Il tocco dell’artista si vede dalle cose, apparentemente, insignificanti, nello stesso giorno, peraltro domenica, spazio in apertura di cronaca locale, annuncio di un evento dedicato all’anniversario dell’autonomia della Regione Sicilia, organizzato da un sindaco in predicato di passare in MPA, nel momento delle elezioni comunali a Ispica, dove c’è un candidato di MPA, il cui successo potrebbe suggellare il ruolo di protagonista di Raffaele Lombardo sullo scenario politico provinciale.
È come assistere all’attesa del passaggio di una tappa del Giro d’Italia, strade chiuse, grande entusiasmo, mentre sfilano, vetture pubblicitarie, vetture di servizio, motociclisti RAI, mezzi delle Forze dell’Ordine, auto dell’organizzazione, in attesa del passaggio dei big che ancora devono arrivare.
Relativamente facile, per Raffaela Lombardo, lavorare a Ragusa, sul terreno provinciale dove, praticamente, la politica sta morendo, in mano a improvvisati, inadeguati e inesperti pseudo protagonisti.
Parte, intanto, con il vantaggio del movimento autonomista, che non sta né a destra, né a sinistra, ma può stare, indifferentemente, a destra o a sinistra, facile approdo per i credenti che non vogliono sminuire la propria identità politica.
Fratelli d’Italia, o meglio i suoi leader locali, il senatore Sallemi e l’on.le Assenza hanno scelto di non utilizzare il campo di battaglia del capoluogo come teatro delle lotte politiche di coalizione e di ricerca della leadership interna, Forza Italia, nonostante i polveroni sollevati, balbetta e non trova figure adeguate nei vari comuni, con un leader che sembra sempre più come una Formula 1 in una gimkana sulle strade di un’area artigianale di un paesino della provincia, la Lega non esiste e non può nascere nemmeno con l’ingresso di transfughi di altri partiti. L’unico elemento di disturbo reale può essere il Partito Democratico, ma guardando all’ipotesi di avvicinamento fra Forza Italia e PD, a livello nazionale, Raffaele Lombardo, già federato con gli azzurri e componente del loro Consiglio nazionale, si troverebbe naturalmente seduto ai posti principali del nuovo convivio.
L’acquisto del sindaco di Acate, ormai certo, è uno degli elementi centrali delle grandi manovre di Lombardo sul territorio, indubbiamente personaggio con un pedigree adeguato ancorché senza un adeguato rimorchio di consenso elettorale.
La conquista di una autorevolissima posizione alla Provincia, con l’eletto che ha superato i blasonati sindaci civici, è stata la carta vincente per la candidatura a sindaco di Ispica che ha visto Forza Italia non solo cedere la poltrona di Palazzo Bruno, ma anche asservita alle strategie del leader etneo che si è mosso disteso, sereno, con nonchalance, come quando in terra ispicese viene in vacanza.
Una sola cosa delle grandi manovre non ha funzionato, l’acquisto dell’amico Cassì, ma crediamo che a perderci è stato più Cassì che Lombardo.
Sul versante ipparino è Vittoria il centro delle manovre e lo spazio sul quotidiano locale è il manifesto del Movimento, non certo per le esternazioni del referente locale, soprattutto senza la voce e l’opinione degli Artini che di MPA, a Vittoria, purtroppo solo a Vittoria, sono il vessillo e l’insegna.
Dopo il turno elettorale, sapremo quali le quotazioni di Raffaele Lombardo al borsino politico provinciale, se tenderanno alla salita non sarà desueto pensare ad un dopo Cassì caratterizzato dalla colomba bianca di Grande Sicilia, ci sarebbero i presupposti e le motivazioni, soprattutto se Fratelli d’Italia continuerà con l’assenza di un leader cittadino autorevole, di peso e idoneo a capitalizzare il trend ascensionale del partito, ideale per una candidatura a sindaco.
Unica attenzione obbligata per Raffaele Lombardo è quella per l’arruolamento delle truppe, si deve assolutamente evitare che chi ha drenato pozzi qua e là possa pensare di accedere anche alla nuova sorgente.
