Mance e mancette da Palermo, la polemica non accenna a spegnersi

Da più di un mese si parla delle erogazioni della Regione Siciliana a favore di alcuni comuni, le polemiche, invece di placarsi, si ravvivano ogni giorno.
Ammettiamo di percepire molta confusione, creata, forse, ad arte, per confondere le idee. Il Comune di Ragusa è direttamente interessato in quanto beneficiario di una erogazione di 25.000 euro, così come era stato annunciato, sulla stampa, circa i 175 mila euro che arrivavano in provincia di Ragusa, attraverso gli emendamenti presentati dall’onorevole Ignazio Abbate alla manovra finanziaria approvata all’ARS.
Si era intorno alla metà del mese di novembre e si leggeva che “per la realizzazione di interventi e programmi di promozione turistica, culturale e sociale, l’assessorato Sport, Turismo e Spettacolo erogherà un contributo straordinario per l’esercizio finanziario 2023 relativamente al Natale a Modica (75 mila euro), a Scicli (25 mila), a Ragusa (25 mila), a Pozzallo (25 mila) e a Ispica (25 mila)”
Ne dava notizia appunto l’onorevole Abbate subito al termine della discussione in Aula che aveva sancito la concessione di questi fondi. Dovevano servire a sovvenzionare manifestazioni importanti per le imminenti festività natalizie. Erano stati, secondo Abbate, i rappresentanti (indicati in maniera generica NdR) dei comuni a esternare ad Abbate, negli ultimi tempi, stante le difficoltà economiche vissute dagli Enti Locali, la loro volontà di organizzare eventi di un certo rilievo per incrementare la presenza turistica e per continuare tradizioni culturali e sociali imprescindibili nel periodo natalizio”.
Per Ragusa, si aveva conferma dell’arrivo di questi fondi, forse, nel frattempo, ma successivamente all’annuncio di Abbate, richiesti con apposita istanza al competente assessorato regionale dall’amministrazione, da una nota della consigliera comunale Rossana Caruso, eletta nella lista di Partecipiamo ma notoriamente assai vicina all’on.le Abbate.
La consigliera Caruso, con la collaborazione del collega Federico Bennardo, nel frattempo segnalato all’on.le Abbate come elemento di valore, da tenere in considerazione, da importanti ambienti a livelli regionale, si preoccupava, con un comunicato stampa, di rendere noto l’apposito decreto di finanziamento che era pervenuto al Comune di Ragusa, sulla base del provvedimento “fortemente voluto dall’onorevole Ignazio Abbate”
I due consiglieri si autodefinivano, nella nota, “portavoce del fondo destinato alla città di Ragusa” e si mostravano, in maniera mal celata, come i decisori delle destinazioni dei fondi arrivati.
“Un significativo finanziamento – scrivevano – che ci consentirà di creare un’atmosfera festiva e coinvolgente per i nostri cittadini, promuovendo la condivisione di gioia e solidarietà su tutto il territorio comunale. I fondi, infatti, ci hanno consentito di finanziare delle iniziative a cui tenevamo e che, per lo più, potessero coinvolgere le associazioni cittadine che si occupano di disabili minori, ponendo anche l’attenzione verso quelle zone del nostro territorio che avrebbero avuto meno rilevanza.
Tra le iniziative, un concerto con il coro polifonico “Enarmonia” presso la parrocchia San Giovanni Maria Vianney in contrada Puntarazzi; lo spettacolo evento “Il tuo Re viene” organizzato dal “Centro cristiano Emmanuel Onlus”; la decorazione di 54 lampioni che simbolicamente collegheranno via Roma a Ibla attraverso la scalinata di Santa Maria delle Scale con fili di luci che si alimenteranno attraverso energia solare; l’acquisto di due abeti, uno da allestire in piazza Pola e uno per il porto turistico di Marina di Ragusa, che saranno poi ripiantumati; lo show cooking “Il Natale più Dolce che ci sia” organizzato dall’associazione per disabili adulti “Alba Chiara Ragusa” ed il presepe realizzato dai ragazzi di “Casa Rosetta”.
E, ancora, la cerimonia di accensione dell’albero di piazza Pola a cura del Cav, in nome di tutti i bambini e le bambine nati a Ragusa nel 2023. Infine, doppio appuntamento con l’intrattenimento di Massimo Garaffa e i suoi strumenti tipici a Marina di Ragusa e un concerto a cura dell’associazione culturale musicale “San Giorgio 1892” a San Giacomo”.
I due consiglieri concludevano la nota ringraziando “l’amministrazione comunale e la Regione Siciliana rispetto a cui ci siamo posti come interlocutori in queste settimane di lavoro.”

