L’on.le Minardo attenziona una problematica che attiene ai disabili, relativamente alle nuove norme del decreto sul reddito di cittadinanza.
Ancora una volta non ci si può esimere dal rilevare come tutte le associazioni di categoria che dovrebbero agire, costantemente, a difesa dei disabili, risultino assenti, di fronte a discriminazioni evidenti nei confronti dei disabili stessi.
L’on.le Minardo definisce il “decreto del reddito di cittadinanza” un ‘decreto della mortificanza dei diversamente abili’.
Si registrano, in questi giorni, sconforto e sconcerto fra le persone con disabilità e le loro famiglie a fronte delle aspettative deluse dal decreto su reddito e pensione di cittadinanza.
Per questo motivo l’on.le Nino Minardo ha chiesto al Presidente del Consiglio dei Ministri, Conte, e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Di Maio, di modificare il provvedimento che ignora in toto le esigenze di chi vive in una situazione di disagio.
Nel decreto, infatti, non sono previste misure appropriate per i disabili e nemmeno gli annunciati aumenti delle pensioni di invalidità, da 280 a 780 euro.
Non c’è traccia di ampliamento dei trattamenti assistenziali per questi soggetti: le famiglie con a carico un disabile, più o meno grave, saranno trattate alla stessa stregua di altri senza considerare che la disabilità è un fattore di impoverimento, di maggiore spesa, di ulteriore esclusione.
Ma c’è altro!
Non è comprensibile come mai nel computo del reddito, da considerare come limite di accesso al reddito di cittadinanza, dovranno essere conteggiate anche le pensioni di invalidità, cecità, sordità, oltre alle pensioni sociali.
Ribadisco che si tratta di un provvedimento mortificante per le persone con disabilità, per questo bisogna modificarne i contenuti avviando un serio percorso di reale inclusione e pari opportunità.
Il problema sollevato dall’on.le Minardo è sotto gli occhi di tutti, ma si percepisce una diffusa indifferenza, tra la gente, per le tante promesse elargite in campagna elettorale e completamente disattese dagli attuali protagonisti della politica italiana.
In altri paesi europei, per molto meno, nascono i gilet gialli, da noi nemmeno le associazioni che dovrebbero difender i disabili insorgono di fronte a palesi discriminazioni, ma anche i normodotati restano indifferenti di fronte alla marea di promesse non mantenute, ai proclami senza coperture e alle tante limitazioni che riducono le misure adottate a semplici operazioni assistenzialistiche e elettoralistiche, senza precisi ritorni per la crescita e lo sviluppo economico.
Ma su questo, anche la parte politica dell’on.le Minardo si rivela inadeguata e inefficiente per difendere il popolo, impegnata solo a difendere posizioni personali e interessi di bottega del leader oramai del tutto decaduto.
