Le reazioni alle nomine dei nuovi assessori cartina al tornasole dello stato attuale della Politica

di Cesare Pluchino
Retorica, demagogia e astio che debordano nelle reazioni scomposte

Che le mosse del Sindaco Piccitto negli ultimi dieci mesi di amministrazione non depongano a favore di una conduzione politica serena e scevra da condizionamenti di cattivi consiglieri è cosa ormai assodata e condivisa da molti.
Ma è d’obbligo, comunque, rispettare le scelte di amministra legittimamente, correttamente secondo la legge e agisce in nome di un consenso popolare indiscusso.
Tutto il resto è retorica, demagogia, ricerca di visibilità e astio per la posizione marginale nella politica locale.

I consiglieri D’Asta e Chiavola dimenticano le esibizioni, anche recenti, del Partito Democratico, in ambito regionale e nazionale, che hanno evidenziato comportamenti e azioni sempre legittime e regolari, ma, spesso, ai limiti dell’opportunità politica, tali da suscitare sconcerto all’interno dello stesso partito, con relative scie di polemiche, di contrasti e di beghe interne, anche e soprattutto in sede locale.
L’occasione delle nomine assessoriali del sindaco di Ragusa, rispettivamente la decima e l’undicesima designazione, lontane, ancora, dalle mirabilie del democratico Crocetta, suscita il commento stizzito dei due consiglieri comunali che si meravigliano per comportamenti non in linea con il credo grillino.
Ingenuamente i due scivolano su una norma approvata dal Partito Democratico e, in ogni caso, che non è oggetto di discussione per chi governa il paese e la regione.
Poco opportuna la norma che prevede la possibilità di mantenere la carica di consigliere comunale anche in caso di nomina assessoriale, ma non l’hanno scritta, sicuramente i grillini.
Quanto all’adesione ai principi del Movimento, si può anche dire che il consenso lo ha avuto Piccitto e non certo il Movimento, forte di percentuali minime che non avrebbero consentito l’ingresso di ben 18 consiglieri comunali, solo regalo inaspettato dovute alle strategie, rispettabili, dell’attuale leader politico dei due consiglieri.
Per ciò che riguarda l’accorgimento per non permettere l’ingresso in Consiglio di esponenti dissidenti del Movimento 5 Stelle, appartenenti alla fronda pentastellata che si oppone all’attuale amministrazione, possiamo dire che succede nelle migliori famiglie, di destra e di sinistra. Quante volte i conti si sono fatti sulla base del primo dei non eletti e sul suo gradimento!
Per D’Asta e Chaivola, giovani per bene che vorremmo con altro piglio politico e scevri da condizionamenti di partito e di corrente, una politica a tentoni quella dei cinque stelle, opinione in contrasto con quella che, almeno a livello regionale, vede i grillini molto più avanti dei democratici per consenso, come ammesso anche da leader politici del PD.

Se la nota dei consiglieri democratici risulta pervasa da acredine politica, più astiosa sul livello personale quella del meetup ragusattiva5stelle che arriva a definire il sindaco e l’amministrazione, e forse anche i consiglieri, come una “cricca di infiltrati”.
Sappiamo chi sono gli animatori di ragusattiva5stelle, fuoriusciti del meetup originale di Ragusa, che il Sindaco non considera fuori dal Movimento ma diffidati a utilizzarne il logo.
Nient’altro, secondo Federico Piccitto, di una aggregazione di cittadini, che seguono molti ma non tutti gli ideali del Movimento 5 Stelle, il cui unico riferimento valido sono gli eletti. Niente di più, quindi, di un libero consesso di cittadini, livello al quale è stato derubricato anche il meetup originale di Ragusa, che, in particolare, non può ingerire nelle questioni politiche che attengono solo agli eletti.
Se poi tutto questo venisse sancito e acclarato dai vertici del movimento, regionali o nazionali, sarebbe un contributo alla chiarezza e alla trasparenza, tenuto che vediamo elementi, una volta protagonisti dei 5 stelle di Ragusa, animatori e organizzatori della campagna elettorale a Vittoria.
Per capire chi è fuori e chi è dentro il recinto dei pentastellati.
Per ragusattiva5stelle il sindaco, con la nomina di due consiglieri comunali ad assessore, ha esposto al ridicolo il Movimento 5 Stelle. In un colpo sono stati fatti fuori Etica, Morale e Principi.
La nota dei dissidenti grillini si incentra sulla incostituzionalità della norma della legislazione siciliana, con forzature già note alla pubblica opinione: anche di recente, un noto ambientalista, ex assessore della giunta Piccitto, notoriamente vicino a ragusa5stelle attiva, nonostante le sue indiscusse competenze, rispondeva al consigliere Tumino, che faceva notare il responso del TAR su una questione oggetto di discussione, che il TAR “aveva sbagliato”.
Similmente, negando la realtà, si parla di interpretazione ambigua e contraddittoria dell’art 4 della legge regionale n.6/2011, pur riportando che, come recita la legge, “La carica di componente della giunta è compatibile con quella di consigliere comunale”.
Indiscutibile la scarsa opportunità della norma che, però esiste e non è stata impugnata del Commissario dello Stato, ancorché in palese contrasto e violazione dell’art. 64 del Testo unico degli enti locali che pone espresso divieto di cumulo delle cariche di consigliere ed assessore, “dal momento che il controllato non può essere nello stesso tempo controllore di sé stesso”.
Quanto alla violazione del principio morale del divieto di doppio incarico, cardine regolamentare e programmatico del M5S, sarebbe più opportuno rivolgersi ai vertici stessi del Movimento per ottenere giustizia e adesione ai principi del programma elettorale del quale, però, fino a quando esponenti o simpatizzanti di ragusattiva5stelle erano in amministrazione, nessuno si è mai preoccupato.

A valutazioni di carattere politico, in linea con la sua maggiore esperienza, ma vicine a quelle di ragusaattiva5stelle, si limita il consigliere Sonia Migliore, che parla di scelta incoerente con la storia sia pur breve del movimento grillino.
Anche per lei regole stravolte e tradimento dei principi tanto sbandierati, il tutto, almeno così appare, per evidente sete di poltrone.
Per Sonia Migliore la città meriterebbe assessori pienamente impegnati nel proprio gravoso incarico e consiglieri con le mani libere e la possibilità di controllare gli atti amministrativi, senza palesi conflitti di interesse, seppur permessi in Sicilia.
Con il suo abituale disincanto, ci fa sorridere al pensiero di quando i due dovranno, contemporaneamente, tenere la maggioranza in Aula e sedere tra i banchi dell’amministrazione
Sorriso che si rinnova al pensiero di vedere seduti accanto, come componenti della Giunta, l’assessore Stefano Martorana e uno dei suoi più agguerriti contestatori, nel contesto di un assurdo compromesso che, di certo, non può contribuire ad una più serena gestione dell’attività amministrativa e dei lavori consiliari.

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