L’ennesima beffa per la Ragusa – Catania

Da notizie di stampa si apprende che il progetto del raddoppio della Ragusa Catania è fermo: ci sarebbe da rivedere il piano finanziario perché i costi sarebbero troppo elevati.

Tralasciando le assicurazioni di premiere di ministri, si spera che si interrompano, almeno, i viaggi a Roma di personaggi in cerca di visibilità che, per anni, al ritorno dalle loro gite romane, ci hanno rimpinzato di certezze sull’iter del progetto.
A questo punto non resta che cecare di capire se si è trattato di una beffa fine a sé stessa, a danno dei ragusani, oppure se l’incapacità politica e la totale ignoranza in materia hanno convinto loro stessi delle frottole che assorbivano a Roma e portavano trionfanti in terra iblea.

Si era capito che era tutta una presa in giro, perché delle riunioni del CIPE che dovevano chiudere la partita non se ne è saputo nulla, nessuno è andato a Roma per la consueta fotografia di rito da diffondere alla stampa.

La Ragioneria generale dello Stato ha chiesto l’intervento del Consiglio superiore dei Lavori pubblici per la valutazione del piano finanziario, una novità emersa quando tutti sostenevano che mancava solo la firma definitiva.
Sarebbe emerso che il progetto non risponderebbe a criteri di sostenibilità finanziaria legati ai costi di percorrenza della nuova strada: per essere più chiari, sembra che, per percorrere i 70 chilometri dell’arteria, un utente dovrebbe pagare circa 18 euro.
Sulla materia, l’assessore alle infrastrutture della regione siciliana, Falcone, quello che poche settimane prima affermava che per la Siracusa Gela era tutto a posto, e che è venuto a dirlo anche a Ragusa, ad un convention di Forza Italia, considerata la cifra esorbitante del pedaggio, ha tirato fuori una proposta che lascia interdetti per la intuibile pretesa di essere ritenuta seria: la Regione vorrebbe rilevare il progetto per realizzare l’autostrada che, secondo l’assessore, autostrada non è, assieme all’ANAS.
Se l’impresa sarà disponibile a trattare, si rifarà il punto con il Ministero delle Finanze, con quello dei Trasporti, con l’Anas e con i sindaci del territorio
Tutto semplicissimo, manca solo la data dell’apertura dei cantieri per superare il Ministro Del Rio.

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