di Cesare Pluchino
7 consiglieri di 5 componenti politiche si alleano per un patto di opposizione all’amministrazione Piccitto
Occorre verificare, ancora una volta, la composizione del consiglio comunale e, segnatamente delle opposizioni.
All’inizio si contavano 18 consiglieri del Movimento 5 Stelle, più due consiglieri, Iacono di Partecipiamo e Ialacqua del Movimento Città che al ballottaggio appoggiavano Piccitto.
Dieci i consiglieri di opposizione, La Porta, Territorio, Migliore, UDC, Massari, PD, Tumino, Forza Italia, Lo Destro, Ragusa Domani, Mirabella, Idee per Ragusa, Marino, Ragusa Domani, Chiavola, Megafono, Ialacqua, Città, D’Asta, PD.
Prima delle modifiche al regolamento, c’era stato il passaggio della Castro dal Movimento 5 Stelle a Partecipiamo e della Nicita dai 5 stelle al misto e poi all’UDC, Chiavola dal Megafono transitava nel PD, Mirabella e Lo Destro convergevano in Forza Italia.
Dopo le modifiche al regolamento consiliare e l’eliminazione dei monogruppi, restavano il PD con tre consiglieri, Partecipiamo e l’UDC con due, gli altri sette tutti nel misto, Morando e Ialacqua e il gruppo costituito da La Porta, Tumino, Lo Destro, Mirabella e Marino che si costituivano in sottogruppo, impropriamente appellato Insieme, per la loro appartenenza all’embrione di una struttura politica locale nascente, omonima, costituita dai fuoriusciti di Forza italia.
Il gruppo dei cinque consiglieri appena citati, sotto l’abile guida di Maurizio Tumino, costituito da esponenti di tutto rispetto per capacità politiche unite a notevole consenso elettorale e indubbio prestigio personale, si poneva come protagonista della scena politica, all’interno del civico consesso.
Il quintetto, forte di un bottino di voti pari a 2.895 preferenze, costituiva, da solo, la base fondamentale per una eventuale candidatura a sindaco, interna al gruppo, o per il sostegno ad un candidato esterno.
Le attente strategie di Maurizio Tumino, comunque protagonista dello scenario consiliare di Palazzo dell’Aquila, indipendentemente dal colore politico, ponevano il gruppo come determinante in momenti cruciali dell’attività consiliare, dall’elezione del Presidente del Consiglio Tringali all’approvazione del bilancio preventivo 2016, pur nell’assoluto mantenimento dell’identità politica di forte e ferma opposizione all’amministrazione Piccitto.
Gli altri gruppi non sembravano risentire della presenza e dell’azione dei cinque consiglieri, segnatamente il PD e Partecipiamo per la presenza, all’interno di personaggi del calibro di Giorgio Massari e di Giovanni Iacono, che si muovevano spesso su posizioni condivise, i due elementi del gruppo misto troppo isolati, invece, per pretendere soverchia considerazione.
A rischiare di trovarsi isolate le due consigliere dell’UDC, Migliore e Nicita, che restavano, praticamente, fuori dai giochi, senza peso determinante all’interno del consiglio e dell’opposizione in particolare.
Come era visibile all’interno dell’aula consiliare, e come veniva confermato all’esterno, la Migliore cominciava a tessere una tela per trovare elementi di condivisione nel resto delle opposizioni per arginare lo strapotere di Tumino.
Una conferenza stampa, convocata martedì 27 settembre, dai consiglieri Iacono, Castro, Massari, Ialacqua, Morando, Milgiore e Nicita, sembra confermare che il lavoro intrapreso dalla Migliore abbia avuto esito positivo, sull’onda delle posizioni univoche assunte in occasione della seduta per l’approvazione dell’ultimo bilancio.
Una nuova aggregazione, che mantiene le singole identità, comunque sempre seconda a quella di Tumino per consensi elettorali, solo 2.586 voti all’attivo, che si pone come forza unitaria di opposizione all’amministrazione Piccitto.
A prima vista una aggregazione di difficile interpretazione, ai fini del ruolo di opposizione, buona solo per acquisire visibilità, per incassare qualche articolo di stampa, senza, comunque, peso determinante in aula.
Se il gruppo di Tumino mostra una unitarietà di fondo come formazione e origine politica, di provenienza dall’area di centro destra, suscita non poche perplessità l’alleanza di cinque forze politiche che, alle elezioni avevano espresso tre candidati a sindaco, Movimento Civico Ibleo, Partecipiamo e Città.
