L’approvazione del bilancio preventivo 2020, nel pomeriggio del 31 dicembre, ha segnato un’altra tappa del nuovo corso della politica locale, sempre più condizionata da maggioranze fornite dalla legge elettorale più che dal consenso popolare e da nuove normative di finanza che stravolgono i vecchi sistemi e per le quali i semplici consiglieri comunali non hanno sufficienti competenze per opporsi, in maniera funzionale, alle scelte.
Ma come disse una volta il leader del movimento Insieme, Tumino, al quale venivano contestate scelte di campo non proprio vicine ai suoi ideali di centro destra, “siamo all’opposizione e dobbiamo recitare questo ruolo”, così fiumi di parole in aula, e comunicati seguenti per imporre le proprie posizioni di netto contrasto a chi governa.
Dopo due giorni di propaganda in aula, i consiglieri PD, diffondono un primo comunicato e, a ruota, convocano una conferenza stampa, (della quale ci occupiamo in altra parte del giornale) per parlare con la città, con gli elettori ed esporre il proprio punto di vista.
Il consigliere Giorgio Mirabella sceglie invece, dopo gli interventi in aula, di attaccare l’amministrazione Cassì su campo largo, con critiche a 360°.
Scade in qualche imprecisione, giustificata fra la fatica del civico consesso all’ultimo giorno dell’anno, le abbondanti libagioni e i sintomi dell’influenza incipiente, manifestati già in aula.
Mirabella parte dalla classifica della qualità della vita, dove Ragusa scende dal 73° all’80° posto, ma dimentica che si tratta di una classifica intanto provinciale, su dati che si riferiscono al 2018, quindi solo parzialmente afferenti all’amministrazione Cassì.
Occorrerebbe dire anche che le basse posizioni di classifica interessano tutte le province siciliane e Ragusa, anzi, è la prima città della Sicilia, ma, come sottolinea Giorgio Mirabella, i numeri ci fanno fare i conti con la realtà e la realtà non è per nulla distante dai numeri.
“La città offre davvero poco in termini di lavoro ed affari, di cultura e tempo libero, di ambiente e servizi.
Nessuna attrattiva seria per promuovere lo sviluppo imprenditoriale.
Mancano politiche serie sulla sostenibilità ambientale.
La nostra Ragusa è tra le città meno verde, meno Smart d’Italia.
Eppure, esiste anche da noi un PAES (il piano d’azione di energia sostenibile) ma nessuno sa che fine ha fatto!!!!” dice Mirabella, ma non dice perché non ha denunciato, con veemenza, queste cose nel corso di 18 mesi di amministrazione.
Il consigliere comunale del gruppo INSIEME parla di una offerta culturale, al netto delle iniziative dei privati, che non risulta particolarmente nutrita e non è in linea, certamente, con quello che dovrebbe offrire una città capoluogo di provincia. “In tal senso i comuni viciniori riescono a fare di più, molto di più”.
Fa notare anche che l’amministrazione Cassì, nonostante i diversi solleciti, non si è neppure prodigata a predisporre la necessaria documentazione per potere candidare la nostra città a Capitale Italiana della Cultura 2021. Un’occasione persa per Ragusa e per la crescita della nostra comunità.
Ma dove sarebbero gli uomini di cultura? Abbiamo avuto già una esperienza in tal senso, quando l’iniziativa fu presa da Giorgio Massari, ma, oltre a lui, dove erano gli uomini di cultura ? Per la cultura ci vogliono uomini e donne colti, competenti, con titoli, non certo volontari, appassionati e autodidatti.
La cultura deve essere materia di gente di cultura, non di ricercatori di posto fisso.
Queste cose, come accaduto per le recenti iniziative del Sindaco Cassì, non si denunciano per garbo istituzionale, ma poi non ci si deve lamentare se tutto è fermo come l’Orient Express in mezzo alla neve: atmosfera calda e invitante all’interno, spirito di avventura, paesaggio paradisiaco all’esterno, ma il treno è, comunque, fermo.
Si torna alla stupidaggine della chiusura della Libreria Paolino, le cui cause affondano primariamente nel calo impressionante di lettori e nei sistemi di vendita moderni che hanno fatto fuori le librerie classiche.
Sbagliato, e ci perdoni Mirabella, dire che il Sindaco fa chiacchere, le chiacchere le fanno molti personaggi che lo circondano con progetti verbali mirabolanti, ma la lentezza avvolge la macchina amministrativa in maniera impressionante per colpa di alcuni professionisti del rallentamento, come nel caso del Museo del Costume.
Non è vero che nulla è in programmazione per il Sindaco Cassì, purtroppo è l’entourage che è fermo e il primo cittadino non è intenzionato nemmeno ad un rimescolamento di carte e di poltrone.
Non condividiamo nemmeno il parallelo fra ex cinema Marino, che non è decaduto ma è solo una scatola vuota di cui resta unicamente la vecchia facciata, e la ruota panoramica che non è oggetto per fare un salto di qualità ad un capoluogo.
La ruota è stata solo una efficacissima arma di distrazione di massa, che ha funzionato a meraviglia, frutto della vulcanica mente dell’assessore Ciccio Barone che il valido Giorgio Mirabella avrebbe fatto bene a non abbandonare per il nulla politico.
E Giorgio Mirabella conclude con l’ormai consumato appello al Sindaco per una inversione di rotta, con buona dose di coraggio, prospettive e visione.
Ma perché le opposizioni non pensano, per una volta, di invertire loro la rotta e fare opposizione pesante, come si faceva una volta?
