“Lasci i 5 Stelle, diventerà bellissima !”

Così avranno detto, a Comiso, città dove lavora, alla signora Gianna Sigona, consigliera comunale, a Ragusa, del Movimento 5 Stelle, ma non ne avrebbe il bisogno.
Si tratta della grillina che era stata sospesa dal Movimento per i suoi post dove propagandava la vendita di piccoli manufatti riproducenti effigie del ventennio fascista.
Al tempo, arrivarono comunicati di sospensione e richieste di chiarimenti a difesa, poi non se ne seppe più nulla perché l’esigua maggioranza grillina non poteva sopportare la perdita anche di una sola unità.
Qualche ‘professore’ dei grillini si sbilanciò anche nel dire che sarebbe uscito dall’aula quando avrebbe preso la parola la ‘fascista’, ma poi tutto ritorno nell’alveo della normalità grillina che di normale non ha nulla.
Ancora dopo, il caso Sigona perse di importanza di fronte alle esibizioni in aula della dissidente Marabita, fatte di lacrime, insulti ai cinque stelle e reprimende contro il sindaco, anche lei soggetto sospeso e tenuto nel limbo che solo Cancelleri e soci riescono a gestire nell’aere siculo.
Ma quanto siamo beceri ignoranti e menomati commentatori, come poteva interessarsi il leader siciliano di queste e altre cosucce ragusane che risolveva con una stretta di mano, se aveva in mente, con il suo cerchietto magico di approdare a palazzo, a Palermo, per salvare la Sicilia ?
Così, se va anche la Sigona, dopo gli assessori Conti, Brafa, Dimartino e Campo, dopo i colleghi Tumino, Licitra, Dipasquale, Schininà, Castro, Nicita.
Se ne è andata una consigliera che qualcuno ha voluto fare passare come presenza ordinaria di una eletta per caso, con pochi voti, nel Movimento 5 Stelle, mentre la stessa si è resa protagonista degli interventi più duri, incisivi e pesanti di tutto l’attuale civico consesso.
Non le solite sceneggiate delle opposizioni, ma vere e proprie invettive, all’indirizzo del primo cittadino e di qualche assessore, senza peli sulla lingua e con elegante sfrontatezza.
Ma nulla di più nell’asfittico panorama di un consiglio comunale che si ricorderà come uno dei più bassi come livello politico.
In apertura della seduta di mercoledì 15 novembre, mentre i 5 Stelle tentavano di ordinare la strategia per vanificare le magie delle opposizioni per duplicare la seduta, non si sa come si apre alle comunicazioni e interviene la Sigona che recita: “Intervengo solo per annunciare la mia fuoriuscita dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle.
Ho preferito comunicare la mia scelta dopo le elezioni regionali, giacché ritenevo più corretto non alimentare il dibattito politico interno al Movimento durante la già incandescente competizione elettorale.
Non condividendo più la linea politica del Movimento tanto a Roma, quanto a Palermo e nella nostra città e non condividendo i metodi con i quali il gruppo consiliare riflette le proprie scelte, credo sia più opportuno annunciare il mio passaggi al gruppo misto, convinta come sono di poter contribuire ugualmente, come sempre fatto, all’interesse complessivo della nostra città.”
Gruppo misto che vede ingrossare le fila, la Marino non è più la prima donna, ci sono le ex grilline che per aggressività e capacità di fare opposizione non debbono imparare nulla.
E il leader del misto, Tumino, uomo dal multiforme ingegno, riesce a trasformarsi nell’uomo ragno e dai fasti della corte del Presidente della Regione si adatta per la catechesi, in corridoio, delle novizie, assistito dai chierichetti Lo Destro, La Porta e Mirabella. Non sa cosa si perde la Marabita, ma, forse, frequenta un altro catechismo, più ortodosso.
In sostanza non cambia nulla, i grillini già erano senza maggioranza, gli stessi 15 consiglieri residui non riuscivano mai a essere presenti tutti, in 14 cambia poco, e poi si sa come vanno le cose, a Palazzo dell’Aquila, senza dire che, ormai, si è arrivati alla fine, sarebbe oltremodo squalificante per le opposizioni ferire a morte l’avversario alla fine del gioco.
Una vittoria di Pirro, che sarebbe male interpretata dalla gente, anche alla luce del consenso venuto fuori alle regionali, in una città che più grillina non si può.
Le opposizioni, come si rileva adesso in città, di peggio non potevano fare, non sono riuscite nemmeno a far emergere le tante insoddisfazioni fra i 5 Stelle e a volgerle a proprio favore.
È opinione comune, in città, che invece di accalcarsi per trovare la candidatura a sindaco dovrebbero uscire elegantemente di scena, questo dice la gente ma loro fanno girare ancora il disco incantato dei cittadini che sono insoddisfatti dei 5 Stelle, tanto insoddisfatti da elargire ai 5 Stelle il 40 % dei consensi.
Per pudore ci asteniamo dal citare gli interventi successivi alla comunicazione della Sigona, tutti improntati alla stessa linea di richiesta di dimissioni del sindaco per perduta maggioranza e inconsistenza dell’azione politica.
Pochi e brevi interventi, perché c’era da organizzare la mancanza del numero legale che ha rimandato la seduta per l‘esame del DUP alle 24 ore.

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