L’ultima trovata della propaganda di palazzo

Sarà frutto di una nuova intelligente strategia di comunicazione, un manifesto, per ora pubblicato solo sui social, dove c’è una rassegna delle ‘azioni’ dell’amministrazione nell’ultimo trimestre.
Si comprende l’esigenza di propinare all’opinione pubblica, soprattutto con l’avvicinarsi delle prossime consultazioni comunali, una sintesi dell’attività dell’amministrazione, soprattutto nel momento in cui, dopo quattro anni di attività, comprendiamo anche la campagna elettorale, poco si è visto di concreto.
Si fanno già i nomi di possibili competitor illustri, si teme per quelli che andrebbero coprire naturalmente, per le loro competenze, le enormi défaillance in determinati settori.
Giustificata, quindi, l’esigenza di fare sintesi su quello che si è fatto, ma un elenco che, per gli addetti ai lavori, dovrebbe essere scontato, non bisognevole di lettura, non richiederebbe attenzione, se non fosse che già, questa amministrazione ci ha propinato, nel 2018, un programma elettorale quasi del tutto ignorato e disatteso, se non per alcune voci.
Facciamo una analisi di questi manifesti, siamo già al secondo, per il trimestre ottobre dicembre, dopo quello di luglio settembre.
Avanziamo, per l’ultimo manifesto, le stesse riserve che c’erano per il primo, che avevamo addebitato ai fisiologici limiti di chi, possibilmente, inventa queste trovate.
Quando si pubblica un documento di questo genere, non è una intervista estemporanea, dove si può dire e può scappare di tutto, sono parole che restano e, soprattutto, come faremo rilevare alla fine, sono silenzi che pesano. In politica è meglio dire solo la verità e dire cose sensate.
Nel manifesto sono citate molte opere pubbliche, chiodo fisso del sindaco, per tutte viene ignorato il lavoro dell’assessore, che, peraltro, è saldamente chiuso nella ristrettissima cerchia di intoccabili del primo cittadino.
Se si parla di azioni dell’amministrazione a proposito di progetto, di finanziamento, di consegna dei lavori, di consegna dell’opera, queste due ultime quando concretizzate – consegna dei lavori qualcuna, consegne delle opere al momento assai limitate – si bara, l’azione dell’amministrazione è per l’opera, non è una azione che può essere richiamata ogni trimestre.
Così il progetto per l’area dello scalo merci non può essere portato appresso come uno zainetto e mostrato ogni trimestre, così per il sentiero che porta dal santuario della Madonna delle Grazie al cimitero centrale, lungo il costone del Patro.
Non possono essere considerate azioni dell’amministrazione i finanziamenti, statali o regionali, soprattutto in un momento in cui piovono a pioggia su tutti.
Incontestabili i buoni rapporti con le istituzioni, l’efficienza progettuale degli uffici che si fanno trovare pronti, le capacità di intercettazione dei finanziamenti, che non mancano, però, nemmeno in altri comuni meno virtuosi. Ricevere un finanziamento non è azione, è azione di chi lo eroga.
Azione non è l’allargamento del marciapiede di viale Colajanni, ancora in corso, peraltro, discutibilmente, nel contesto dei lavori di connessione di una ipotetica futura fermata della metroferrovia alla via.
Non c’è azione nella classifica della qualità della vita pubblicata dal Sole 24 ore, dove, peraltro, siamo al posto 87, con la perla dell’ultimo posto per il trasporto pubblico urbano, dove non solo non c’è azione ma c’è anche paralisi.
Azioni non sono i bandi per via del Mercato, o per i lotti della zona artigianale, che vanno deserti e, per qualcuno di essi, perpetuati da anni senza risultati.
Azioni non sono i sostegni alimentari alle famiglie bisognose, erogati dallo stato e dalla regione per la pandemia, l’azione è degli uffici che svolgono il loro lavoro, normale, una boutade fare passare gli aiuti come esclusivi per un comune virtuoso per aver rendicontato regolarmente la prima tranche. Questo era previsto dalla norma e la norma è stata semplicemente applicata.
Il primo della classe si distingue per le sue eccellenze, non per le deficienze dei più scarsi.
Vantare l’immissione in città dei contenitori per oli esausti, dopo tre anni e mezzo di amministrazione, durante i quali non si sa che fine hanno fatto gli oli esausti di migliaia di famiglie, è pura propaganda.
Vantare l’avvio del potabilizzatore di Camemi e dire alla prima occasione che l’erogazione dalla diga è contingentata al periodo estivo, fa sorridere.
Come per i finanziamenti, il riconoscimento di capacità amministrativa, che è poi degli uffici e dei dirigenti, non è azione dell’amministrazione.
Quando si vanta, poi, l’economicità del servizio di mensa scolastica, non ci si può esimere dal sentire la mancanza, nel manifesto, di un solo cenno agli assessori che, con la loro attività, sostengono e mantengono in vita questa amministrazione, allo stesso modo come con il loro prestigio e consenso e seguito la portarono a Palazzo dell’Aquila.
Le vere azioni di questa amministrazione le fanno e le hanno fatte, tanto per citare qualcuno, gli assessori Iacono e Barone.
Iacono ha portato il Comune a livelli di eccellenza per i bilanci, per il verde pubblico, per la digitalizzazione dei servizi tributari, per la mensa scolastica di altissimo livello qualitativo, e per altri settori fondamentali di competenza, facendo emergere, con chiarezza, che ritardi in taluni interventi erano dovuti solo alla mancanza di fondi che impediva di intervenire con sollecitudine.
Le azioni si riconoscono subito, senza bisogni di manifesti, come nel caso dell’attività dell’assessore Barone acclarata dal sempre crescente consenso in città, frutto di un lavoro attento, ininterrotto e mirato alle vere esigenze della comunità e dei vari settori di essa.
Piuttosto, nel manifesto è assordante il silenzio su soggetti come l’architetto Nuccio Iacono, emarginato nella sua enclave all’interno del Castello, indiscutibile pensatore, creatore e bombola di ossigeno del Museo del Costume, un soggetto che si rendesse libero di ‘azioni’ farebbe, come si sul dire, ‘ballare i tavolini’.
Infine, potemmo chiedere perché non si è parlato delle AZIONI per l’ecomuseo, per gli orti urbani, per lo sviluppo economico e il risveglio del centro storico, per il trasporto pubblico urbano, per le contrade e le periferie, per gli impianti sportivi, alcuni dei quali, si dice, cadono a pezzi.
Speriamo solo che il primo cittadino accetti questi rilievi e non telefoni, invece, al direttore di questo giornale, o blog spazzatura, come lo definisce qualcuno per sminuirlo.

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