Le baruffe politiche di Palazzo dell’Aquila

di Cesare Pluchino
Come per il tempo meteorologico, si registrano, sempre più numerose, improvvise impennate nel clima politico. Nota di replica del consigliere Filippo Spadola al comunicato del gruppo consiliare PD

Addirittura controproducente sarebbe usare l’hastag ‘ #stai sereno ‘, perché usato da Renzi con Letta e si sa come andò a finire.
C’è una diffusa fibrillazione fra i politici del Palazzo Comunale di Ragusa. L’ovvia contrapposizione fra maggioranza e opposizione è accresciuta dalla mancata rassegnazione di buona parte dei perdenti, degli esclusi che, abituati a governare, o a stare vicino a chi governava, tollerano male lo stato attuale.
Ma non mancano le contrapposizioni, molte delle quali sotto traccia, all’interno delle stesse compagini di maggioranza e di quelle di minoranza.
Fra le ultime fibrillazioni venute fuori, ci sono quelle del consigliere Mario D’Asta che mostra un certo nervosismo per non riuscire a capitalizzare la sua posizione di renziano della prima ora e di referente, almeno fino ad ora, dei luogotenenti di Renzi in Sicilia. Condizione resa ancora più difficile dalla condizioni drammatiche che vive il Partito Democratico in provincia, nelle quali il D’Asta si è declassato da vicesegretario provinciale a semplice esponente della minoranza del partito nella sua città.
Per reazione il consigliere ha messo in atto un attivismo, sconosciuto nei primi mesi della consiliatura, ha rivolto le sue attenzioni polemiche al Presidente del Consiglio Giovanni Iacono, all’azione dell’assessore di Partecipiamo sui temi di competenza, in particolare la refezione scolastica, più in generale ha innescato tutta una serie di interventi, tesi a difendere Renzi e le sue politiche, prodotti, specialmente, in occasione delle sedute di consiglio comunale in cui vengono trattati temi che, facilmente, chiamano in causa il presidente del consiglio come causa primaria della irrisolta crisi sociale ed economica che attanaglia la nazione e la Sicilia in particolare, complici misure di carattere economico e fiscale che sono riconosciute come  imposizioni scellerate e irresponsabili.
L’ultima seduta di consiglio comunale era dedicata all’approvazione di un ordine del giorno, promosso dall’ANCI Sicilia, sulla drammatica situazione economica dei comuni siciliani. Il consigliere D’Asta partecipava alla votazione esprimendo parere favorevole, ma, nel contempo, per non essere solo parte passiva per un atto che, fondamentalmente, sconfessava le politiche i Renzi, presentava un suo Ordine del Giorno che veniva però bocciato all’esame del Consiglio.
Non poteva mancare un comunicato che stigmatizzava, polemicamente, la bocciatura da parte della maggioranza pentatellata e attaccava l’amministrazione:
Questo il testo del comunicato, firmato dai componenti il gruppo consiliare del PD:
“E’ un’amministrazione comunale che dimostra di non praticare il cambiamento. Il gruppo consiliare del PD  di Ragusa: “Da un lato manifestiamo contro i tagli del governo romano e siciliano e dall’altro la maggioranza che sostiene la giunta Piccitto vota contro il nostro odg per azzerare le spese sui consulenti e sulle missioni per gli amministratori. Predicano bene ma…”
Azzeramento di consulenti ed esperti a carico del Comune con conseguente ricorso alle risorse umane presenti in pianta organica. Azzeramento delle spese legate alle missioni per amministratori.
Sono questi i due punti contenuti nella proposta di ordine del giorno presentata dal gruppo consiliare del Partito Democratico dopo che il Consiglio comunale, ieri sera, si è riunito per pronunciarsi circa l’adesione alla mobilitazione indetta dall’AnciSicilia al fine di protestare contro la gravissima situazione economica e finanziaria dei Comuni siciliani.
“Nel nostro odg, sottoscritto anche da altri consiglieri della minoranza, che avevamo discusso a tarda notte e che è stato respinto con i soliti colpi di maggioranza  – dicono i consiglieri Mario D’Asta, Giorgio Massari e Mario Chiavola – volevamo essere conseguenziali rispetto all’adesione manifestata poco prima all’odg di AnciSicilia.
In quel frangente abbiamo dimostrato, ancora una volta, di essere liberi, di pensare prima di ogni altra cosa al bene della città. E lo abbiamo fatto manifestando la nostra adesione alla piattaforma di AnciSicilia, spogliandoci delle nostre appartenenze e mettendo al centro l’interesse della città.
