Verificata l’impossibilità di ‘colpire’ politicamente amministrazione e assessori vari per i settori scelti come strumento di opposizione, le minoranze non si scoraggiano e trovano un diverso argomento di visibilità.
È una sorta di delirio inarrestabile che porta a trovare, ogni giorno, un motivo nuovo per attaccare l’amministrazione, ma tutto si esaurisce con il comunicato stampa, dopodiché gli stessi istanti dimenticano quanto hanno evidenziato e pensano ad altro possibili argomenti.
Badiamo bene, non è che le segnalazioni inoltrate siano sempre immotivate e banali, ma, purtroppo, emerge l’evidenza che sono originate più da esigenza di visibilità che da vera intenzione di fare luce sui fatti segnalati.
Un esempio per tutti: interrogazione sull’utilizzo analitico dei fondi della tassa di soggiorno, abilmente elusa dall’amministrazione senza nessuna reazione degli istanti.
Stamane i consiglieri Tringali e Antoci vengono fuori con la questione randagismo, una questione che per 5 anni i 5 Stelle non hanno saputo risolvere, una questione che si ripresenta nella sua tragica realtà, con frequenza, nonostante le enormi somme dedicate al settore.
Una problematica che consideriamo di enorme gravità, una problematica che, si deve riconoscere, ha trovato sempre gli amministratori di turno incapaci di trovare soluzioni, ma ha trovato anche la mancanza di proposte per adeguate soluzioni.
Sarebbe bene, a questo punto, prima di affrontare la problematica, mettere sul tavolo quanto si spende ogni anno per il settore, quali sono stati i risultati e verificare quali possano essere le possibili soluzioni definitive.
Non si comprende poi perché non ci si possa dotare del classico accalappiacani per togliere di mezzo i randagi, si cincischia troppo sulla materia, non si pensa di creare un enorme parco per accogliere tutti i randagi e i cani abbandonati, ampio, funzionale, moderno e attrezzato, che potrebbe anche creare posti di lavoro per tanti giovani che lavorerebbero con piacere per accudire i cani.
In ultimo, secondo il cliché abituale, anche questa opposizione solleva problemi ma non si pone quello delle competenze e delle capacità degli uffici, dal dirigente ai dipendenti inquadrati a tutti i livelli: perché il sistema non riesce a funzionare ? di chi sono le responsabilità ?
Questo l’ennesimo comunicato che, siamo certi, resterà lettera morta, come tanti altri: speriamo che, una volta tanto, spariscano i randagi dalle strade
RECRUDESCENZA DEL RANDAGISMO A RAGUSA, I CITTADINI LANCIANO ALLARMI. TRINGALI E ANTOCI (M5S): “E’ UNA SITUAZIONE PESANTE CHE DEVE ESSERE TENUTA NELLA MASSIMA CONSIDERAZIONE”
“Sebbene l’assessore al ramo abbia affermato, nei giorni scorsi, che sta lavorando con le associazioni animaliste per cercare di controllare il fenomeno, dobbiamo, purtroppo, prendere atto che le situazioni di pericolo continuano a reiterarsi. Ed è opportuno intervenire prima che succeda qualcosa di severo perché, come è stato dimostrato in passato, con queste situazioni non si scherza e occorre mettere un freno prima che le stesse diventino più pesanti dell’ordinario”.
A dirlo sono i consiglieri comunali M5s Ragusa, Antonio Tringali e Alessandro Antoci, a proposito della concentrazione di cani randagi che si registra in prossimità di contrada Selvaggio, a lambire la zona artigianale di contrada Mugno. Qui, proprio nelle ultime ore, si è levata alta la voce di denuncia di una cittadina che, mentre stava passeggiando, ha documentato la presenza di branchi di randagi che sarebbero potuti diventare pericolosi.
“Occorre premettere – chiariscono Tringali e Antoci – che è da apprezzare l’attività che le associazioni animaliste stanno svolgendo sul campo.
Manca, però, il sostegno della parte pubblica, manca il supporto da parte dell’amministrazione comunale.
Ci chiediamo che cosa stia facendo l’ente di palazzo dell’Aquila. A parole sì, supporta le associazioni ma i fatti, come una di queste stesse associazioni non ha mancato di sottolineare nei giorni scorsi con una lettera aperta, sono assolutamente carenti.
Ora, non è nostra intenzione polemizzare ma chiediamo all’assessore Ciccio Barone, che detiene la delega specifica, di individuare al più presto una soluzione, sempre con le associazioni, per evitare che la piaga possa appesantirsi sempre di più. Inutile ricordare quali spiacevoli e tragici episodi ha determinato, in passato, la recrudescenza del fenomeno sul nostro territorio provinciale. Non è un fenomeno da prendere sottogamba. È opportuno che si possa guardare avanti con una certa tranquillità. E per fare questo, servono contromisure adeguate e concertate”.
