Il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, l’avv. Alessandro Sittinieri, unitamente a Nicoletta Tumino, coordinatrice provinciale di Gioventù Nazionale, il movimento giovanile del partito, ha rilasciato, in una nota alla stampa, alcune riflessioni sul dopo voto e, segnatamente, sul risultato del centro destra.
Avremmo gradito, maggiormente, dal rappresentante di un autorevole partito quale è Fratelli d’Italia, un parere sull’esito della consultazione referendaria e su quelli che potranno essere i riflessi sulla vita politica del paese, ci accontentiamo dell’analisi sul risultato del centro destra, che l’avv. Sittinieri considera un valido test sullo stato di salute dei partiti e dell’intero sistema politico italiano.
Condividiamo in pieno la considerazione che tutti si considerano vincitori, ma questa è, ormai una costante della vita politica italiana.
La coalizione, bene o male, regge, si presenta, comunque, unita anche non è esente da malumori e indifferenze diffuse per questo o quel candidato fra gli alleati.
È indubbio che la politica portata avanti da Giorgi Meloni fa intravedere i suoi frutti, anche se ci permettiamo di giudicare la leader di Fratelli d’Italia non all’altezza di guidare una nazione e consideriamo l’exploit del partito frutto anche del disfacimento delle altre formazioni di centro destra.
Il successo del candidato nelle Marche, per quanto significativo, anche per aver interrotto un dominio pluriennale della sinistra nella regione, non può far gioire la destra più di tanto, perché manca a Fratelli d’Italia il coraggio di essere di destra e riaffermare sempre, indipendentemente dalle situazioni locali, valori e principi che vengono considerati inalienabili
Cartina al tornasole dei limiti di Fratelli d’Italia sono le sconfitte in Puglia e in Campania dove sono stati presentati candidati che non hanno trovato il consenso degli elettori: in Puglia, la Meloni ha abbracciato la causa i Fitto, un transfuga di Forza Italia, un voltagabbana, un traditore di Silvio Berlusconi, un partito che aspira a governare la nazione non può raccogliere elementi simili, peraltro per mero calcolo elettorale, disconoscendo i suoi uomini su un territorio che pure ha una lunga storia di destra.
Anche in Campania, contrastare l’apparato di sinistra con un perdente di professione, non depone a favore della totale lucidità politica della Meloni.
Bene valutano i coordinatori di Fratelli d’Italia e di Gioventù Nazionale di Ragusa nel ritenere ineludibile la necessità di un rinnovo, non solo anagrafico, della classe dirigente, come pure è incontrovertibile la considerazione sul trend di crescita del partito che aspira a diventare il maggiore azionista del centrodestra, confermando, intanto, la posizione di terzo partito italiano.
Sittinieri e la Tumino riconducono alla nostra realtà locale la persistente ascesa e crescita del partito, che continua a raccogliere i frutti della politica coerente e credibile portata avanti negli ultimi anni.
L’auspicio di creare un centrodestra forte ci sembra limitativo della considerazione sulle proprie forze in sede locale, sol perché sul nostro territorio il centro destra, come emanazione della coalizione nazionale, non esiste, peraltro mal rappresentato dal governo regionale che vorrebbe essere governo di centro destra.
Forza Italia, da tempo, non ha strutture di partito e i tentativi locali di dare vita al partito di Berlusconi non mostrano scelte all’altezza delle aspettative dei pochi fedelissimi rimasti ad attendere la rinascita.
La Lega di Salvini non attecchisce come si attenderebbero i nuovi fiduciari locali e soffre di un trend in crisi, acclarato dagli ultimi risultati, al netto del successo di Zaia in Veneto che successo di Salvini certo non è.
Piuttosto, lascia adito a valutazioni diverse la espressa considerazione che “anche a Ragusa occorre lavorare per creare un centrodestra forte, coeso e credibile, in grado di affrontare le sfide del futuro ed arginare il ritorno delle fallimentari esperienze grilline e di centrosinistra”
Sembra messa da parte l’esperienza della giunta Cassì che, da sola, ha fatto un sol boccone di quanti, a titolo diverso e sotto varie forme, rappresentavano Forza Italia e Salvini, sembra che Sittinieri veda le sfide del futuro solo tra un centro destra da ricreare e i due partiti al momento al governo nazionale, titolari di fallimentari esperienze in sede locale.
Cassi sembra già archiviato, nonostante Fratelli d’Italia sia in giunta, a tutti gli effetti sembra il disconoscimento dell’attuale alleanza, invece di riproporla appunto per la vacatio degli altri alleati di coalizione.
