Sarà l’aria di mare, ma a Marina di Ragusa gli intoppi e i flop dell’amministrazione Cassì cominciano a diventare numerosi.
Dal parcheggio di via Escrivà, nella stagione scorsa, fallimento epocale della strategia di mobilità alternativa, all’impianto di via delle Sirene i cui costi, ormai, sono fuori controllo e non ci sono certezze per la consegna della struttura sportiva, dell’allargamento della prima pista ciclabile non c’è nemmeno l’ombra, la stagione può dirsi avviata ma della ZTL non si sa nulla.
Ma la crepa più evidente delle strategie dell’amministrazione è la mancata ultimazione dei lavori per la prima parte del lungo mare Andrea Doria, l’ennesima storiella che qualcuno ha messo, stamattina, in riferimento al grande Totò.
Una ordinanza del 21 marzo, richiesta dal Direttore dei Lavori, come recitava il comunicato stampa del Comune, chiedeva di regolamentare la viabilità e la sosta fino al 30 maggio.
Erano sorte delle polemiche, animate dai commercianti del primo tratto del lungomare in particolare, ma anche da residenti, per dei lavori che avevano inizio in un periodo sbagliato. Molti avrebbero ritenuto opportuno iniziare dopo l’estate, per limitare i disagi.
Il Sindaco Cassì e l’assessore Giuffrida, che in quanto a errori nell’attività amministrativa, contende la palma del più bravo alla collega dello Sviluppo Economico, si sono intestarditi per questo primo stralcio dei lavori, assicurando che entro la fine di maggio i lavori sarebbero stati conclusi.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti, il cantiere è ancora aperto e, da quello che è sotto gli occhi non si può dire nemmeno che è ai titoli di coda.
Inevitabile non pensare alla supponente sufficienza dell’assessore Giuffrida quando replicava alle critiche per la scarsa presenza di operai nel cantiere, almeno fino a Pasqua: adduceva lentezze fisiologiche nell’avvio dei cantieri, anche per le verifiche delle reti sottostada, una di quelle tante storielle a cui Giuffrida ci ha, ormai abituato, come per l’impianto di via delle Sirene, come era stato per piazza del Popolo e per tante altre criticità del settore lavori pubblici e urbanistica.
Comprendiamo che l’elemento è all’interno del cerchio magico del sindaco Cassì, ma, ancora una volta vengono sottoposte, all’attenzione della gente, situazioni particolarmente imbarazzanti.
Non si possono dare assicurazioni e date sulla fine dei lavori, quando non ci sono nemmeno elementi per poter giustificare il ritardo, non ci vengano a parlare di ritardi nella consegna dei materiali o altre castronerie su cui molti marciano.
Nel settore dei lavori pubblici, dove peraltro si riscontrano ‘casi’ particolari, impianto di via delle Sirene, sentieri storici, piazza del Popolo, consulenze legali per il piano regolatore, ci sono ritardi epocali che si aggiungono a quelli in tema di urbanistica e piano regolatore. Proprio in questi giorni, avviati i lavori di efficientamento energetico della piscina comunale, una eterna incompiuta dove c’è sempre qualcosa da fare,
aggiudicati i lavori per la realizzazione del collettore delle acque bianche in piazza Croce – via Lisia – piazzale antistante la Polimeri Europa, ma l’azione di Giuffrida, indiscutibilmente valente professionista, non è all’altezza delle esigenze della amministrazione Cassì.
Bene farebbe il Sindaco a tutelarsi, ma sappiamo che non lo farà, dall’azione non soddisfacente di qualche suo assessore, le elezioni si avvicinano, c’è l’esigenza di creare consenso e non scontento che un episodio come quello del lungomare accresce a dismisura, più di ogni altra criticità dell’amministrazione.
Del resto, siamo arrivati agli sgoccioli del mandato, servirebbe introdurre nuova linfa e mettere a riposo elementi che, sicuramente, anche mandati a casa, non potrebbero non sostenere una rielezione del loro pupillo. Servono nuovi entusiasmi, nuove energie, peraltro l’assessore Giuffrida se ne doveva andare, per accordi interni di Movimento, a fine 2020, per cedere il posto ad un altro rappresentante del Movimento Civico Ibleo di Franco Antoci. Giuffrida era stato cooptato in giunta, per accordi preelettorali, in quota movimento ‘Pensare Ibleo’, la componente di Movimento Civico Ibleo che fa capo a Enzo Pelligra.
Non se ne fece nulla, anche se la cosa non fu indolore, questo è appurato da fonti interne del Movimento Civico Ibleo, e ci fu una evidente propensione del sindaco a mantenere in giunta il suo assessore con il quale, evidentemente ‘lavorava’ bene.
Dando per scontato che il sindaco, per la sua rielezione non potrà ricorrere a forzature poco gradite dagli elettori per alcuni assessori, tanto varrebbe ricorrere ad un rimpasto rigenerante che lo rilancerebbe e rilancerebbe l’azione amministrativa impantanata su troppi progetti di difficile realizzazione nei prossimi dodici mesi.
Senza dire che un passo indietro di questi e di altri amministratori giocherebbe a favore dell’immagine di un vertice comunale non attaccato alle poltrone, soprattutto fino all’ultimo minuto.
