È un consigliere del gruppo di maggioranza che sostiene il sindaco Cassì a farsi portavoce di incontri fra non meglio specificati residenti e una rappresentanza di commercianti della frazione.
La questione sul tavolo sarebbe stata quella della movida notturna e, segnatamente, delle esigenze di riposo dei residenti e di quelle degli operatori commerciali che sperano di sfruttare la vocazione turistico-balneare del sito.
Il consigliere comunale Carmelo Anzaldo riferisce di incontri proficui grazie alla mediazione del Comune da lui rappresentato e dell’assessore Ciccio Barone.
Una iniziativa, come sottolinea Anzaldo, da lui stesso intrapresa con la condivisione di sindaco e assessore.
Enfasi per la mediazione, il dialogo e il confronto che sono alla base della linea perseguita dall’amministrazione, che ha sempre cercato soluzioni condivise ed equilibrate, svincolate da ideologismi e politica.
Tre riunioni e sopralluoghi tecnici in alcuni locali non meglio specificati, dopo i quali i gestori dei locali del porto turistico hanno dato la loro disponibilità a moderare le emissioni, sulla base dei test effettuati.
Incontri ai quali avrebbero partecipato, secondo una nota di Anzaldo, le più alte cariche comunali (anche in questo caso non meglio specificate), segnale dell’interesse dell’amministrazione di risolvere la questione, dimostrazione ulteriore di una presenza sul territorio attenta, costante e competente.
Ma il comunicato, estremamente autoreferenziale desta non poche perplessità e già qualche residente di Marina di Ragusa storce il naso per questo incontro ’in famiglia’, fra amici, che si conclude con l’autocelebrazione e la celebrazione dell’amministrazione.
Molti ritengono che i problemi di Marina siano problemi di tutta la collettività, prima di quella della frazione e, poi, dei tanti villeggianti ragusani e dei vacanzieri forestieri.
Ci vorremmo sbagliare, ma come avvenuto nel corso di un precedente incontro nell’aula consiliare, sembra ci sia un gruppo circoscritto di residenti attorno al porto turistico che vogliono risolvere le proprie esigenze, alle cui istanze ha prestato attenzione il consigliere Anzaldo per favorire, sotto l’egida del Comune, il dialogo con gli operatori del porto turistico.
In pratica, da quello che si evince dal comunicato, una iniziativa per favorire gli obiettivi di pochi e non quelli comuni e della gente comune.
Incontri di questo tipo vanno preannunciati, vanno allargati a quanti, con gli stessi interessi, vogliono partecipare ed esporre le proprie opinioni.
Problemi che sono di tutta una collettività, non solo dei residenti attorno al porto, per cui sarebbe stato opportuno coinvolgere associazioni del posto, associazioni di categoria, residenti, componenti politiche, almeno quelle presenti in Consiglio Comunale.
Riunione per la quale, pur in presenza dell’istituzione, con le più alte cariche, si è preferito non coinvolgere la stampa, nonostante la trattazione di argomenti afferenti all’interesse comune e non solo dei singoli.
Sarebbe stato opportuno ascoltare e valutare le esigenze, le richieste, le pretese di tutti, residenti e commercianti, dall’esterno i termini della questione potevano delinearsi più serenamente, scevri da interessi di parte.
Il problema della movida, delle emissioni sonore, dei parcheggi selvaggi non riguardano solo una èlite attorno al porto, di residenti e di operatori economici, ma investono tutta Marina di Ragusa, anche per la viabilità obbligata che assilla alcune vie e ne lascia indenni altre.
Questioni che, peraltro, non vanno affrontate alla fine di giugno ma andrebbero studiate molto prima.
In ogni caso, tutte queste iniziative, ancorché apprezzate dal primo cittadino, non possono essere ricondotte ad una informazione preconfezionata dallo stesso consigliere che pretende si prenda per buono il contenuto di una nota che non passa nemmeno il filtro dell’Ufficio Stampa del Comune.
Come iniziativa del gruppo di maggioranza, per i contenuti, diventa di competenza della collettività, e come tale non può essere palestra di visibilità per aspiranti politici in carriera.
