Manca l’acqua…ma quando viene giù ne abbiamo troppa

Quasi un paradosso, manca l’acqua in diverse zone di Ragusa, per guasti e perdite delle condutture, passa qualche giorno prima che gli impianti vadano in pressione, la gente si lamenta, nel contempo viene giù la bomba d’acqua e vengono fuori tutte le discrasie di un apparato di deflusso delle acque piovane che risente degli anni e della enorme espansione abitativa a monte della città, oltre che, naturalmente, della eccezionalità degli eventi atmosferici che, non solo nella nostra città, provocano enormi disagi.
Nonostante l’assessore al ramo, Giuffrida, con una nota, abbia chiarito come l’amministrazione si è mossa per arginare il fenomeno degli allagamenti in città, con opportune progettazioni, c’è chi come Angelo la Porta, Presidente di Territorio di Marina di Ragusa, non tralascia occasione per pungolare la Giunta, colpevole, secondo l’ex consigliere comunale, di mancati interventi risolutivi e di scarsa attenzione per il completamento di opere importanti.

La crisi idrica dei giorni scorsi, dovuta a guasti per i quali, comunque si è prontamente intervenuto, ha fatto scrivere a La Porta: ““Registriamo la totale incapacità e inefficienza dell’amministrazione Cassi dinanzi ad un problema così grave, sono innumerevoli le istanze dei cittadini e degli operatori commerciali e di titolari di strutture ricettive che lamentano la penuria del prezioso liquido. La carenza dell’acqua si registra ovunque: dal centro storico all’immediata periferia. Il problema dell’approvvigionamento e fornitura d’acqua alle zone costiere (e non solo) va pianificato e risolto attraverso una programmazione di medio-lungo periodo”.
La Porta si sofferma anche sulla millenaria storia del potabilizzatore di Camemi, ancora non sfruttato per le sue potenzialità: grande incompiuta dell’amministrazione grillina e, ora, secondo La Porta, anche dell’amministrazione Cassì: “Un’opera di fondamentale importanza. Che potrebbe risolvere gli annosi problemi legati alla carenza d’acqua a Marina di Ragusa e nelle contrade lungo la “provinciale 25”, Ragusa mare. Manca l’ultimo tassello: il collegamento tra la vasca di accumulo e l’allaccio della condotta del consorzio. Nella vasca di 270 metri cubi, già realizzata, dovrebbe essere convogliata l’acqua del pozzo del Consorzio di Bonifica per raggiungere Contrada Gaddimeli a Marina. Il progetto prevedeva anche la realizzazione, in prossimità dei villaggi esistenti, nel tratto Camemi – Marina di Ragusa, delle derivazioni per consentire successivamente gli allacci alla rete idrica. Alla prima vasca se ne dovevano aggiungere altre due della stessa capacità di quella di accumulo.
Come ci ha insegnato la storia recente, pensiamo che, anche su questo, con tutti gli accorgimenti necessarie e le inevitabili lungaggini burocratiche, l’assessore Giuffrida saprà intervenire.

E in tema di deflusso delle acque meteoriche, è stato interessante l’intervento dell’assessore, in aula, nel corso della seduta del consiglio comunale, intervento ribadito anche nell’intervista rilasciata all’emittente Teleiblea.
Pochi semplici concetti, espressi in maniera chiara, per spiegare la genesi di questi fenomeni, aggravati dall’eccezionalità degli eventi atmosferici.
Giuffrida ha evidenziato come i problemi sono vecchi e l’amministrazione Cassì è quella che, finalmente, sta intervenendo.
Due terzi della città scaricano in via Archimede, è normale che in casi eccezionali si possano verificare situazioni particolari, quando il flusso di acque si concentra in pochi minuti.
Peraltro, la conduttura che scarica da viale dei Platani è molto più grande di quella della via Archimede, un dettaglio tecnico dovuto alla progettazione dei decenni precedenti.
Per la parte bassa di via Archimede due i progetti in itinere finalizzati a captare, a monte, le acque che arrivano in basso, un collettore di captazione nella zona di piazza Croce che dovrebbe convogliare le acque verso il collettore del piazzale della Polimeri Europa, nella vecchia zona industriale, un altro all’altezza di via Ducezio per convogliare le acque, anche queste alla Polimeri Europa, mentre per ora il collettore si interrompe nella zona del parcheggio retrostante la questura.
Una amministrazione che non tralascia di attenzionare le problematiche della città, nessuno dorme, nella sostanza il problema è dei tempi degli interventi dovuti alle strategie della giunta.
Sono scelte del tutto legittime, secondo alcuni indice di buona amministrazione, ma che richiedono tempi lunghi, durante i quali vanno subite le emergenze.
Sono scelte dell’amministrazione ma che dovrebbero essere meglio illustrate alla città che potrebbe non condividere: per interventi corposi di questo tipo, l’assessore ha detto che si dovrebbe sventrare mezza città per risolvere tutti i problemi, si dovrebbe intervenire subito.
Le somme occorrenti dovrebbero essere ricavate dal bilancio comunale o accendendo dei mutui, e il Comune di Ragusa avrebbe la capacità finanziaria di poterlo fare.
Questa amministrazione, invece, preferisce ricorrere specifici bandi per il dissesto idrogeologico, bandi nazionali, appositamente previsti, che lasciano intatta la capacità finanziaria dell’ente ma che, inevitabilmente, richiedono tempi lunghi per tutto l’iter necessario.
In pratica il Sindaco invece di mettere mano alla casse comunali o di indebitare l’ente, aspetta che piovano i finanziamenti dallo Stato o dalla Regione.
Fa bene ? Fa male? Ai posteri l’ardua sentenza e, soprattutto, agli elettori.

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