Questa lunga premessa per far capire di cosa si sta parlando, non si vuole andare alle polemiche scaturite nell’ultima seduta di consiglio comunale, quando, molto tempo dopo l’erogazione del finanziamento e dopo che i fondi non solo erano stati destinati ma addirittura utilizzati da qualcuno dei destinatari, si è sottoposta all’approvazione del civico consesso la variazione di bilancio per accogliere questi fondi.
Non si vogliono nemmeno cogliere i tentativi di qualcuno delle opposizioni di far emergere il ruolo della collega fedelissima di Abbate nelle scelte degli eventi da finanziare con questi fondi e le contraddizioni relative emerse dalle dichiarazioni del sindaco che asserisce di aver rivolto apposita istanza per questi fondi.

Ciò che oggi riporta alla ribalta la questione di questi fondi, definiti, a Palermo, ‘mancette’, è l’intervento dell’on.le Ismaele La Vardera, esponente di spicco della componente politica di Cateno De Luca, all’Assemblea Regionale Siciliana.
Al centro dell’attenzione il fatto che questi fondi non sono stati distribuiti uniformemente a tutti i comuni, a seguito delle istanze ricevute e valutate ma solo ad alcuni: evenienza confermata dalle dichiarazioni dell’on.le Abbate, della prima ora, che parlava solo di cinque comuni dell’area ragusana. E nel suo intervento, l’on.le La Vardera fa, appunto, riferimento, fra l’altro, proprio ai comuni iblei destinatari delle somme.
La Vardera parla di questo articolo 4 che ha destinato “contributi a favore dei comuni, per rafforzare la coesione sociale” e si rivolge ai sindaci dicendo: “RIBELLATEVI” e aggiunge: “dovete avere il coraggio di non elemosinare quello che vi spetta di diritto, non dovete chiedere pietà all’interno degli assessorati, magari favoriti da qualche amico. Ci sono state elargizioni senza logica e senza criterio, “MI RIFERISCO ALL PROVINCIA DI RAGUSA” – dice- Modica , per non fare nomi, non si può dare discrezionalità ai vari assessorati, questa è una norma da rivedere, alle autonomie locali, evidentemente, ci sono sindaci di serie A e di serie B, se sei sindaco amico degli amici puoi avere soldi, se non hai santi in paradiso puoi morire.”
“ANCI, ribellatevi, scendete in piazza, c’è una operazione al ribasso per i siciliani, senza rispetto per le diseguaglianze, solo questione di amici, di santi in paradiso. Dovete alzare le barricate, di fronte a queste norme di contenuto indefinito, rafforzamento della coesione sociale vuol dire tutto e non vuol dire niente, si creano le condizioni per quella ricerca del consenso poco trasparente.
La norma dell’articolo 4 è un aborto per la democrazia pura, uno schifo, una vergogna.”

L’intervento dell’on.le La Vardera ha un profondo significato politico e teorizza quale dovrebbe essere il comportamento dei sindaci davanti a questo tipo di manovre: quello che in questa sede vorremmo capire è quale sarebbe l’atteggiamento sulla questione dei due rappresentanti della stessa componente politica di La Vardera, il consigliere comunale Saverio Buscemi, che è anche coordinatore a livello provinciale del movimento partito di De Luca, e l’assessore Distefano che fa parte della giunta Cassì.
Peraltro, non si deve dimenticare che il Buscemi aveva fatto espresse dichiarazioni finalizzate ad un chiarimento per la presenza in maggioranza dei cosiddetti cuffariani, chiarimento del quale non ha più reiterato la richiesta.
Ora c’è questa presa di posizione forte dell’on.le La Vardera, esponente di spicco dell’area De Luca, che si rivolge, segnatamente, ai sindaci della provincia di Ragusa che hanno ricevuto questi fondi.

Sarebbe interessante capire se i due deluchiani condividono la posizione del loro deputato regionale o sono dalla parte di Cassì che ha accettato la regalia, più o meno sollecitata e perorata dalla consigliera di riferimento dell’on.le Abbate, già bersaglio degli strali di Buscemi. Fra l’altro, c’è un post di Buscemi che invita ” ad ascoltare assolutamente” il video di La Vardera, ci dovrebbero essere, quindi, azioni conseguenziali nei confronti di Cassì, anche a rischio di un calcio in culo, come sollecitato, a suo tempo, da De Luca.
Sarebbe allucinante che da una parte si inviti ad ascoltare il video di La Vardera e, dall’altro, non si sollevi la questione nei confronti del Sindaco di Ragusa che dei fondi ha approfittato, peraltro con la condivisione in giunta, se non era assente, dell’assessore Distefano.

E l’on.le De Luca, quale posizione prende sull’intervento di La Vardera? Lo condivide? E sulla situazione di Ragusa è, eventualmente coerente o ha le papille olfattive euforizzate dal profumo del consenso di Cassì che potrebbe tornare utile per le regionali?

Se tutto è solo teatrino politico, ditelo, capiremo che è meglio disinteressarsi di queste faccende squallide in termini di coerenza politica, forse destinata solo alla conservazione delle poltrone.

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