Le giravolte di Casa Tumino

Saggio di mancata lucidità nel gestire una situazione, in fondo, abbastanza semplice.
Il gruppo di Maurizio Tumino, in evidente appannamento da stress pre eventuale candidatura a sindaco, in palese difficoltà fra avversari che allungano e trattative infinite con le altre realtà civiche e con i partiti di centro destra che poco gradiscono la scelta dell’ex gioiello di Forza Italia come futuro primo cittadino, si rende protagonista di uno scivolone mediatico che viene enormemente ingigantito da una toppa che si rivela, come spesso accade, peggiore dello strappo.
Succede, quando la comunicazione è fatta in casa, quando manca un leader autorevole e in grado di gestire situazioni anche semplici, in poche parole adeguato a coprire un ruolo che richiede idonee capacità che devono essere innate e non si possono comprare.

Come è noto, in Consiglio Comunale, il consigliere del gruppo, Angelo la Porta, dichiara in aula che quando loro (il gruppo di Maurizio Tumino Ndr) arriveranno a governare la città, elimineranno la pista ciclabile di Marina di Ragusa, realizzata dall’attuale amministrazione a 5 Stelle.
Una affermazione che il consigliere di Marina di Ragusa ha più volte esternato, in altre occasioni, considerando l’opera non solo uno sperpero di denaro pubblico ma un progetto che presenta diverse criticità in fatto di sicurezza, tanto da rendere più conveniente l’eliminazione, soprattutto nell’impossibilità di realizzare un progetto più completo, con un eventuale piano ciclabile a sbalzo sulla scogliera, come era previsto in un progetto originario.
La Porta ha spiegato, in altre occasioni, come il traffico a senso unico si riveli scomodo per gli abitanti della zona che, per dirigersi verso Marina di Ragusa, sono costretti ad una lunga deviazione.
Può essere una posizione semplicemente non condivisa, ma scatena enormi polemiche se viene vista come elemento di dissenso politico per le scelte dell’amministrazione di diversa appartenenza.
Pur in presenza di numerose criticità, che non sono state risolte per la supponenza dell’ex assessore al ramo, soprattutto in termini di sicurezza, la pista ciclabile è stata considerata, dalla maggior parte dell’opinione pubblica una grande opportunità per quella porzione di territorio, una enorme prerogativa in termini di vivibilità, ecosostenibilità e valenza ambientale, tali da superare ogni riserva.
Comprensibile la reazione di quanti sono assoluti sostenitori della struttura, che non potrebbero tollerare scelte unilaterali, soprattutto se dettate da motivazioni di rivalsa politica.
La dichiarazione, come era prevedibile ha scatenato una serie di proteste, soprattutto sui social, che hanno consigliato il gruppo di diramare un comunicato sulla questione, ma come abbiamo detto sarebbe stato più conveniente il silenzio.

Questo il testo della nota diramata dai consiglieri Tumino, La Porta, Mirabella, Lo Destro e Marino per spiegare la loro posizione sulla pista ciclabile:

Era il luglio del 2015 e, a far data da allora, senza mai cambiare posizione, avanzammo tutti quanti indistintamente, le nostre critiche in merito alla realizzazione della pista ciclopedonale.
In tal senso fummo invitati a partecipare a una tavola rotonda con esponenti grillini, di altri movimenti e dei partiti per chiarire il nostro convincimento, anche al tempo volutamente strumentalizzato.
La calunnia è un venticello e questa volta a farne le spese è stato Angelo La Porta, tra l’altro destinatario di pesanti offese gratuite sui social-media.
La pista ciclabile, come più volte ribadito da ciascuno di noi, rappresenta una delle pochissime sane idee che il governo dei cinque stelle a Ragusa è riuscito a mettere in atto.
È certamente un segno di civiltà.
Però è anche giusto dire che la realizzazione di questa pista ciclabile presenta non pochi problemi di sicurezza e che ha di fatto registrato già diversi incidenti.
Una promenade a sbalzo sulla scogliera in assoluta sicurezza consentirebbe una libera circolazione di ciclisti e passanti.
La riqualificazione e la rimodulazione dell’attuale pista ciclabile è un tassello del nostro disegno complessivo del territorio, che punta sull’ecosostenibilità e sulla valorizzazione ambientale, creando forme di turismo alternative, eco-compatibili e che possano inserire Ragusa in un circuito ciclo-pedonale che attraversi tutto il nord Sicilia e prosegua lungo gli itinerari dell’isola, in una continuità di percorsi.
Il nostro intento è inserirci in quella larga domanda di turismo “green”, il turismo ambientale, che faccia confluire nel nostro territorio tutta quella fascia di amanti dell’ambiente che scelgano di visitare Ragusa per scoprire le sue particolarità, i suoi colori e i sapori tradizionali.
Per amore della verità.

Già sembra paradossale che fra i firmatari della nota ci sia lo stesso La Porta che ora gira la frittata e si adegua al progetto dei suoi compagini, senza che siano messe in campo le cifre che potrebbero costituire ulteriore sperpero di denaro pubblico, al pari di quelle dilapidate dai grillini.
Non vorremmo che se i soldi li spendono i grillini sono sperperati, se li spende il gruppo di Maurizio Tumino sono ben spesi.
Ora si parla di riqualificazione e rimodulazione della pista ciclabile, per rimediare al danno, ma non si ammette che il consigliere, evidentemente, ha parlato a ruota libera, senza averne cognizione e, soprattutto perché ora c’è la giravolta.
Lui parlava in aula di soldi spesi inutilmente, tanto da eliminare la struttura, ora firma per una riqualificazione e una rimodulazione del progetto che deve inserire, con un adeguato dispendio di risorse economiche, Ragusa “in un circuito ciclo-pedonale che attraversi tutto il nord Sicilia e prosegua lungo gli itinerari dell’isola, in una continuità di percorsi “
Sarebbe opportuno ascoltare, dalla sua viva voce, in una prossima seduta, la spiegazione della giravolta e, soprattutto, se ne ha contezza, la sostanza del disegno complessivo del territorio, pensato dal gruppo, basato su ecosostenibilità, valorizzazione ambientale e forme di turismo alternative che in periodo di programmi elettorali sarebbe quanto mai opportuno conoscere in tempo, al fine di indirizzare bene le proprie preferenze politiche, soprattutto per quanti hanno a cuore le questioni ambientali ed ecologiche.
In sintesi, però, non c’è una posizione chiara sulla materia: nei programmi del gruppo di Tumino, sia nel caso di candidatura, come pure nel caso di semplici candidature al civico consesso, quale sarà il progetto che, ci pare, escluda l’eliminazione e prevede riqualificazione e rimodulazione?

Per evitare altre giravolte, a qualcuno la frittura cade pesante !

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