Anche se la lotta politica è ridotta, ormai, a poche forze politiche, molte delle quali ridotte ai minimi termini, sbrindellate, resta l’aspra polemica tra gli esponenti delle varie fazioni e fra i simpatizzanti che si menano verbalmente, approfittando dei social.
Come nel caso della vicenda che riguarda la Ragusa-Catania, attorno alla quale c’è una grande confusione.
Lo scambio di accuse fra le diverse parti politiche si spreca, ma nessuno ragiona serenamente, preferendo la polemica ad una serena valutazione dei fatti
Bene fa il sindaco Cassì, nel suo appello, a cercare l’unità delle parti, senza colorazioni politiche, perché è l’ultima carta da giocare.
Fin troppo evidente che la politica può fare poco, soprattutto se non ci sono, a differenza di altre zone d’Italia e della Sicilia, politici di capacità superiori e bacini di voti prevalenti su altre realtà.
La poca influenza di Ragusa su risultati elettorali come le europee o le nazionali è la spiegazione del perché restiamo sempre indietro.
Da sempre, per la Camera, si doveva far conto sui voti di Catania o di Messina per far salire un nostro onorevole, anche con i nuovi collegi elettorali, come si è visto nel caso dei 5 Stelle, hanno prevalso, nelle scelte, i territori di Siracusa e di Catania, restiamo sempre ai margini.
Inutile, quindi, cercare il capro espiatorio, l’incapace prevalente su cui riversare astio e contumelie politici.
Del resto, se vogliamo, siamo nella terra del 61 a 0 del centro destra che non riuscì a portare nulla per l’isola, ma, come nell’ultima occasione, il centro destra continua ad avere i suoi proseliti, il Partito Democratico mise Crocetta come simbolo del cambiamento e andò a finire peggio che mai.
Ora è prevalente la protesta nei confronti dei 5 Stelle che sono al governo e detengono i Ministeri che potrebbero essere determinanti per la Ragusa-Catania, quello delle infrastrutture, quello per il sud e quello dello sviluppo economico.
E’ vero che ogni grande opera pubblica ha i suoi padrini politici, il Porto di Pozzallo fu opera dei socialisti, il porto turistico di Marina fu sbloccato da Nello Dipasquale e dall’area di centro che ha governato per anni la città, sempre Nello Dipasquale, con il Partito Democratico e i renziani in particolare, stava per imprimere un fondamentale salto di qualità per il territorio, con la metropolitana di superficie e con la Ragusa Catania.
Accusare, ora, Dipasquale, di inefficienza e di incapacità è, quanto meno, ridicolo, privo di ogni dignità politica, perché dovrebbe essere chiaro a tutti che dalla realizzazione delle opere il parlamentare ragusano e i Partito Democratico avrebbero avuto solo da guadagnare, in termini di visibilità, di consenso e di voti
Sarebbe come prendersela, ora con Stefania Campo, come rappresentante dei 5 Stelle.
Siamo marginalizzati come territorio e i nostri rappresentanti sono considerati solo quando servono i voti.
La strategia deve essere quella di appoggiare i nostri candidati, secondo le diverse posizioni politiche, ma non appoggiare quelli che vengono a cercare voti da fuori.
C’erano ieri candidati del PD, della Lega, dei 5 Stelle, di Fratelli d’Italia, di Forza Italia, a perorare la causa delle Ragusa-Catania ?
Fino a quando qualcuno non si pronuncerà chiaramente sul futuro di questa infrastruttura, con impegni precisi, è inutile disturbarsi per andare a votare,
I sindaci cercano strategie opportune per farsi sentire, nessuna sarebbe meglio di una azione di massa per provare a verificare quanto vale il peso di un territorio, solo schede con scritto: “vogliamo la Ragusa – Catania”. Poi si vedrebbe.
Nessuno fa cenno alle prossime consultazioni, dove la lotta, almeno in Sicilia, è riconducibile a PD e 5Stelle, gli altri partiti, almeno sul territorio, non sono influenti, non esistono o hanno percentuali bassissime.
Il Partito Democratico il suo lo ha fatto, innegabile che, se si è arrivati alla decisione finale del CIPE, il merito è, per buona parte, del Partito Democratico.
Per le attuali condizioni di governo sono i 5 Stelle che devono dare risposte precise: non per le insulse pretese di opinabili personaggi che hanno millantato credito e hanno fatto credere che tutto fosse stato sempre a posto, denotando incompetenza, di fatto, su procedure e adempimenti che non hanno nemmeno capito.
Legittimo che i 5 Stelle vogliano vederci chiaro, che vogliano far luce sulla questione pedaggio e, nei limiti del consentito dalla norme, vogliano garanzie dal privato, ma devono dire, chiaramente, prima delle Europee, quale soluzione propongono: si continua e si avviano i cantieri, si sceglie di ricorrere solo al pubblico e si chiariscono i passaggi, i tempi e la disponibilità dei fondi per fare la strada a totale carico dello Stato, oppure si dica che non ci sono, almeno per ora, le condizioni per portare avanti il progetto.
A proposito di ricerca dell’incapace prevalente, va sottolineato come nessuno, nei commenti, abbia notato la latitanza di due entità che sarebbero di fondamentale importanza per la Ragusa Catania e che dalla Ragusa-Catania trarrebbero solo benefici: la Camera di Commercio del Sud-est e la SAC, società di gestione dell’aeroporto di Catania e socio di maggioranza dell’aeroporto di Comiso.
Quanto al governo regionale, spreco di attestazioni di vicinanza, sfoggio di impegni per l’opera, ma intanto tutti erano impegnati per la Fiera del Cavallo di Ambelia, guarda caso nel territorio di origine del Presidente Musumeci, che comporta, direttamente e indirettamente, per la Regione, costi di circa tre milioni, reperiti attraverso sei assessorati e dieci dipartimenti regionali, in tempi brevissimi.
Basti pensare che solo per la strada consortile di accesso alla struttura, sono stati destinati, in quattro e quattr’ otto, ben 1 milione centottantamila euro.
Forse non sono Nello Dipasquale o Stefania Campo a prenderci in giro!
Piuttosto, dei nostri politici, soprattutto quelli della maggioranza di governo regionale, nessuno ha pensato di intervenire in merito?
Potrebbero esserci delle priorità da rispettare, o no?
