Il Circolo ‘Il Carrubbo’ di Legambiente Ragusa si inserisce nel dibattito che riguarda la richiesta per l’aumento del numero degli alloggi di una cooperativa edilizia, richiesta che tiene in sospeso la maggioranza di palazzo dell’Aquila,
Una posizione, quella di Legambiente Ragusa argomentata, ideologicamente in linea con i principi dell’associazione in ordine alle questioni urbanistiche legate agli effetti sull’ambiente, ineccepibile ancorché possa non essere condivisa.
Ci permettiamo di dissentire dalla nota se riferita, in particolare, alla singola richiesta di una cooperativa, i 12 alloggi della quale non potranno, di certo, apportare danni irreparabili all’ambiente in una città che sta vedendo e vedrà in un prossimo futuro una colata di cemento non indifferente, anche in presenza della costituzione del Parco Agricolo Urbano, peraltro concepito in maniera da renderne difficile l’approvazione regionale, in mancanza di un PRG adeguato.
Condivisibilissima, quindi, la nota, se non rivolta al singolo caso ma come appello all’amministrazione e al consiglio comunale per una reale inversione di tendenza nella gestione dell’urbanistica della città.
Questa la nota del Circolo ‘Il Carrubbo’ di Legambiente Ragusa:
RAGUSA FUORI DAL MONDO
Solo da noi non si riesce a capire che è ora di dire basta al consumo di suolo
Incurante dei cambiamenti climatici che accadono, non solo nel mondo ma anche e soprattutto in Sicilia, a Ragusa si continua a impermeabilizzare il suolo con buona pace dei processi di desertificazione in atto. Maggiore è il suolo impermeabile e meno acqua alimenta la falda da cui si prende l’acqua potabile e più scorre superficialmente aumentando i rischi in caso di forti piogge.
In una realtà come Ragusa dove per la prima volta si soffre la sete si dovrebbe andare nella direzione opposta: più superficie drenante. Invece, come se nulla fosse, si continua a costruire nuove abitazioni addirittura senza tenere conto del dimensionamento previsto per legge.
Eppure, la popolazione di Ragusa continua a decrescere e secondo l’ISTAT si scenderà sotto la soglia psicologica dei 70.000 abitanti già nel 2025 per arrivare a poco più di 68.000 abitanti nel 2030 tornando indietro di 20 anni, con un indice di vecchiaia in salita. Sempre meno giovani e sempre più vecchi a Ragusa. È in questo quadro che risulta anacronistica la variante ad un programma costruttivo che approda in comune con la richiesta di poter edificare nuove 12 abitazioni.
Eppure, ci sono migliaia e migliaia di abitazioni vuote sia nel centro storico che in periferia. Per non parlare di quelle nelle campagne e lungo la fascia costiera. Oggi fra il 110% di detrazione d’imposta per riqualificazione energetica e il 50% per ristrutturazione edilizia, tutto a carico dello stato, recuperare l’attuale edificato non solo è conveniente per i singoli ma anche per la comunità venendo meno la necessità di costruire nuovi servizi i cui costi graveranno su tutti i cittadini (fognatura, acqua, raccolta rifiuti).
Invece di pensare all’adattamento della città ai cambiamenti climatici si preferisce dare un aiutino ai disastri futuri.
È ora di dire stop a ogni nuova abitazione e ad una continua cementificazione del territorio. Confidiamo nel buon senso del consiglio comunale nel ritenere questa variante non necessaria.
