante articolazioni della società civile e alle varie forze partitiche ad un risultato che ha esaltato la partecipazione e rafforzato l’identificazione nella democrazia di tanti cittadini, soprattutto giovani

Prof. Giorgio Massari

Ultimi Articoli