La seduta del Consiglio comunale di lunedì 10 febbraio è stata emblematica della situazione politica al Comune di Ragusa, dove la maggioranza, ormai esigua, che non aveva nemmeno i numeri per aprire la seduta, erano solo in dodici consiglieri, di fatto riesce a soggiogare le minoranze inadeguate, qualche volta per scelta, a fare opposizione.
Degli atti da esaminare, bocciato quello di Firrincieli sulla sicurezza del pedone, approvato ma modificato per un piano più generale di videosorveglianza e controlli, quello per un intervento nell’area dell’Istituto scientifico, praticamente rimandato alle calende greche.
L’atto di indirizzo del capogruppo PD Calabrese rinviato ad un esame collegiale in conferenza dei capigruppo, per le richieste riduzioni tributarie per gli albergatori.
L’atto di indirizzo per la riapertura al traffico di via Roma elegantemente ignorato dalla maggioranza che, per un solo punto, ha richiesto il rinvio della seduta per l’ora tarda, erano appena le 21.15, nell’evidente difficoltà di districarsi fra la richiesta perorata dai pochi commercianti di via Roma e la consapevolezza di una riapertura del tutto discutibile.
Ma non solo, la maggioranza ha approvato un atto di indirizzo sulla carenza, in parte inesistente, di anestesisti al Giovanni Paolo II, mirato ad ottenere un intervento dell’amministrazione presso il Governo Regionale.
Un atto sottoscritto da tutti i consiglieri della maggioranza, di cui sono emersi forti limiti dopo alcuni qualificati interventi che sono stati, addirittura, condivisi da qualche firmatario, un atto che è stato praticamente definito ‘inutile’ ma che la maggioranza ha voluto approvato, forse per ‘rispetto’ alla prima firmataria.
Quella di lunedì scorso, una seduta che, praticamente, ha suggellato l’inadeguatezza delle minoranze che pure vantano di rappresentare una larga fetta dell’elettorato ragusano.
Purtroppo, chi crede almeno in una azione di opposizione delle minoranze, a tutela della democrazia, può rassegnarsi, una volta c’è il rapporto amichevole e cordiale, una volta c’è l’inciucio di fatto, una volta c’è la moderazione e l’eleganza per indole, altre volte per preferire di curare rapporti e interessi personalistici, spesso ci sono le bende davanti agli occhi, per volontà, per ignoranza delle materie, per le tematiche che pure sarebbero scottanti, igiene ambientale, verde pubblico, nuovo appalto dei rifiuti, parcheggio di Ibla, parco urbano, piano regolatore, turismo, tassa di soggiorno, piano di spesa per Ibla, utilizzo dei fondi del PNRR.
Invece si cincischia con argomenti da salotto, si grida allo scandalo asserendo di ricorrere alle procure, ma non accade nulla.
Le poche forze che dovevano essere di opposizione sono svanite nel nulla, il PD è considerato più vicino al sindaco Cassì che non all’opposizione, Fratelli d’Italia non fa opposizione se non in maniera soft e moderata, nonostante trattata sempre a pesci in faccia da Cassì, il Movimento 5 Stelle è inesistente in città e vive solo di qualche sussulto, nemmeno frequente, del suo consigliere, Generazione, il movimento del principale antagonista di Cassì alle elezioni, peraltro transitato intanto nel PD, risulta dimezzato già nell’ ancor breve cammino della sindacatura e affogato nel totale anonimato, forse anche per il disinteresse del suo unico esponente impegnato, forse, a trovare altra casa politica, magari di ritorno nel centro destra, dove, per ora, si vive meglio.
Quasi nel più totale anonimato l’azione politica dei tre consiglieri usciti dalla maggioranza, nonostante potrebbero rappresentare gli elementi ideali, per competenze, per formazione politica e per il sostegno alle spalle, per una azione politica incisiva che potrebbe allertare la maggioranza e far aprire gli occhi alla città, soprattutto per condizionare gli eventi elettorali futuri costellati già da discutibilissime ambizioni elettorali.
Su questo scenario, non del tutto confortante, si innesca il tentativo delle minoranze di mistificare la realtà e raccontarne una diversa all’opinione pubblica.
Ci ha tentato ieri il consigliere Firrincieli che ha parlato dell’approvazione del suo atto per la videosorveglianza nelle aree degli istituti “Fermi” e “Besta”: un atto sì approvato ma dopo la sostanziale modifica che rimanda le misure richieste ad un piano generale di videosorveglianza per tutti gli istituti scolastici del territorio comunale, ma senza indicazione dei tempi di realizzazione, e senza nemmeno la citazione per un immediato incremento dei servizi di vigilanza e controllo nelle zone attualmente colpite dai fenomeni malavitosi.
Parimenti, il capogruppo del Partito Democratico parla di segnali di apertura dell’amministrazione in merito ai richiesti sostegni di ordine tributario e fiscale per la categoria degli albergatori, un segnale che viene ricavato dalla disponibilità al dialogo su questa tematica.
Un tema che ha fatto rilevare molte riserve sulle pretese degli albergatori, che porterebbero a disparità di trattamento con altre categorie ugualmente in sofferenza, oltre a determinare squilibri nel peso della pressione fiscale, soprattutto per quanto riguarda la TARI.
Comunque, per Calabrese, un mezzo successo, per aver portato l’argomento all’attenzione, anche se pensiamo che, alla fine, ci sarà poca trippa per i gatti.
Un altro consigliere che gioca con la comunicazione, il consigliere Mauro che non accenna nemmeno allo schiaffo subito per il fatto che non si è voluto discutere l’atto di indirizzo sulla proposta di riapertura al traffico della via Roma, ma che trova la maniera per riprendere il suo intervento in aula, forse nella consapevolezza che pochi hanno contezza di quello che dicono i consiglieri.
A metà fra il demagogico e il populista, Mauro parte ripercorrendo considerazioni di recente sollevate dal dem Chiavola, sulle indennità di funzione del sindaco e della giunta che questi amministratori hanno avuto l’accortezza di adeguare a quanto consentito dalle normative, per la quarta volta da quando sono insediati.
Una questione che giudica ‘imbarazzante’ perché, ignorando che si tratta di una legge nazionale, non legata a risultati, vorrebbe invece legata ai meriti e agli obiettivi raggiunti.
Sottolinea come Ragusa sia assillata dalla peggiore crisi idrica che si sia mai registrata, dalla forte pressione fiscale, dalla decadenza del centro storico, da turismo che non registra passi in avanti, senza entrare nel merito di richieste più condivisibili, quali la rimozione di assessori per i quali le indennità sono uno spreco a tutti gli effetti per l’inazione manifesta.
Ma il comunicato stampa è finalizzato a mettere in evidenza presunte difficoltà a cui andrebbero incontro i lavoratori dei servizi cimiteriali, stabilendo un parallelo opinabile fra gli stessi e la posizione degli amministratori.
Ma non dice che il suo intervento in aula ha avuto una risposta circostanziata e precisa dell’assessore al ramo D’Asta, che ha sottolineato come nessun lavoratore perderà il posto, né subirà decurtazione dei compensi, c’è solo una riduzione dell’appalto da 36 a 30 mesi, una lieve riduzione degli stipendi solo per gli impiegati ma evitando che si fosse potuto ricorrere all’utilizzo di risorse comunali.
Per quanto detto dall’assessore nulla di emergenziale per i livelli occupazionali e per i trattamenti economici nel nuovo appalto dei servizi cimiteriali che vedono, peraltro, confermati i servizi più importanti.
Un comunicato, fondamentalmente, che si sarebbe potuto evitare.
