Per l’on.le Giorgio Assenza il cargo nell’Aeroporto di Comiso deve essere affidato ai privati

L’on.le Giorgio Assenza interviene sulla questione della creazione di una grande area cargo nell’aeroporto di Comiso.
Lo fa, principalmente, per significare l’esigenza che il cargo sia affidato ai privati, per evitare di cadere ancora negli errori che hanno visto la politica interferire pesantemente sul futuro dello scalo attraverso la scelta di vertici inadeguati e con scarse competenze specifiche che hanno limitato lo sviluppo dell’aeroporto e, conseguentemente del territorio.
Una precisazione dell’on.le che risulta non solo appropriata ma necessaria per evitare che persista ancora, per lo scalo, una condizione di immobilismo e di inferiorità che deriva dall’inconsistenza di una governance che ha mostrato limiti eccessivi per il ruolo rivestito.

Questo il comunicato del deputato comisano:

“Una grande area cargo nell’aeroporto di Comiso può essere un valore aggiunto per lo scalo e può rappresentare un volano importante per l’economia locale.
Ma il cargo deve essere al servizio dell’imprenditoria e dell’economia siciliana, non può avere un modello di gestione simile a quella attuale della So.A.Co”.
Il deputato regionale Giorgio Assenza, candidato all’Ars nella lista “Diventerà Bellissima”, è favorevole alla realizzazione di una grande area logistica e di una struttura per il trasporto delle merci nell’aeroporto.
Di recente, il comune ha affidato a Gianni Scapellato, manager aeroportuale, già direttore degli aeroporti di Rimini e Milano Malpensa, l’incarico di redigere uno studio di pre-fattibilità per la realizzazione dei servizi cargo a Comiso.

“Attualmente, in Sicilia, nessun aeroporto ha una struttura dedicata per il trasporto delle merci – afferma il deputato comisano – È bene che oggi si avvii questo percorso, dopo anni di silenzio.
L’ipotesi del cargo era presente già nella primissima fase del processo di riconversione dell’ex base Nato, e cioè nella redazione del progetto Konver.
Era presente anche nel progetto gestionale avviato dopo la realizzazione dello scalo.
Ma è stato inspiegabilmente abbandonato, o accantonato. Se avviato, e ben gestito, esso può costituire un volano importante per l’economia, soprattutto per il modo agricolo.
Permetterebbe di rafforzare la filiera, permettendo ai prodotti ragusani e siciliani di viaggiare verso altre città europee e di conquistare mercati europei.
Ma bisogna evitare che la parte pubblica abbia un’influenza eccessiva nelle scelte gestionali, come accade oggi per la società di gestione dell’aeroporto. Il modello di business deve essere affidato ai privati e deve essere finalizzato ad una gestione economica virtuosa: la presenza del pubblico deve essere limitata”.

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