Le palme della villa di Ibla per andare contro l’amministrazione, ma anche per dimenticare tutto il resto.
Si assiste inermi al declino di una città, si comprende che molte colpe sono anche della passata amministrazione, afflitti da sindrome post traumatica da sconfitta elettorale, dai piccoli esperti di quartiere ai segretari di partito, tutti si agitano senza criterio. Nessuno si vuole inchinare alla tanto decantata democrazia, c’è un Sindaco che ha vinto, una legge elettorale, che nessuno ha pensato mai di cambiare, gli concede la maggioranza, lasciateli governare, gli tocca, se faranno male, o peggio, danni, sarò il viatico per vincere le prossime elezioni e tornare sulle poltrone.
E’ ormai diventata stucchevole la cronaca politica cittadina, con tutti i tipi di personaggi che devono la loro su ogni tema emergente: certe volte viene da chiedersi, ma chi rappresentano taluni ?
Vedi Ibla ci saranno corca 3000 residenti, ci sono tre comitati cittadini, un consorzio di strutture ricettive, politici di tutte le colorazioni che parlano a nome dei cittadini che a loro si rivolgono per inoltrare istanze e segnalazioni, a occhio e croce ognuno rappresenta sé stesso e i parenti stretti.
In questi giorni sono usciti alla ribalta i 5 Stelle, o presunti tali, che hanno a cuore le sorti di Ibla: un ex collaboratore per Ibla del vicesindaco 5 Stelle Iannucci, un attuale consigliere 5 Stelle.
Tutti e due pontificano sulle palme come esperti di piante, come architetti del verde, in maniera da fare impressione, dimenticano quanto dava fastidio ai 5 Stelle la critica quando Iannucci riqualificò la scala, ormai consunta, che portava alla montagnola della villa
Ma si dimentica presto, ora c’è questa questione del viale d’ingresso della villa e c’è da disquisire ad oltranza.
Si dimentica del punteruolo rosso, che invade le palme di tutta Italia, si pretende che vengano piantate di nuovo palme dello stesso tipo, attaccabili, disquisendo di medicine e di prodotti chimici per le piante.
Certo, mischiare due tipi di palme non è l’idea migliore, almeno come impatto visivo immediato, ma quando sono state tolte le palme che caratterizzavano piazza Duomo non c’è stato tutto questo casino.
E poi la comunicazione che sta diventando il cancro di questa amministrazione, note stampa, sopralluoghi che fanno venire a galla sempre gli stessi problemi: una amministrazione forte dice solo: – abbiano agito così per questi motivi e non si torna indietro, perché le nostre scelte sono fondate non su opinioni personali ma su indicazioni precise degli esperti.- o, almeno così dovrebbe essere, non sui pareri di questo o quel funzionario peraltro titolato nel nulla, come esperto di verde e come progettista di vasche.
Allora si tirano fuori carte, pareri, relazioni, preventivi, disposizioni di legge per i prodotti da usare, e si chiude ogni discussione.
Invece il sindaco ci parla di sopralluoghi, rendiconta tutti i passaggi che hanno portato alla piantumazione della nuova specie, che male si armonizza con le piante superstiti.
“Ripiantare delle Phoenix canariensis, infatti, avrebbe comportato conseguenze sia nel breve che nel lungo periodo.” ma allora non c’era bisogno di correre in sopralluogo alla villa di Ibla.
Il consigliere Chiavola un’altra ‘autorità’ che ha fatto sopralluogo alla villa, aspetta ora il confronto che ci sarà alla Soprintendenza: ma i casi sono due, o il parere della soprintendenza è obbligatorio e vincolante, e allora dovrebbe essere già fra le carte, oppure c’è una enorme omissione e occorre cercare il responsabile.
Il problema vero è che la città non può mantenere tutto questo verde pubblico, una estensione enorme difficile da gestire come organizzazione logistica per lo sfalcio e il diserbo nonché per la manutenzione di piane e fiori che quasi non esistono. Occorrerebbe mettere cemento e mattoni al posto di tante aree verdi incolte, invece vantiamo che l’ASP ci ha messo a disposizione la parte del giardino del Civile che si affaccia su viale Sicilia, invece di eliminare aree verdi ne aggiungiamo altre che, poi, non potremo mantenere.
Ma, forse, le palme, sono argomento da salotto, per dimenticare tutto il resto, dal recovery plan, contrariamene a quanto si attendeva qualcuno, come annunciato in consiglio comunale, non è arrivato nulla, dei locali di via del Mercato e quelli chiamati di Carmine Putie non si sa nulla, i consiglieri comunali mostrano fotografie di Ibla dove i cespugli di verde dilagano ma nessuno si sofferma sul fatto che dovrebbe essere la ditta Busso ad eliminare le erbacce nelle vie cittadine, la crisi socio economica si diffonde in città, intere categorie sono alla canna del gas, ma noi ci interessiamo dell’estetica delle palme alla villa di Ibla.
Tutta la via Achille Grandi, da piazza Croce alla rotatoria di contrada Mugno, è in condizioni pietose e indegne per un capoluogo, peraltro è la via di ingresso alla città, come viale delle Americhe, altra arteria invasa dall’erga alta e incolta.
Perché tutti questi consiglieri scienziati non chiedono al funzionario responsabile la pianificazione degli interventi sul verde pubblico, in quale periodo di doveva intervenire in via Achille Grandi e in viale delle Americhe ? quante unità di personale prevedevano gli interventi ?
Questa benedetta pianificazione degli interventi non viene mai fuori, la comunicazione di palazzo si preoccupa di diffondere ogni tipo di notizia, ma su queste cose si tace, come si tace sul Parco del Castello di Donnafugata.
Si griderà allo scandalo, ma quanto sarebbe più produttivo economicamente lottizzare il Parco del Castello, villette bifamiliari per rifornire le casse comunali e fare diventare la villa di Ibla come Palm Beach, portandoci anche il mare, non solo le palme.