Del gruppo fa parte anche Massari, già capogruppo del PD che, verosimilmente, agirebbe svincolato da obblighi di partito.
Molti si sono chiesti cosa abbia potuto spingere personaggi del calibro di Giovanni Iacono e Giorgio Massari alla scelta operata, ma non hanno trovato risposta.
Nonostante le precisazioni espresse in conferenza stampa, da ciascuno dei componenti la nuova aggregazione, non si comprende come possano convivere Sonia Migliore, Giorgio Massari e Giovanni Iacono con il rappresentante del Movimento Città che, in più occasioni, durante gli interventi in aula ha espresso critiche nei confronti dei colleghi citati, come è verificabile riascoltando le registrazioni di molte sedute, critiche forti che spesso hanno toccato il limite dell’offesa politica e anche personale, in ogni caso con toni, normalmente utilizzati dal soggetto in questione anche fuori dall’aula, sui social network, che destano non poche perplessità in ordine al nuovo rapporto che si va ad intraprendere.
In conferenza stampa è stato letto il manifesto di quello che è stato definito un intergruppo:
i consiglieri comunali aggregati considerato il confronto su alcune tematiche inerenti il territorio comunale e la condivisione di comuni chiavi di lettura relativamente a percorsi di soluzione e innovazione, concordano per una consultazione preventiva e permanente sulle seguenti tematiche inerenti l’attività consiliare, Sviluppo economico, urbanistica e centri storici, politiche culturali e turismo.
I consiglieri, pur mantenendo la loro autonomia di azione e di iniziativa, si impegnano ad attivare un rapporto di collaborazione per iniziative comuni propositive nell’ambito delle aree problematiche sopra indicate.
Per la cronaca, Sonia Migliore che, non a caso, ha aperto la conferenza stampa, ha detto che “hanno sentito il dovere civico e morale di contrastare in maniera univoca il peggiore malgoverno della città che si rivela anche pericoloso per la democrazia e per il bene comune. Si tratta di un a consultazione preventiva, collaborazione e consultazione per chiarire le operazioni non trasparenti, senza sconti per il bene della ricerca della verità, cose che i cittadini devono sapere, si vogliono contrastare le forme esistenti di potere, le caste affaristiche, preme ragionare sui problemi che stanno a cuore ai cittadini.
Una stella cometa alla ricerca del bene comune, nel rispetto delle individualità, per alzare la voce su quelle cose che non funzionano”.
Giorgio Massari ha specificato che “si tratta di un patto di consultazione fra consiglieri, ma il patto può riguardare anche i gruppi di appartenenza che possono, altresì avere ampia autonomia per lo sviluppo del patto stesso”. Il coinvolgimento dell’ex capogruppo del PD è nato “per la condivisione di vedute e per un approccio comune al ruolo di opposizione, per la ricerca di soluzioni condivise per una alternativa di governo, un processo non escludente che richiede, però una forte selezione delle politiche e dei percorsi.
Un intergruppo che non sarebbe una novità nel panorama politico nazionale”.
Giovanni Iacono ha specificato le motivazioni di base del patto, “scaturite dal ritrovarsi su posizioni condivise sulle quali sarebbe stato utile un tentativo di convergenza per porre rimedio alla complessità, una semplificazione per trovare proposte unitarie, soluzioni che servano a chi governa e alla città per semplificare il quadro a livello consiliare”.
“Quadro non esaustivo quello dei 7 consiglieri, apertura per una unione fra diversi che non solo può ma deve essere allargata”
“Altri hanno già fatto sintesi, possiamo ancora ragionare insieme per la semplificazione”.
Come si evince dalle parole del rappresentante di Città, che ha detto di voler far uscire il movimento dall’isolamento, da quelle di Giorgio Massari che ha parlato di soluzioni condivise per una alternativa di governo, da quelle di Iacono che apre ad altri ingressi, che non possono che essere rivolti al gruppo di Maurizio Tumino, parlando anche di un primo passo verso possibili future alleanze, si può affermare che si tratta del tentativo di costituire un fronte comune per la creazione di una candidatura alla guida della città. Tutto il resto solo parole e retorica politica.
Tutto da scoprire il metodo per arrivare all’identificazione del candidato.
