Le amenità del Magliocco

Sarà perché è l’aeroporto di una cittadina e di un’area, un tempo a prevalente dominazione comunista, sarà perché comunista è la paternità rivendicata, come comunista è l’intitolazione, senza parlare della prima inaugurazione farsa dell’aeroporto senza aerei alla quale si prestò D’Alema, il Vincenzo Magliocco, un tempo prestigioso aeroporto dell’era fascista, resta coinvolto in storielle che ricordano sempre più le tragicomiche vicende dell’odierno PD.
Una nemesi che si accanisce anche sotto la nuova dirigenza che, apparentemente, poco ha da spartire con la politica, come si vorrebbe far credere.
Un aeroporto vittima della politica, e dei nominati della politica, caduto sotto le grinfie dei catanesi che, naturalmente, prediligono sempre quello di Fontanarossa, che, per colmo, non riesce a decollare e che va cercando sostegni opinabili che mai potranno risolvere i problemi.
Quando si ha una struttura come il Magliocco, si deve ricorrere, a qualsiasi costo, a personale e dirigenti competenti, a Comiso hanno invece escogitato di fare ricorso a personaggi locali, più facilmente controllabili e, forse anche, condizionabili.
Che nonostante gli avvicendamenti sulle poltrone, le cose andassero male è venuto fuori dall’incapacità, conclamata e persistente, di utilizzare i fondi provenienti dalla tassa di soggiorno del comune capoluogo, 100.000 euro il primo anno, fondi del 2014, 80.000 per il secondo anno, fondi del 2015.
A Ragusa ci si arrovellava sul perché non fossero stati utilizzati i fondi per l’istituzione di nuova rotta aerea, l’osservatorio per l’utilizzo della tassa di soggiorno si premurava di stanziare una seconda tranche per stuzzicare l’appetito, sempre sulla scia di ben identificate pressioni e con la certezza dei numeri, omologabili alle pressioni, per l’approvazione in consiglio comunale.
Solo che l’aeroporto non è riuscito a destinare né la prima né la seconda tranche, mentre l’amministrazione ragusana restava nel dubbio se ritirare il doppio pacco dono, il primo impegnato ma non erogato, il secondo da definire nella deliberazione.
Numerose le richieste di chiarimento all’assessore al turismo del Comune di Ragusa che, dopo mille sollecitazioni, riceveva una non meglio precisata proposta di utilizzo delle somme per non meglio precisati spazi pubblicitari.
Sembrava una barzelletta, non lo era, ma la tradizionale riservatezza dei grillini, che hanno poca dimestichezza con la trasparenza, non permetteva di sapere di più.
Si sapeva di riunioni per decidere cosa fare, ma nulla di più.
Le ultime notizie provenienti dall’aeroporto ci permettono di capire cosa fossero questi spazi pubblicitari e ci confermano la natura della delirante proposta che, però, è stata propinata ai sindaci riuniti del territorio e, pare, sia stata, accolta, non si sa se per intimo convincimento della sua valenza o perché non si è capito cosa si dovrà fare.
Abili giocatori gli attuali vertici dell’aeroporto che, rischiando di perdere i soldi di Ragusa, hanno rilanciato e hanno coinvolto tutti gli altri comuni, addirittura ne hanno accalappiato uno di altra provincia.
Da notizie circolanti sulla stampa che conta, una parte della tassa di soggiorno dei Comuni del comprensorio ibleo andrà all’Aeroporto di Comiso per incentivare le Compagnie aeree a scegliere lo scalo casmeneo.
Una proposta che pare sia partita dal sindaco di Modica, per firmare una convenzione fra i rappresentanti dei Comuni di Comiso, Modica, Palazzolo, Giarratana, Monterosso, Vittoria, Ragusa, Santa Croce Camerina, Chiaramonte Gulfi, Scicli, Ispica e Acate, che sancisca l’utilizzo dei fondi ex Insicem per inserire all’interno dei vettori la pubblicità a promozione del territorio.

La ripartizione sarebbe avvenuta in base al numero di presenze rilevate dall’Assessorato regionale al Turismo, per erogazioni e relativi spazi di cui godere.
Il sindaco di Modica si è, altresì preoccupato di sollecitare i colleghi a destinare le somme derivanti dal turismo per incentivare le rotte aeree.
Scelte discutibili, perché si continuano a dilapidare le somme dei fondi ex INSICEM per iniziative di tipo pubblicitario dai ritorni indefiniti, depliant, promozione e ora questa trovata degli spazi pubblicitari negli aeroporti e sugli aerei.
Di tutto si parla, fuorché di dati preventivati dei riscontri e di come sarà accertata l’efficacia della campagna.
Sono poi delle scelte che vengono operate da sindaci uscenti, quasi che i vertici dell’aeroporto vogliano mettere al sicuro somme che, forse, altri, in un prossimo futuro, non garantirebbero.

Anche la SOACo, pare, ha informato sulla sottoscrizione della convenzione per il progetto relativo all’incremento dei flussi turistici nello scalo, un documento che scaturirebbe da una legge regionale del 2016 finalizzata a incrementare i flussi turistici nelle arre afferenti agli aeroporti di Trapani e di Comiso
Il documento è stato firmato dai sindaci dei comuni di Ragusa, Modica, Scicli, Ispica, Vittoria, Santa Croce Camerina, Acate, Monterosso Almo, Giarratana, Chiaramonte Gulfi e di Palazzolo Acreide (Sr).
Al tavolo, presenti anche il Libero Consorzio Comunale di Ragusa e la Camera di Commercio del Sud-Est che cofinanzieranno il progetto rispettivamente per 1.600.000 (ex-Insicem) e 380.000 euro. L’invito alla riunione è stato esteso anche al comune di Pozzallo (Rg).
Dopo il trasferimento dei fondi da parte della Regione Siciliana, SOACO pubblicherà un bando rivolto alle compagnie aeree interessate a promuovere un programma pluriennale di co-marketing territoriale che garantisca l’incremento dei flussi turistici sullo scalo.
L’importo complessivo del bando a base d’asta potrebbe sfiorare i 7 milioni di euro.
Sollecitazioni per integrare queste iniziative per il potenziamento del traffico aereo su Comiso anche destinandovi quote della tassa di soggiorno sono partite dall’amministratore Delegato della Soaco e dal suo presidente.
Si spera solo, oltre a positivi riscontri per l’iniziativa, che un giorno vengano dettagliate le spese e l’efficacia delle stesse, con puntuali rendiconti.
Si spera anche che le somme già stanziate dal Comune di Ragusa vengano utilizzate secondo le indicazioni a suo tempo specificate e non vengano inglobate nel nuovo calderone dagli esiti incerti.

Ultimi Articoli