L’ubriacatura del potere, il delirio di onnipotenza

C’è un assessore della giunta Cassì che ha fretta di raggiungere sindaco e colleghi per imbucarsi sul barcone che porta la Madonna in processione a Marina di Ragusa.
Non trova di meglio che parcheggiare la sua auto, quella che guida normalmente ogni giorno, dietro l’edificio scolastico di via Brin, sotto la famosa piazzetta di via Genova, a pochi passi dall’ingresso posteriore della sede dei Vigili urbani.
Parcheggia nello spazio riservato alle motociclette e già questa infrazione, commessa da un assessore, è grave ma non basta: consapevole che l’infrazione possa essere sanzionata, fra l’altro a pochi passi dalla sede della Polizia Locale, pensa bene di mettere sul cruscotto un ‘pizzino’ con su scritto “Ass. …………… “e un numero di cellulare (che corrisponde a quello dell’amministratore in questione).
Quindi, non solo l’infrazione, ma la consapevolezza della stessa porta a escogitare una sorta di avviso, di avvertimento ai vigili per segnalare di chi è l’autovettura e, se occorre, sincerarsene.

Siamo all’ubriacatura del potere, al delirio di onnipotenza, soggetti che, per ora, amministrano Ragusa e ritengono di poter fare quello che vogliono.
Ci può stare che si lasci la vettura in divieto di sosta, ci può stare che un assessore sia consapevole dell’infrazione, a patto che la stessa non costituisca intralcio alla circolazione ma che si possa non solo pensare ma mettere in atto l’avviso ai vigili, nel tentativo di evitare la multa, con tanto di “firma”, lascia del tutto basiti.

Del caso abbiamo documentazione fotografica dettagliata, che abbiamo anche inoltrato, non ufficialmente, a qualche amministratore e a diversi consiglieri comunali e quello che ci ha colpiti è l’assenza di totale di reazioni, quasi voler sminuire, a non voler considerare l’accaduto che, in un ordine normale delle cose, esigerebbe le dimissioni dell’assessore o la richiesta di dimissioni.

All’assessore che modifica la viabilità nella strada dove abita la sorella, abbiamo aggiunto l’assessore che ha dato del “coglione” a quattro consiglieri comunali, dei quali due donne, in sala giunta, alla fine di una riunione di maggioranza. E non è successo nulla.
Come, pensiamo, non succederà nulla, anche in questo caso che, fra tutti, è il più grave, non per l’infrazione commessa ma per l’avvertimento tramite “pizzino” che fa trapelare una gestione del potere di carattere paramafioso.
Ma quello che ci impressiona di più è l’assenza di reazioni da parte di chi dovrebbe reagire in maniera ferma e decisa.

Un dato che va riferito è che pare l’autovettura sia stata contravvenzionata, segnale del rigore dei vigili ma anche della mancanza di autorevolezza dell’assessore che nemmeno è stato considerato. Se c’è la multa, andrebbe verificato il pagamento.

Ultimi Articoli