Quando le scelte hanno coraggio e vanno fuori dalle schematizzazioni

La definizione delle liste per i candidati al Consiglio Comunale, in appoggio ai candidati sindaci, ha delineato il quadro delle candidature, senza apportare modifiche a quello scenario già noto che identifica le posizioni dei vari contendenti.
Una lista per il Movimento 5 Stelle e per Città Futura, 3 liste per Giorgio Massari, 4 per Peppe Cassì e 4 per Maurizio Tumino, 5 liste per Peppe Calabrese e Sonia Migliore.
Ufficializzate le terne degli assessori che devono essere rese note alla presentazione delle liste.
Alcuni candidati hanno scelto nomi della società civile, Cassì, Tumino, Calabrese, Massari hanno inserito nomi di persone con esperienza politica accanto agli esordienti: Cassì ha scelto Giovanni Iacono, Tumino ha scelto il dr Salvo Mallia, esponente di spicco di Forza Italia, della corrente MInardo, e il dr. Arestia, ex consigliere comunale dell’MPA di Lombardo, Calabrese e Massari hanno scelto vecchie glorie del Partito Democratico, Solarino per il segretario del PD ed Elio Accardi per Massari.
Per i cultori del gossip politico ci sarebbe tanto da eccepire sulle scelte dei candidati, per esempio su quella di Mallia, fino a pochi giorni prima assessore designato di Sonia Migliore, o su quella di Solarino, una volta sindaco defenestrato proprio dalla componente politica alleata di Calabrese, ma, al momento, ha prevalso, anche fra i commentatori dei social, il savoir faire politico che ha evitato polemiche evidenti.
È successo anche perché, in molti casi, le scelte non sembrano essere significative per il destino dei candidati interessati, ritenendo che i nomi dei politici non possono determinare variazioni profonde nel bacino di voti preesistente alla nomina. In pratica si tratta di nomi di area, già potenziali elettori e collettori di consenso per il candidato.
Di carattere diverso le reazioni a proposito della indicazione assessoriale da parte del candidato Peppe Cassì per Giovanni Iacono, leader politico spesso al centro dell’attenzione in città, già Presidente del Consiglio Comunale.
Un personaggio ostico per la politica comune, visto sempre come un ‘pericolo’ politico dagli avversari, anche nei momenti di difficoltà come in occasione della mancata rielezione alla seconda poltrona di Palazzo dell’Aquila.
Iacono non è mai stato amministratore ed ha ricoperto in questa consiglia tura il ruolo di Presidente del Consiglio Comunale, prima della sua mancata rielezione che vide coalizzati 5 Stelle, il gruppo di Tumino e due consiglieri del PD nell’impedire a Iacono di tornare a sedere alla Presidenza del civico consesso.
La stessa attenzione che è stata riservata alla sua possibile candidatura ma, più ancora, all’eventuale sostegno ad uno dei candidati.
Iacono gode di una forza elettorale in grado di determinare differenze nella contesa. In questi mesi ha lavorato ad un tavolo delle formazioni civiche per arrivare alla candidatura unitaria, si è defilato quando il tavolo si è identificato con il tavolo del centro destra, la sua diffidenza non era verso i partiti ma verso determinate espressioni degli stessi dei quali non condivideva idee e programmi, oltre che il passato politico.
Il suo approdo alla corte di Peppe Cassì è stato interpretato direttamente come una alleanza con la coalizione, nessuno si è soffermato con delle riflessioni su quella che è stata, primariamente, una scelta del candidato che ha privilegiato esperienza, capacità e competenze di Iacono.
Anche la confluenza di molti esponenti dell’associazione Partecipiamo nella lista Ragusa fuori dagli schemi, ha avuto un significato preciso, una diretta conseguenza della mancata candidatura di Iacono e della scelta di non coinvolgere direttamente Partecipiamo perché alcuni esponenti preferivano non entrare nella contesa politica, una volta senza diretto coinvolgimento nella corsa alla sindacatura.
Una lettera aperta di Giovanni Iacono ha chiarito meglio alcuni passaggi:

Giovanni Iacono: “Sono da sempre coerente con le mie battaglie”

