Si possono leggere in altra parte del giornale gli intendimenti dell’on.le Digiacomo, Presidente della VI Commissione ARS, Affari Sociali e Salute, sulla questione nuovo ospedale di Ragusa.
Abbiamo apprezzato l’intervento dell’onorevole Digiacomo perché risulta preoccupante il silenzio sulla mancata apertura e sui tempi necessari perché il nuovo nosocomio possa diventare operativo, soprattutto dopo che, nel corso dell’audizione della commissione regionale sanità, era stata preannunciata l’istituzione di una sottocommissione della quale nulla più si è saputo.
Nell’odierno comunicato, l’on.le Digiacomo esordiva che “E’ un delitto tenere chiuso un ospedale come il Giovanni Paolo II per i comportamenti irresponsabili della direzione strategica dell’ASP di Ragusa”.
Aggiungeva: “è paradossale che per alcune carenze tecniche, per giunta rimediabili, si tengano i malati e gli operatori in strutture quelle sì antiquate se non fatiscenti.”
Annunciava che, su mandato dell’Assessore Regionale alla Salute Gucciardi, ha in programma di incontrare il Prefetto Librizzi per concordare con lei un piano d’interventi che veda pienamente coinvolti il sindaco di Ragusa, i Vigili del Fuoco , la Procura, la Guardia di Finanza, il Tribunale, l’Asp e i suoi tecnici, nonché l’Assessorato e la Commissione che si onora di presiedere, per “riprogrammare il trasferimento dei malati, rigorosamente senza alcuna cerimonia d’inaugurazione, con assunzione di responsabilità dell’intera classe dirigente, come avrebbe dovuto essere fin dall’inizio”.
“Tutto ciò – aggiunge ancora Digiacomo – non può rimanere sospeso nel limbo delle nomine palermitane, perché nessuno può espropriare d’un giorno il godimento di una struttura (tra le più moderne e più belle del Mezzogiorno d’Italia) per annacamenti e disimpegni vari.
Una struttura chiusa per carenze quantificabili in qualche decina di migliaia di euro e costata cinquanta milioni di euro. Se non si dovesse decidere di procedere in questo senso- conclude Digiacomo- mi troverò costretto, mio malgrado, a intraprendere azioni eclatanti, come fu per l’apertura dell’Aeroporto di Comiso”.
Inevitabile che il circostanziato messaggio del parlamentare comisano generasse speranze nel contesto del totale silenzio della classe politica e dirigente locale.
Per un attimo non si poneva attenzione alle questioni interne e alle rivalità politiche del Partito Democratico, che, in ogni caso, in molte sue espressioni, si deve considerare come la causa scatenante delle mancate immediate soluzioni per il disastro che la Direzione strategica dell’Azienda Sanitaria è riuscita a generare.
Purtroppo dobbiamo temere che le questioni interne del Partito Democratico, ben lungi dall’essere risolte, minacciano di allungare ancor ai tempi dell’apertura del nuovo ospedale, se i vertici regionali non riusciranno a mostrare carattere e autorevolezza per imporre di mettere fine a questa commedia.
Sulla questione interviene l’on.le Nello Dipasquale, parlamentare di Ragusa che, tramite un post pubblico sulla sua pagina facebook, che ha tutto il sapore e i connotati di un comunicato ufficiale, prende le distanze dall’onorevole collega e compagno di partito.
Questa la nota di Nello Dipasquale:
Ospedale di Ragusa: “No a nuove passerelle, i tecnici lavorino in serenità”
“Leggo da notizie di stampa che sull’apertura del Nuovo Ospedale di Ragusa qualcuno è tornato a chiedere ulteriori incontri per confrontarsi ancora sulla questione, coinvolgendo la Prefettura, la Procura e la Guardia di Finanza.
Un percorso che, insieme con tanti amici del Partito Democratico non possiamo condividere perché pensiamo che in questa fase i tecnici che stanno lavorando con grande impegno per risolvere i problemi in essere debbano seguire la strada già presa, così come la magistratura deve compiere la propria per conto suo.
Non sarà certo il mettere insieme i due momenti a velocizzare l’apertura del Giovanni Paolo II”.
Lo dichiara il parlamentare regionale del Partito Democratico, on. Nello Dipasquale.
“Seguo le vicende che riguardano la realizzazione del nuovo ospedale di Ragusa da quando ero sindaco – racconta Dipasquale – quando erano necessari alcuni provvedimenti propedeutici al funzionamento della struttura.
Da parlamentare regionale del Pd, poi, insieme ad altri esponenti del partito, ho seguito l’iter del finanziamento di otto milioni di euro ottenuti dal Governo regionale.
Con la stessa attenzione abbiamo seguito la questione delle gare di appalto bloccate all’Urega fino a quando non sono state sbloccate.
Così adesso siamo impegnati nel monitorare la situazione attuale e, a proposito di questo, il dr. Aricò ci ha informato lunedì mattina che la macchina è in moto e si sta procedendo speditamente per risolvere ogni problema.
In particolare si sta lavorando per sistemare, ad esempio, delle canalizzazioni di due sottostazioni elettriche; installare nuovi armadi per le macchine degli ascensori; si stanno sistemando alcune porte di accesso alle scale antincendio.
Insomma, c’è tanto lavoro da fare e qualcosa dovrà essere affidato all’esterno, ma per tutto ci vuole tempo”.
“Penso che opere dell’importanza del Giovanni Paolo II siano tali da richiedere il contributo in termini di impegno da parte di tutti – dice ancora Dipasquale – ognuno facendo la propria parte per quel che gli compete.
Ma se qualcuno cerca di far passare il messaggio che grazie a Tizio o Caio sarà ora possibile aprire l’ospedale prima del dovuto sta sbagliando atteggiamento perché l’aiuto è ben accetto da parte di tutti, ma non posso permettere che ci siano protagonismi e comportamenti da primo della classe che non servono proprio a nulla. Capipopolo e salvatori della patria la città di Ragusa già ne ha abbastanza”.
“Ho in realtà una brutta sensazione, ancora non del tutto chiara – aggiunge il parlamentare – è come se ci fosse stato qualcuno che abbia lavorato per rimandare l’apertura dell’ospedale utilizzando ogni strumento possibile, passando anche per una vera e propria campagna di delegittimazione dell’operato nel territorio, e che quello stesso qualcuno abbia poi cominciato a lavorare per diventare il capopopolo di chi l’ospedale lo vuole aprire”.
“Sicuramente ci saranno stati dei problemi e se qualcuno ha sbagliato ne risponderà nelle sedi opportune, ma basta passerelle – conclude – ce ne sono state già troppe”.
Palermo, 26 luglio 2017
On. Nello DIpasquale
Parlamentare regionale PD
Come andrà a finire, è tutto da scoprire, l’importante che ai tempi necessari per riparare alle inefficienze e alle incompetenze non subiscano ulteriori dilazioni per le beghe interne del Partito Democratico che mostra, ancora una volta, come manchi l’autorevolezza di dirigenti e leader in grado di evitare questi spettacoli
