Le storture del regolamento per il servizio di scuolabus che nessuno riesce ad eliminare

I consiglieri comunali del Partito Democratico tornano a sollecitare, giustamente, interventi per le storture del regolamento per il servizio di scuolabus, in vista della seduta di consiglio comunale nella quale è all’Ordine del Giorno la modifica del regolamento stesso.
Sarà un dibattito interessante per capire come mai un regolamento assurdo è in vigore da anni, perché prima non era stato rispettato e per mano di chi è tornato di attualità per l’assoluta osservanza.
Assurdo anche il mancato intervento degli amministratori alla luce delle sollecitazioni che sono state inoltrate, anche all’inizio dell’anno, data l’impossibilità per alcuni bambini di usufruire del servizio.
C’è anche la stortura di un regolamento “freddo e, per molti versi, cinico che non tiene conto delle condizioni di viabilità e vivibilità delle zone rurali”, perché molti bambini sono obbligati a percorrere strade dove sfrecciano vetture e camion, in condizioni di pericolo estremo.
Gli stessi consiglieri PD sottolineano che l’assessore comunale alla Pubblica istruzione, Gianni Iacono, si è voluto adoperare su questa vicenda considerando che, fuori dalla cinta urbana, percorrere a piedi poco meno di un chilometro e mezzo, perché è questa la distanza di cui parliamo, in condizioni di assoluta insicurezza, significa, per il sindaco, assumersi una gravissima responsabilità.
Ci sono stati, finora, sei tentativi in Consiglio, tra cui interrogazioni a risposta scritta, emendamenti in bilancio, tutte le prove burocratiche e di iniziativa consiliare possibili e immaginabili, per cercare di risolvere la situazione, ma i consiglieri asseriscono di essersi scontrati contro un muro freddo, contro un cinico atteggiamento ostile.
Si tratta di distanze minime non coperte dal servizio scuolabus, che i bambini devono percorrere, però, a piedi, con il freddo e il gelo mattutino, in una strada aperta al traffico e senza marciapiedi.
Chiavola e D’Asta aggiungono: “L’ultimo atto si consumerà martedì alle 17 in Consiglio comunale con l’auspicio che la sensibilità di tutti i colleghi consiglieri consenta a un atto che risolverebbe il problema di essere votato positivamente.
Si permetterebbe a qualche decina di bambini territorialmente svantaggiati di potere fruire del servizio di scuolabus come è sempre stato in questi ultimi dieci anni.
Infatti, il regolamento è sì del 2010 ma è stato applicato in maniera fredda e rigida soltanto adesso.
Anche perché basta considerare il fatto che se questi bambini salissero sul pulmino, le condizioni di accordo economico con la ditta non cambierebbero di nulla poiché ci sono decine di posti vacanti.
A meno che questa non sia stata la scusa per giustificare il taglio dell’orario di lavoro a parecchi autisti. Confidiamo, dunque, sul buon senso civico del sindaco, e della maggioranza che lo sostiene, per risolvere questa intricata vicenda e stigmatizziamo ogni cinico atteggiamento di chiusura ed avversione, purtroppo avvenuto in questi mesi a danno di minori e famiglie, costrette a rinunciare con difficoltà enormi ad un servizio che esiste e permette il normale diritto allo studio della scuola dell’obbligo così come garantito dalla Costituzione.
E’ stato molto triste scoprire che qualcuno, seduto dietro la propria scrivania – ma, come al solito, i consiglieri PD nomi non ne fanno – completamente non consapevole delle problematiche che investono i residenti delle frazioni rurali, abbia potuto decidere di far sì che alcuni bambini che frequentano la scuola dell’obbligo possano mettere a rischio la propria incolumità e quella dei loro genitori che li accompagnano solo perché la distanza della loro abitazione fuori dal centro abitato risulta essere non superiore a un chilometro e mezzo”.

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