Le piscine, come altri impianti sportivi, croce e delizia di comuni impreparati

L’attenzione per gli impianti sportivi, per i comuni della nostra provincia non è delle migliori, quando si parla poi di piscine, impianti che, invero, sono tecnicamente più ‘complicati’, viene fuori l’inadeguatezza di molti amministratori.
È il caso di Comiso che vede chiudere la piscina comunale per improrogabili interventi, ce ne parla, in una sua nota, il capogruppo del Partito Democratico al Consiglio comunale di Comiso, Gigi Bellassai:

PISCINA COMUNALE DI COMISO CHIUSA AL PUBBLICO, BELLASSAI (PD)
“VIENE MENO UN SERVIZIO ESSENZIALE E LA RESPONSABILITA’, AL DI LA’ DI QUELLO CHE SE NE DICE, E’ DA IMPUTARE SOLO ALLA GIUNTA”

“La chiusura sine die della piscina comunale ci mette, ancora una volta, dinanzi a una sola certezza. L’incapacità di questa amministrazione nel sapere programmare e pianificare gli interventi che si rendono necessari a supporto di quegli impianti datati e che imporrebbero una manutenzione e una cura costante. Non stiamo parlando di eventi imprevedibili. E nulla del genere poteva accadere se tutto fosse stato gestito con la coscienziosità del buon padre di famiglia. Purtroppo, nulla di tutto questo”.

Lo dice il capogruppo del Pd al Consiglio comunale di Comiso, Gigi Bellassai, mettendo in rilievo i gravi disagi con cui gli utenti saranno costretti a fare i conti.

“A questo punto – continua l’esponente del Pd – non si parla più di giorni bensì di mesi prima della riapertura. Al contrario di quanto sostiene l’amministrazione comunale, si tratta senza dubbio di una situazione prevedibile e ingiustificabile, viene meno un servizio essenziale e la responsabilità, non possono esserci dubbi, è da imputare solo all’attuale amministrazione che non opera con diligenza e lungimiranza.
A nulla valgono i tentativi di arrampicarsi sugli specchi dell’assessore al ramo cercando di scaricare una parte della responsabilità sul passato.
Ci chiediamo quale passato visto che l’attuale amministrazione è in sella da quasi sei anni e avrebbe avuto tutto il tempo di monitorare eventuali anomalie.
Chiediamo l’immediato ripristino in tempi certi dell’impianto sportivo allo scopo di dare risposte all’utenza e anche ai numerosi atleti che contano sulla struttura per le attività agonistiche e che, adesso, saranno costretti a cominciare i cosiddetti “viaggi della speranza” presso impianti vicini se vogliono proseguire con gli allenamenti.
D’altro canto, non stiamo scoprendo alcunché di nuovo visto che lo stato della piscina è simile a quello di altre strutture sportive abbandonate, come lo stadio Borgese, ad esempio, il cui manto erboso è in condizioni disastrose oppure i campetti periferici abbandonati al degrado e a una fruizione limitata.
Stiamo parlando di una incapacità gestionale delle infrastrutture sportive ormai conclamata, come testimonia il caso della piscina.
La città di Comiso non aveva mai dovuto fare i conti, in passato, con uno stato di degrado e abbandono degli impianti sportivi come quello attuale”.

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