di Cesare Pluchino
Il consigliere azzurro, in sintonia con il collega Lo Destro, non si sofferma sulle scelte del passato, che non gli appartengono, traccia solo una linea di intervento auspicabile per il nuovo anno
Tocca al consigliere Maurizio Tumino chiudere la carrellata di interventi sull’archiviazione del 2014 e sulle aspettative per l’anno nuovo.
Indiscutibile la sua posizione di consigliere di minoranza che ha costituito e costituisce non solo l’espressione di una qualificata e autorevole opposizione, riconosciuta e ‘apprezzata’ anche da larghe fasce della amministrazione e della maggioranza consiliare, ma anche il baluardo dell’elettorato moderato di centro destra che, comunque, esiste e non accetta derive di sinistra o posizioni di estrema destra o commistioni improvvisate dell’ultima ora.
Un consigliere vicino ai vertici locali e regionali della nuova forza azzurra su cui si sta lavorando in proiezione futura, a cui guardano con interesse gli altri rappresentanti di minoranza in consiglio comunale, frammentati nelle diverse sigle di movimenti e liste civiche dal futuro incerto e dall’attività politica inconsistente o, addirittura, inesistente.
Espressione ne è il consigliere Lo Destro che con Tumino ha costituito, sin dall’inizio della consiliatura, un ‘marca’ precisa dell’opposizione consiliare, unita nel portare avanti priorità di assoluta importanza e problemi pregnanti. Sulla stessa lunghezza d’onda, con posizioni più soffuse per motivi di opportunità politica, altre posizioni di minoranza, sempre confermate, comunque, dalla condivisione di numerose iniziative consiliari, quali quelle dei consiglieri La Porta, Mirabella, Marino e Morando che, in ogni caso, persistono nell’appartenere all’aria politica di centro destra, senza esitazioni e senza tentazioni di passare alla sponda opposta.
Maurizio Tumino non intende tracciare bilanci dei mesi appena trascorsi, ritenendo non di sua competenza disquisire di scelte che non sono sue, verso le quali, in ogni caso, non è mancato il costante e puntuale ruolo di controllo e opposizione, naturale del consigliere di minoranza.
Rileva, piuttosto, come il 2015, che già si vede vuoto di scelte epocali e di non prevedibili iniziative destinate ad entrare nella storia della città, costituirà, al suo termine, il giro di boa della giunta Piccitto, il punto di non ritorno dell’amministrazione, dal quale il Sindaco e i suoi assessori potranno solo accingersi ad approntare il bilancio di tutta la consiliatura.
Tutto quello che non sarà affrontato, intrapreso e concretizzato in questo anno potrà costituire solo oggetto di un ennesimo programma elettorale, questa volta dagli esiti quanto mai incerti, considerato l’appeal in fase calante del Movimento 5 Stelle a livello nazionale e, più ancora, in sede locale.
Per Tumino non ci sono iniziative auspicabili dell’amministrazione, ma solo interventi indifferibili che non esita a suggerire alla stessa, nell’ottica di perseguire il bene della comunità indipendentemente dalle sigle politiche.
“Ribadisco che non mi interessa redigere consuntivi sul recente passato, né sul bilancio di un anno di amministrazione, che non mi attengono non essendo parte in causa.
Né il mio intervento su quello che serve, o è auspicabile, deve essere inteso come proclama di un programma gridato dalla minoranza per fare opposizione”.
Questa la premessa di Maurizio Tumino, anche Giuseppe Lo Destro aggiunge: “Sembra prematuro, ma è arrivato il momento in cui si può cominciare a delineare il bilancio definitivo di questa amministrazione a 5 Stelle, non ci sono ormai i tempi per progettualità nuove, come è sterile pensare ai programmi per la città del futuro è inutile soffermarsi sul deficit di buona amministrazione che non riesce a trovare sbocchi positivi. Ci sono delle emergenze – prosegue Lo Destro – che dai cassetti debbono passare ai tavoli, per il bene comune, tanto propagandato ma perseguito con obiettive esitazioni dall’amministrazione e dalla maggioranza.
”Con un evidente approccio funzionale alle tematiche, Maurizio Tumino traccia, con sintesi esaustiva, le priorità:
“E’ indifferibile e urgente, non più procrastinabile, mettere mano agli strumenti di pianificazione urbanistica: l’amministrazione deve assumersi una responsabilità precisa e deve proporre alla città la nuova visione in termini di pianificazione territoriale. Da troppo tempo, nonostante i ripetuti solleciti, aspettiamo un riscontro in termini di revisione/variante del piano regolatore generale e del piano particolareggiato dei centri storici.
I vincoli preordinati all’esproprio, per la realizzazione di opere di pubblica utilità, sono scaduti e i cittadini di Ragusa non conoscono, per l’inerzia e l’incapacità di questa amministrazione, la nuova destinazione dei terreni interessati.
La questione del verde agricolo è ancora irrisolta, la questione delle manifestazioni di interesse per la realizzazione di strutture alberghiere è assolutamente trascurata, in disprezzo ai legittimi interessi degli operatori del settore che hanno investito su questi progetti.
Necessaria la rimodulazione del piano di interventi dei residui della legge su Ibla, almeno di quelli ad oggi disponibili, atteso che una buona parte, oltre 10 milioni, risultano distratti dalla loro originaria destinazione.
Indifferibile, urgente e non più procrastinabile la ricerca e la fissazione di criteri precisi per utilizzare le royalties, derivanti dalla ricerca del petrolio nel sottosuolo, in maniera aderente ai disposti di legge, dando assoluta preferenza ad investimenti mirati allo sviluppo industriale ed occupazionale.
Non meno importanti le questioni ambientali, sulle quali il ritardo dell’amministrazione comincia ad assumere aspetti inquietanti. Non è più tempo dei proclami del nulla, non è possibile tergiversare né ripararsi dietro i ritardi della regione e degli organi da essa dipendenti: si predisponga immediatamente la gara per il nuovo affidamento della raccolta dei rifiuti, si riveda la posizione relativa alla realizzazione della quarta vasca in contrada Cava dei Modicani, constatato che l’attuale vasca ha raggiunto la capacità di abbancamento autorizzata.
Oppure, si pensi, concretamente, a misure alternative, a predisporre un nuovo impianto pubblico conforme alle direttive nazionali ed europee, alla stregua di quanto fatto negli altri capoluoghi di provincia siciliani, collegato ad un sistema di pretrattamento dei rifiuti, al fine di rendere meno pericoloso il conferimento dei rifiuti stessi in discarica”.
Aggiunge il consigliere Lo Destro: “ Se parliamo di priorità, quelle indicate dal collega Tumino sono, senza ombra di dubbio, indiscutibili, perché coinvolgono, da vicino, la collettività. Ma ce ne sono altre, non meno importanti, che proiettano i loro effetti più lontano nel tempo e sembrano, di conseguenza, più distanti dal sentire comune. Non bisogna dimenticare che lo sviluppo e la crescita della città, anche in ambiti nazionali ed extra nazionali, dal punto di vita economico, culturale e sociale, passano attraverso la valorizzazione del Corfilac, dell’Università e degli altri centri di eccellenza della nostra città.
Un occhio particolare va dedicato, in ultimo, al comparto del turismo che, sembra, fino a questo momento, vivere di rendita, ma, come si sa, tutte le rendite sono destinate a sfiorire se non supportate da adeguato reddito, nel nostro caso da adeguate politiche turistiche di cui, peraltro, sarebbe bene verificare l’efficacia.”
