Lo spazio di Giovi, poesie ed esternazioni di Giovanni Gulino (VII 24 – 15 agosto)

Oggi 15 agosto, lo spazio di Giovanni Gulino con OCCASIONE, SORSI DI SPERANZA, PUNTA BRACCETTO, DANZA DI STELLE

 

OCCASIONE

Passeggio, il mio cuore
è muto mi si presenta
una bellissima occasione.
E’ una travolgente emozione
mi cibo, di gocce d’allegria,
cerco di placare l’euforia.
Per un attimo sono in compagnia
della mia vera essenza d’amore,
volo con la mente e il cuore,
dimenticando ciò che m’affligge
Il tuo volto m’infligge
trame d’incanto, da cantare
in eterno la tua bellezza
cullato dai tuoi occhi,
aspettando che ritorni.

 

SORSI DI SPERANZA

Bevo sorsi di speranza
dentro la mia stanza,
dalla finestra ammiro,
lembi di cielo azzurro.
Irradia un raggio di luce
mi conduce, per vie
d’intensa serenità.
Sorsi di speranza
s’annidano dentro me,
in una calda estate: si respira libertà.
Bevo sorsi di speranza
ricamando parole e sentimenti
tenendo stretto fra i denti,
l’ardore dei miei petali d’amore.

 

PUNTA BRACCETTO

S’inebria la mia anima
di gratitudine e felicità,
dopo una serata all’insegna della poesia.
L’ondeggiar del mare
fa da sfondo musicale,
ai nostri versi, come viaggiare,
lontano nel tempo.
Melodie poetiche
allietano l’intera serata,
le ore sembrano scivolar via.
Cavalchiamo in ogni poesia
sentimenti ed emozioni differenti,
a fine serata i fari sono spenti.
Ognuno di noi porterà un ricordo
della serata dopo aver recitato,
esprimendo nero su bianco
le proprie sinfonie dell’anima.

 

DANZA DI STELLE

Volteggiano in cielo
una miriade di stelle,
danzano per illuminare
volti innamorati e realizzare
sogni da sempre sperati.
Ci illuminano, nel buio pesto
della sera, m’appari scintillante
come una sirena, t’avvolgo
in un abbraccio.
A mani nude t’accarezzo
come soavemente stride
il vento sulla tua pelle.
Astri luminosi abbagliano
i nostri occhi sognanti
come teneri vecchi amanti
danziamo poco distanti tra le stelle.
S’annienta l’amaro alito del male
ci assalgono pace e tranquillità,
ed il nostro destino, nutrito d’amore eterno,
ci scalda come una coperta,
in una fredda sera d’inverno.

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