Alcune riflessioni della candidata di Territorio al Consiglio comunale a sostegno di Riccardo Schininà, Maria Licitra, sul ruolo del consigliere comunale:
“Ho scelto di candidarmi al Consiglio comunale di Ragusa, nella lista di Territorio, a sostegno del candidato sindaco Riccardo Schininà perché ritengo che la città abbia bisogno di un cambio di passo, come lo stesso attuale sindaco ha più volte espresso in alcuni suoi discorsi.”
È Maria Licitra che lancia un appello agli elettori a sostegno della sua candidatura e a quella di Riccardo Schininà, spiegando quelli che saranno i principi ispiratori della sua azione politica.
“Non ho la presunzione di arrogarmi compiti che non sono di pertinenza del consigliere comunale, non avrò la banalità di diffondere comunicati solo per avere visibilità, ma resterò fedele al compito istituzionale di controllo e verifica degli atti e dell’azione amministrativa, siano essi del mio candidato sindaco o di altri sindaci.
Ci sono, per la città, delle priorità che il prossimo sindaco si ritroverà sul tavolo, delle priorità che, spesso, al momento, sfuggono, perché siamo travolti, tutti, per primi i candidati, da tematiche grandi, importanti, che sembrano avere eco fra la gente.
Ma la gente, la massa degli elettori non di cosa si parla quando mettiamo sul tavolo transizione digitale, piano particolareggiato e sportello Europa: la gente vuole sapere se potrà posteggiare l’auto sotto casa, vuole trovare l’altalena funzionante alla villa, vorrebbe pagare meno TARI dopo tanti sforzi per la differenziata, vorrebbe girare in città con un servizio pubblico efficiente.
Peraltro, i grandi temi offriranno risultati fra decenni, abbiamo visto che l’ultima amministrazione ha immaginato e ha messo tante opere in cantiere che non si sa nemmeno se andranno in porto nell’arco dei prossimi 5 anni.”
Riflette, allora, Maria Licitra, sulle priorità che debbono essere al centro della nuova attività amministrativa.
“Si vuole fare del turismo una importante colonna dell’economia locale (non sarà mai la colonna portante rispetto ai settori classici del territorio), occupiamoci dell’utilizzo della tassa di soggiorno, vediamo come destinarla per avere un ritorno, anche l’attuale sindaco ha ammesso che, negli ultimi anni, è stata spesa male e la colpa non è solo sua ma della giunta e dei consiglieri comunali che hanno approvato i piani di utilizzo.
Si parla di efficienza della macchina amministrativa ma non si sa nulla di quei filoni di indagine che, come titolavano i giornali, riguardava diversi settori del Comune nonché lo stesso primo cittadino.
Ci saranno da capire tante cose, perché il tanto vantato impianto di via delle Sirene è costato il doppio di quanto preventivato ed è rimasto senza club house, che fine hanno fatto le iniziative che dovevano sfruttare il comodato gratuito per i locali di Ibla, di via del Mercato e dell’ex macello, perché restano chiusi la vallata Santa Domenica e il parcheggio di San Paolo, perché non si pensa di completare il parcheggio di piazza del Popolo, rendendo funzionali anche i due piani chiusi e sfruttarne le potenzialità, per esempio, per svuotare piazza Libertà?
Se le prerogative, peraltro quasi uniche, del consigliere comunale, sono quelle di verifica e di controllo dell’azione amministrativa, si dovrà fare luce su tante questioni ammantate da una coltre di nebbia: cosa si sa di tutte le manovre, fino all’ultima transazione, con la ditta Busso, di servizi aggiuntivi, di compensazioni, di sanzioni non applicate o applicate e annullate dal tribunale?
Quale il contenzioso con SISOSTA, quali i motivi e quali i tentativi di accordo?
Nulla si è potuto mai sapere delle reali trattative per Palazzo Tumino, che hanno portato ad un nulla di fatto, nulla si è potuto sapere dei rapporti, interrotti, con l’architetto Grasso Cannizzo per il progetto sull’area dell’ex scalo merci: perché si sono interrotti i rapporti? Quanto del progetto dell’architetto, regolarmente consegnato e pagato, fa parte dell’attuale progetto?
Di queste i consiglieri comunali in carica si sarebbero dovuti occupare, e di molte altre, l’inefficienza e l’inefficacia della loro azione è evidente, solo per le tante risposte che mancano, se i candidati a sindaco ritengono opportuno un cambio di passo e l’elezione di un nuovo sindaco, penso sia legittimo auspicare un profondo rinnovamento anche per l’assemblea cittadina che non dovrà costituire più un esercito di fedelissimi del sindaco in carica, e di aspiranti tali, ma un Consiglio comunale rinnovato, competente, dedito al bene comune e non alla cura del proprio orticello per galleggiare e fare galleggiare la città.
