È uno dei soliti progetti per i quali piovono fondi della Regione e dell’Unione Europea, buoni per lo sviluppo economico di chi organizza e di quanti hanno l’opportunità di lavorare per qualche giorno.
Encomiabili gli obiettivi del progetto, forse più adatto ad altri territori marini: cura dei luoghi del territorio ibleo, soprattutto quelli marini, preservare le specie ittiche neglette del Mediterraneo e incentivarne l’utilizzo in cucina, dando il giusto merito alle marinerie locali.
Un percorso di consapevolezza ideato dal Comune di Ragusa che, forse non ha quella di comprendere che nel nostro breve tratto di costa, dalla foce dell’Irminio a Casuzze non c’è marineria locale, solo qualche barchetta e solo pescatori da diporto e amatoriali
Anche puntare su un piano di comunicazione efficiente e incisivo, ancora tutto da scoprire e coinvolgere chef della Sicilia sud orientale, che hanno a cuore i pesci poveri e nelle loro cucine hanno promosso un’azione solida di sostenibilità, di conversione, di ideazione e di utilizzo di questi tesori del mare, non sempre conosciuti o spesse volte non considerati ‘all’altezza’ sembra sprecato in un territorio senza la cultura e la tradizione gastronomica del pesce, in provincia solo a Pozzallo e Scoglitti si può parlare di cultura gastronomica del pesce, in ogni caso anni luce distanti dalle eccellenze di Catania, Messina, Siracusa, Marzamemi, per non parlare delle eccellenze della parte occidentale dell’isola.
Peraltro, dalle nostre parti, come se ne parla spesso quando si tratta di turismo, fino all’ultimo incontro per l’aeroporto, la speculazione sugli ospiti, locali e turisti, per un primo a base di pesce o per una semplice insalata di mare, sconsiglia di avventurarsi per pranzi o cene a base di pesce.
Non mancherà il salotto, tanto caro agli assessori ragusani, ci sarà, ad ottobre “una intensa e produttiva Giornata di Studi”, con docenti universitari, studiosi, chef, produttori e esperti della comunicazione che faranno il focus sul tema, cercando di fornire indirizzi precisi al consumatore per un sano e produttivo utilizzo di queste specie del Mediterraneo.
L’amenità del sindaco, o di chi ha scritto il comunicato, ma sempre amenità del sindaco resta, l’incipit del suo intervento: “Nei nostri territori sono attive importanti marinerie … “
Ci è sembrato di rivivere il post del sindaco che, affacciato dal balcone di palazzo dell’Aquila vedeva Piazza Poste brulicare di gente
Peraltro, è un dato certo, il pescato presente, per buona parte, viene da fuori provincia, i ristoranti importanti hanno fornitori esterni, anche perché non utilizzano pesce negletto.
Gustare e avere sulle nostre tavole pesce nostrano è certo un impegno morale, ma si dovrebbe sapere dove acquistarlo.
Cionondimeno, l’amministrazione crede profondamente nell’utilizzo per la cucina di pesce nostrano e intende sostenerlo e valorizzarlo per divulgare conoscenza, competenza e sostenibilità.
Non possiamo esimerci dal rilevare come, dopo il recente ingresso in Forza Italia, si azzardi a parlare di pesce povero, mentre dovrebbe documentarsi su pesce di eccellenza, perché quando il solito amico lo porterà al cospetto della famiglia Berlusconi, dovrà adeguarsi ai lussi e all’alimentazione delle ville brianzole, ancorché il suo assessore Iacono lo possa criticare per cibi poco salutistici e senza gli omega 3 necessari per una corretta alimentazione.
