A ben guardare è tutta la politica che è messa male, a livello nazionale e a livello regionale, ma il livello di incapacità politica che si concentra su Ragusa, forse non teme confronti.
Siamo bistrattati a tutti i livelli, ma c’è un aspetto di particolare incapacità che non è solo politica ma di sollevarsi verso le gerarchie superiori per ottenere non tanto quanto promesso ma, piuttosto ciò che sarebbe dovuto e consolidato.
La bassa politica, gli interessi personali di carriera, una cronica indifferenza, hanno provocato una situazione indescrivibile.
Il bello è che continuiamo a ricevere ministri e sottosegretari con ogni onore, ricevendo, in cambio sempre nuove promesse.
Localmente, si vive sulla girandola dei comunicati, dove tutto è a posto, o sta per esserlo.
L’aeroporto di Comiso non è una incombenza della città di Ragusa per la lungimiranza dei politici, di tutte le colorazioni, che non hanno saputo mai approfittare dei momenti giusti per entrare, a pieno tiolo nella camera dei bottoni.
Ma non ci sono voci che si levano contro lo scandalo delle nomine per le quali si fa a gara a indicare e a nominare gente che per gli aerei e gli aeroporti non ha nessuna competenza, si festeggia per l’arrivo di charters che servono solo alle tasche di qualche albergatore, per turisti che restano chiusi sempre dentro le stesse strutture ricettive, con apporto per il territorio scarso o, addirittura, nullo.
Al Magliocco ci si trastulla con personale e dirigenza indigena, di non meglio definite professionalità, e si vive piegati a 90 gradi nei confronti del ‘padrone catanese’, nel silenzio della stampa locale.
Le questioni relative all’aeroporto condizionano anche le vicende che porteranno, quasi sicuramente, all’accorpamento della Camera di Commercio con quelle di Siracusa e Ragusa.
Considerando i vertici che, negli ultimi tempi, si sono succeduti all’ente camerale di Ragusa, tutti ispirati, chiaramente, al Partito Democratico, era logico il finale di una commedia attorno alla quale hanno cercato di recitare ruoli determinanti personaggi politici e organizzazioni datoriali che dopo anni di manifesta incapacità, su questa e altre importanti emergenze del territorio, si sono sbizzarriti in sterili comunicati dall’esito nullo.
Solo beghe di potere e contrapposizioni fra componenti diverse gli obiettivi primari, ma, forse, l’accorpamento, fra tutte le emergenze, è il meno dannoso considerato che la locale Camera di Commercio non è che abbia costituito un volano per il territorio e l’economia locale, non riuscendo nemmeno a far emergere la manifestazioni e fieristica di casa dalla paesanità che l’ha sempre contraddistinta, meno che mai ha saputo dare una spinta concreta al settore dell’agricoltura, trainante per la provincia.
Passando a tutt’altro settore, ad oggi, sembra improbabile che gli sforzi del Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera possano essere premiati con l’apertura del nuovo ospedale.
Una utopia che, nel breve spazio di 30 giorni, possano essere svuotati due ospedali, per dare vita ad un unico nosocomio, ci sarà tempo per altre visite, altri sopralluoghi, attendendo, magari, l’esito di prossime elezioni per trovare il soggetto giusto per tagliare il nastro.
L’ospedale doveva essere inaugurato entro il 30 giugno, entro il 30 luglio, invece, era stato annunciato il 27 luglio del 2016, alla presenza di sindaco e prefetto, l’apertura del nuovo Museo Archeologico di Ragusa, nei locali del Convento di Jesu , a Ragusa Ibla.
Anche in questo caso solo passerelle, conferenze stampa, titoloni sui giornali, per arrivare a due mesi dalla prevista inaugurazione senza alcuna notizia in merito.
Spiccano su tutto i titoli dei giornali per l’apertura, a giugno 2017, dei cantieri per il raddoppio della Ragusa-Catania, l’altra fonte di false notizie, attorno alla quale sgomitano quanti vogliono rendersi protagonisti di una realizzazione che servirà, se va bene, per i nostri figli più piccoli.
Non parliamo di autostrada, una chimera per il nostro territorio, anche perché localmente, amministratori, opposizioni ed esponenti della società civile volano più basso, nessuno, a proposito di piani strategici e di piani del traffico ha parlato di queste emergenze, tutti si sono limitati a problematiche di più basso profilo.
Viene solo da ridere, perché, per le prossime, ormai imminenti consultazioni elettorali, riceveremo in pompa magna, senza protesta alcuna, ministri, sottosegretari, onorevoli e assessori regionali che rinnoveranno le cambiali, senza nemmeno scusarsi, assicurando lo sviluppo del territorio e dell’economia locale, e qualcuno, ne siamo certi, riuscirà anche a strappare consensi.
