Oggi, 3 settembre, tre poesie di Giovanni Gulino, ALLA MIA BELLA SICILIA, INCIVILTA’, BEL PAESE
ALLA MIA BELLA SICILIA
Terra martoriata da stragi di mafia
mal disegnata dai libri di storia,
che riecheggiano alla memoria
un passato che nessuno
o quasi, ha mai dimenticato.
Dimenticata dai politici d’oggi
nonostante noi siamo nobili d’animo,
sempre pronti alla solidarietà
il nostro affetto per i turisti
in visita in Sicilia, mai mancherà.
Tutti i sacrifici dei nostri avi
sono stati però dimenticati,
gente che col suo lavoro ha dato la vita,
s’alzava presto la mattina partiva
non si sapeva se rincasava
e se viva restava.
Persone che davvero s’accontentavano
di tutto ciò che avevano,
senza mai desiderar di più
ma l’epoca oggi è cambiata
son cambiati i valori, e la gestione della vita
è diventata una difficile partita.
Tempo fa in televisione trasmettevano programmi educativi
sugli antichi mestieri di Sicilia,
così i giovani d’un tempo
potevano apprendere qualcosa d’istruttivo,
da tramandare ai loro figli e nipoti.
Sono orgoglioso d’esser siciliano
tante cose nell’isola, dovrebbero cambiare
se il nostro patrimonio vogliamo custodire e salvare.
INCIVILTA’
Nella nostra società regna
la più assoluta inciviltà,
mi trovo spesso ad andar in un bar
e trovo le macchine sostate
davanti al posto per i disabili
la gente incivile non sa mai dove sostar.
Nella vita esistono disabili nel corpo
nella mente, quelli cioè che non hanno rispetto
per gli altri, e non possiamo farci niente
io a queste persone non ho consigli da dar.
Una volta m’è stato detto
che troppe tutele ai disabili fanno male,
gli avrei voluto rispondere come un animale,
ma discutere con gli ignoranti a nulla vale.
BEL PAESE
L’Italia è denominata
bel paese, tutte le vergogne
del sistema politico italiano
le paghiamo noi, a nostre spese.
Tra il dire ch’essa è una bella penisola
che qualcosa in più dovrebbe funzionare
son due affermazioni diverse
che non devono esser fraintese.
Ogni tanto mi capita
di dover chiamare l’asp di Ragusa,
per richiedere visite domiciliari
ma dall’altra parte della cornetta
c’è sempre la musichetta
con la voce guida che dice attenda in linea.
Se al primo disservizio
avvertissimo le forze dell’ordine
faremmo prima, per i servizi pubblici,
nutro la più totale antipatia da parte mia.
Nel caso in cui si trattasse
d’una visita urgente, l’utente
potrebbe aver tempo di crepare
tanto sul posto di lavoro c’è di meglio da fare:
chiacchierare coi colleghi
e dei bisogni altrui te ne freghi.