Lo stesso abbiamo fatto poi, con coerenza, presentando il secondo odg in cui chiedevamo all’Amministrazione di adottare dei provvedimenti conseguenziali.
Proprio perché siamo consapevoli che i Comuni stanno attraversando una fase di difficoltà di natura economica e finanziaria. E per questo motivo avevamo chiesto che il civico consesso si esprimesse sui due punti suddetti da noi proposti. Non può essere, infatti, che da un lato si esprimono critiche all’indirizzo della Regione e dello Stato e dall’altro, a palazzo dell’Aquila, si continua a spendere e spandere come se nulla fosse. Con l’assunzione di consulenti, con delibere inconsuete e irresponsabili in cui si impegnano ingenti somme per motivi che ci lasciano basiti.
Insomma, sembra come se il Comune di Ragusa navigasse in una situazione florida dal punto di vista economico. E invece non è così. Bisogna centellinare le risorse. Ecco perché, così facendo, la battaglia diventa sterile. Ed ecco perché avevamo chiesto all’Amministrazione comunale di adottare dei provvedimenti conseguenziali.
Non sono stati i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, assieme a Partecipiamo, a battersi da sempre per la spending review? Perché, adesso, un odg in cui si chiede una riduzione delle spese, quindi con una importanza intrinseca sul piano economico e politico per l’ente di palazzo dell’Aquila, viene respinto al mittente? Allora si dice una cosa e se ne fa un’altra?
E’ opportuno che i cittadini sappiano quello che accade all’interno dell’aula e come queste dinamiche, ancora una volta, finiscano con il penalizzare l’intera collettività. Da un lato manifestiamo contro i tagli del governo romano e siciliano e dall’altra l’amministrazione vota contro il nostro ordine del giorno, dicendo no, in pratica, all’azzeramento di consulenti e delle spese legate alle missioni per amministratori. In un momento di difficoltà, come questo, ci vuole coraggio a non votare un ordine del giorno che verso la razionalizzazione delle spese. Questa amministrazione dimostra di non praticare il cambiamento che teorizza”.
Arriva la replica del consigliere del Movimento 5 Stelle, Filippo Spadola, che è anche capogruppo in consiglio comunale; questo il testo integrale del comunicato:
“Impresentabile, irricevibile ma soprattutto invotabile. Sono questi i motivi per cui il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle ha deciso di bocciare, l’ordine del giorno presentato dal gruppo consiliare del Partito Democratico nella seduta di lunedì scorso.
Il consigliere Mario D’Asta vorrebbe quindi far emergere una polemica politica o di principio che, in questo caso, semplicemente non esiste. Accostare in maniera pretestuosa la gravissima situazione finanziaria degli Enti Locali denunciata dall’Anci Sicilia alla bocciatura dell’Odg presentato dal Pd sull’azzeramento delle spese per consulenti e missioni da parte dell’Amministrazione Comunale, suona poi totalmente fuori luogo. Anche perché parole come “contraddizione” e “cambiamento”, risultano totalmente stonate da parte di chi, a Palermo come a Roma, sostiene con convinzione proprio quei governi che stanno mettendo in ginocchio, con scelte improvvide, le singole realtà territoriali, come Ragusa.
Un ottimo modo per pensare, da persone libere, al bene della città; anche se, non riusciamo a capire quale. Per non parlare poi del fatto che, proprio a livello regionale e nazionale, non esistano campioni di austerità proprio sui temi dell’azzeramento delle missioni o delle spese per i consulenti, come dimostrano anche recenti notizie di stampa. 
Il fatto di predicare bene e razzolare male, quindi, probabilmente rappresenta un’autocritica, piuttosto che una critica nei confronti di terzi. Ed a proposito di contraddizione, sorvolando su un Odg peraltro anche tecnicamente non certo corretto nella forma, vale la pena di ricordare al consigliere D’Asta come proprio quest’ultimo, in occasione della partecipazione alla recente assemblea nazionale Anci a Milano come delegato, abbia usufruito di un rimborso spese che vorrebbe ora, in nome di un improvviso impeto di presunta moralizzazione, vorrebbe eliminare.  Dispiace davvero constatare come, sull’altare della polemica politica, si riescano a sporcare i temi di una battaglia comune, come aveva chiesto il Sindaco Federico Piccitto, contro la distruzione continua e costante degli Enti Locali, perpetrata, ormai da tempo, dai governi regionale e nazionale.”

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