Rispetto ad una città, Ragusa, spesso indotta a manipolazioni di ogni tipo, soprattutto sui social, chiarisco che ieri non sono stato nominato ‘assessore’ da Cassì ma ‘potenziale’ componente della sua squadra di governo, qualora dovesse vincere.
Una nomina, non richiesta dal sottoscritto ma fortemente ricercata, sollecitata e voluta da Cassì e dal suo entourage e rispetto a cui, fino all’ultimo istante, non avevo dato disponibilità.
Ringrazio quindi Peppe Cassì per la stima dimostrata e ritengo che le nomine di Giovanna Licitra e Luigi Rabito siano già nel segno della migliore espressione della società civile e della discontinuità.
Per il resto malgrado le comunicazioni siano chiare, le rappresentazioni della realtà sono, artatamente, alterate.
L’associazione ‘Partecipiamo’ non è, direttamente, coinvolta in queste elezioni e quindi non esiste in questa tornata elettorale. Vi sono invece molti esponenti di ‘Partecipiamo’ che hanno deciso di candidarsi nella lista ‘Fuori dagli schemi’ a sostegno del candidato Cassì. Questo per me è una garanzia di buona politica. Punto.
Questo è il principale motivo della mia partecipazione al progetto perché vede coinvolte persone conosciute con le quali in questi anni abbiamo condotto tante buone ‘battaglie’.
Non ho nemmeno alcuna remora a dire che a fianco di Peppe Cassì ci sono tanti gruppi e persone con le quali non vi è alcuna alleanza ideologica e con i quali il sottoscritto ha avuto ed ha storia personale e politica diametralmente diversa e queste ‘diversità’ non solo non si sono annullate ma emergono in maniera dura e rimangono.
Però, c’è un programma comune e condiviso per la città che ci impegna ed è un programma che ha recepito, integralmente, tutto ciò che abbiamo sempre sostenuto e quindi, oltre all’appartenenza alla stessa città, questo è l’unico terreno ‘comune’.
Comprendo che la scelta dia fastidio elettorale a tutti coloro che fino al giorno prima tessevano le lodi e mi ‘offrivano’ vicesindacature ed assessorati a iosa, soggetti, peraltro, fatte le debite eccezioni, abituati alle peggiori ‘orge’ politiche e ‘incesti’ ma il sottoscritto non ha necessità di dimostrare a nessuno che è stato l’unico, da sempre, ad essere distaccato dalla propria persona e a rinunciare a candidature, a rifiutare vice sindacature, assessorati e a dimettersi, volontariamente, da presidente del Consiglio comunale.
È per evitare che questi soggetti politici e i loro ‘adepti’ continuino ad amministrare Ragusa che abbiamo fatto rinunce e siamo ancora qui a difendere il bene comune.

Una lista, quella di ‘Ragusa fuori dagli schemi’, che può essere considerata una lista speciale: capolista il maestro Giuseppe Leone, da sempre icona delle bellezze iblee, eccellenza del territorio, con la Presidente di Partecipiamo, l’avv. Marcella Scrofani, a capitanare una schiera di professionisti e di gente impegnata nel sociale con attività benefiche a favore dei disagiati e delle categorie meno abbienti.
Gente che la solidarietà o l’assistenza non la predica né la ostenta, né ne fa strumento di arricchimento.
Un impegno civico rivolto anche alla tutela del patrimonio artistico architettonico e alla valorizzazione del centro storico, con particolare attenzione al progetto culturale che si considera imprescindibile per lo sviluppo e la crescita della città, in termini sociali, economici e turistici.
Una volta che il leader del gruppo ha ritenuto non opportuno infoltire la numerosa schiera di candidati, nelle coalizioni di destra e di sinistra, la cui funzione sarà, esclusivamente quella di favorire il candidato grillino, le componenti di Partecipiamo, e anche di Liberi Cittadini, hanno ritenuto naturale lo sbocco verso la candidatura Cassì, ritenuta la più idonea a governare la città per prestigio personale, profilo e capacità professionali del candidato, caratura del programma elettorale e profilo della coalizione che raccoglie il ‘meglio’ che esprime la città.
Un programma fondato, quello di Cassì, su un progetto innovativo che è arricchito dalla composita alleanza fra realtà diverse della società cittadina, primo fra tutti il Movimento Civico di Franco Antoci che resta baluardo di buona politica e di moderazione in uno scenario per le elezioni comunali caratterizzato da molte presenze inopportune e sconsigliabili a chi ambisce ad un programma di cambiamento unitario rivolto al bene comune della collettività.
La presenza consolidata di autorevoli espressioni della società civile e della politica cittadina nella lista PeppeCassìSindaco, costituiscono ulteriore garanzia di un programma scevro da personalismi e posizioni preconcette, il solo che può fare uscire Ragusa dall’isolamento economico, infrastrutturale, sociale e culturale che, ormai da anni, opprime il territorio.

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