Non citiamo, volutamente, il nome dell’associazione datoriale le cui dichiarazioni sono oggetto del presente articolo, non abbiano nulla contro l’associazione e meno che mai intendiamo innescare una polemica, ma leggere certi comunicati è da voltastomaco per la spudorata ipocrisia ed eccessivo uso dell’opportunità politica e del bon ton istituzionale.
Meglio sarebbe tacere, con buona pace di tutti.
La mancata elezione o nomina di un rappresentante della nostra provincia, in seno al governo della Regione Siciliana ha lasciato l’amaro in bocca: in particolare si tratta solo della disavventura politica capitata all’on.le Giorgio Assenza, che è arrivato a Palermo con le credenziali per poter rivestire la carica di Presidente dell’Assemblea Regionale, in subordine doveva rivestire una carica assessoriale, passando per l’ipotesi di deleghe sempre di minor peso, per poi restare a bocca asciutta.
Assenza era l’unico a poter ambire alle cariche in questione, fra i quattro deputati dell’area iblea, in quanto due di opposizione, e quindi fuori gioco, il quarto appena arrivato a Palermo.
Fra i componenti della coalizione di maggioranza, l’on.le Assenza riuniva nella sua persona tutte le caratteristiche per assolvere al meglio le cariche citate, competenza, esperienza politica, appartenenza al partito di governo nazionale, al quale peraltro era riservata la carica di Presidente dell’ARS, per citarne solo alcune, perché nella persona del deputato comisano si potrebbero far ricadere tutte le migliori qualità che un politico possa avere.
Come tutti sanno, e come, sommessamente, ha fatto capire lo stesso interessato, Assenza è stato fatto fuori dai giochi di partito e, in particolare, dall’ex Presidente della Regione, Musumeci, di cui era stato, per 5 anni un fedelissimo ‘servitore’ politico, uno dei più strenui sostenitori del Presidente anche nei momenti di maggiore difficoltà: una fedeltà, la sua, a occhi chiusi, anche davanti alle più evidenti criticità dell’azione politica del vertice del governo siciliano.
Accade, però, che la carica di Presidente dell’ARS venga rivendicata dal Presidente del Senato La Russa, per un suo giovane e inesperto pupillo compaesano di Paternò, e fino a qui ci può stare come normale gioco di partito, ancorché straziante considerata la caratura dei due elementi in gioco.
Ben più grave l’esclusione dalla nomina assessoriale che veniva data ormai per certa, avallata anche dal presidente della Regione che aveva dichiarato l’assoluta indisponibilità a nominare assessori personaggi non eletti.
Saltano proprio due fedelissimi di Musumeci, Giusy Savarino e Giorgio Assenza, perché si doveva fare posto, a ogni costo, per due trombati eccellenti. Uno di Palermo a cui stava stretto il consiglio comunale della capitale dell’isola, raccomandato da un cognato della Meloni, pare ministro. L’altra delega assegnata, a ogni costo, ad una ex deputata grillina poi transitata in Fratelli d’Italia, moglie dell’ex assessore alla Sanita del precedente governo Musumeci, un altro pupillo, questa di volta di Musumeci che, fuori dai giochi di governo, ha preteso, almeno un posto per la moglie, bocciata clamorosamente, alle ultime elezioni regionali.
Da certi partiti, e da certe persone, si sarebbe indotti a pensare ben altri comportamenti, soprattutto da uno come Musumeci che, nonostante tutto, conserva ancora il ricordo, sia pure molto sfumato, dell’uomo integro di destra.
E’ andata così, basta per farsi una idea del Partito Fratelli d’Italia che, come dimostrato, non ha nulla da invidiare ai migliori partiti della prima e della seconda repubblica, spesso bistrattati e oggetto di feroci critiche proprio dalla stessa sorgente di destra.
Chi avesse spina dorsale e attributi dovrebbe censurare, fortemente, questo stato di cose, dalla base del Partito, a Ragusa e in provincia, per continuare ai livelli regionali e nazionali, invece a nessuno conviene parlare.
Come spina dorsale e attributi dovrebbero avere quanti, al di fuori del partito, assistono a scene di questa natura. Anche in questo caso a nessuno conviene parlare.
Ma leggere una nota di una associazione di categoria dove si esprime il rammarico perché, ancora una volta,
il territorio ragusano non sarà rappresentato in seno alla Giunta regionale, è solo una amenità.
Non è, come si legge, che il territorio non è percepito dai radar palermitani, casomai a non essere percepite sono le diverse componenti sociali e associazionistiche che non hanno peso, caratura e autorevolezza sufficienti a far considerare il territorio nella giusta maniera.
Troppo spesso si danno responsabilità alla politica, ma tutto il resto fa poco per farsi rispettare: quelle di questo tipo sono rassicurazioni che si devono pretendere prima delle elezioni, prima di dare i voti, prima di assicurare sostegno, spesso secondo il vento che tira.
Ma l’ipocrisia maggiore è quella di insistere sulla scarsa considerazione per l’area iblea, invece di stigmatizzare le lordure di partito e il comportamento senza fermezza anche del Presidente della Regione.
Ma vuoi perdere l’occasione di arrivare, un giorno, nello studio del Presidente per un colloquio e per la foto di rito, come già avvenuto con il predecessore, ancorché se era stato bersaglio di forti critiche politiche?
