L’apertura del CAI di Scicli: un’opportunità, non una minaccia

Una nota di Sinistra Italiana di Scicli sull’apertura del CAI nei locali del ‘Busacca’ di Scicli

L’individuazione, da parte dell’ASP 7 di Ragusa, del Centro Aiuto Interruzione delle Tossicodipendenze (CAI) presso l’ospedale Busacca di Scicli rappresenta un passo importante per il territorio.
È un servizio che nasce per offrire cura, ascolto e accompagnamento a chi decide di intraprendere un percorso di uscita dalla dipendenza: un’opportunità preziosa, non un pericolo.

Opporsi al centro significa ignorare la gravità di un problema che colpisce la nostra società. La tossicodipendenza non sparisce se la si nega o se si allontanano le persone che ne soffrono. Rifiutare questo servizio equivale a negare il diritto alla cura: come se il problema non esistesse o, peggio, che sia preferibile relegarlo altrove.

Pensare che il CAI rappresenti un rischio è una visione miope che genera paure infondate. Gli utenti del centro non sono una minaccia: sono persone che cercano aiuto e cure, non ulteriori emarginazioni.

Accogliere il CAI significa scegliere una comunità più consapevole, matura e giusta — una comunità che non teme la cura.

Rimane essenziale che i servizi già in essere non vengano penalizzati dall’ampliamento dell’offerta; dunque perché il CAI raggiunga i suoi obiettivi è fondamentale che l’ospedale Busacca disponga di tutti i servizi necessari per garantire alla nuova utenza le prestazioni di cui ha bisogno.

Sinistra italiana Scicli

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