di Cesare Pluchino
Insuperabile la difesa accorata dei due consiglieri per l’assessore Salvatore Martorana al quale, addirittura, un’esponente della stessa maggioranza, ha chiesto le dimissioni.
Teatrale, di contro, lo scambio di epiteti con l’altro Martorana in giunta, che viene attaccato senza ritegno
Se non ci fossero, bisognerebbe inventarli. Tumino e Lo Destro, i soli che riescono a mantenere elevato e accettabile il livello di una opposizione consiliare che, in molti dei suoi elementi, frutto di esasperata suddivisione, mostra i segni evidenti di una stanchezza da sconfitta elettorale, non ancora patologicamente cronica ma in grado di dare vita a effetti collaterali nocivi. Non a caso, qualcuno preferisce frequentare farmacisti e medici.
La seduta di giovedì 26 marzo non avrebbe offerto spunti di rilievo, al di fuori dell’esame di due ordini del giorno di una certa rilevanza.
Ma ci ha pensato la consigliera Sigona, del Movimento 5 Stelle, a ravvivare la serata, con un intervento durante le comunicazioni, in cui ha attaccato, con inusitata veemenza e acceso trasporto, l’assessore ai Servizi Sociali, Salvatore Martorana, del Movimento Partecipiamo.
Tutto per la refezione scolastica, per un bando che sarà esitato tropo tardi, per una ennesima proroga che sarà inevitabile e per la quale la Sigona considera chiacchere le precedenti assicurazioni dell’assessore, da cui si sente presa in giro e che invita, senza mezzi termini, gridando in aula, se non è in grado di fare il suo lavoro, ad andare a casa, a dimettersi.
In effetti, la sortita dell’esponente del Movimento 5 Stelle ha lasciato nella più totale indifferenza tutta l’aula. Solo qualche smaliziato, come successivamente ha subodorato il consigliere Tumino, ha messo in relazione l’intervento con la richiesta di verifica inoltrata dal direttivo di Partecipiamo, ma senza dare eccessivo peso alla cosa.
Non sono rimasti, invece, indifferenti, Lo Destro e Tumino: il primo ha elogiato l’assessore Martorana per il suo impegno, intravedendo soluzioni vere al problema della refezione scolastica, di fronte alle quali un ritardo può essere benissimo tollerato. ‘’Ben venga la proroga, Lei ha tutto il mio plauso, mi ricredo sulle questioni sollevate in ordine alla refezione, piuttosto La invito a guardarsi da chi vuole speculare su una questione tanto delicata’’ , queste le parole inequivocabili pronunciate in aula da Lo Destro.
Sulla stessa lunghezza d’onda, l’intervento del consigliere Tumino, mostratosi basito per non aver mai assistito ad attacchi di tal fatta, da un componente di maggioranza ad un amministratore: per Tumino, residui della vecchia politica, sicuramente un tentativo maldestro di ricambio alla richiesta di verifica.
Schierandosi nettamente con il collega Lo Destro, Tumino ha esaltato la meticolosità e la puntualità del lavoro di Salvatore Martorana, in cui ha visto elementi di eccezionale rinnovamento nei criteri di selezione per l’affidamento dell’importante servizio, per il quale, finalmente, per il bene dei nostri figli, per la prima volta, si bada, prima di tutto, alla qualità del cibo e del servizio.
Una esibizione politica che ha relegato in una zona d’ombra le altre opposizioni, incapaci, del resto di assumere una posizione sull’importante argomento, rimaste impegnate con i soliti argomenti di piccolo cabotaggio.
Di pari livello la trattazione dell’importante ordine del giorno, sempre parto dell’attenta attività politica di Tumino e Lo Destro, per un progetto speciale per l’ufficio turistico.
Non è stato tanto l’argomento sulla mancata apertura degli infotourist nei giorni festivi, ormai elemento secondario di una politica turistica non perfettamente andata a regime e della quale si cominciano ad avvertire segni premonitori di un fallimento generale, a stento compensato dalle presenze che non sono dovute alle misure dell’amministrazione, a catalizzare l’attenzione.
Tumino ha esordito dicendo che una difesa come quella esternata nei confronti di Salvatore Martorana non potrà mai riguardare l’assessore Stefano Martorana, definito una ”iattura” di questa amministrazione, ”l’assessore delle tasse”, che sul turismo ha prodotto solo parole.
Criticato aspramente l’operato a proposito dell’ufficio turistico per cui non si è riusciti a migliorare il servizio, ricorrendo ad opinabili e discutibili misure che non hanno dato gli esiti sperati.
Forse rapporti non idilliaci con il personale impediscono di trovare soluzioni adeguate, perdura uno stato di disservizio aggravato dalla balle dei comunicati che annunciano che tutto è risolto.
La replica di Martorana, senza peso nella sostanza, mira a ridimensionare gli autori dell’ordine del giorno, ma è come miele per le api: l’assessore, criticando, i due, come giovincelli che comprendono le barzellette con ritardo, per interventi su problematiche su cui l’amministrazione sarebbe intervenuta in tempo, giudica superato l’odg, rivendicando la paternità di scelte efficaci per il comparto turistico.
Non leggendo gli atti, i due consiglieri prenderebbero cantonate e comprendono i fatti in ritardo.
Di fatto, come anche fatto rilevare dal consigliere Ialacqua, gli uffici restano chiusi dopo l’orario d’ufficio, non ci sarebbe motivo di discutere, ma resta lo spazio per le repliche di Tumino e Lo Destro.
Tumino riconosce che Martorana capisce le barzellette ma non di amministrazione, confuta le tesi dell’amministratore, facilitato dall’evidenza di una situazione irrisolta, lo considera ‘’maestro nel dire bugie’’, lo invita ad essere serio, ad adottare un gesto volontario di coraggio con le dimissioni, avendo dimostrato di non avere capacità.
Lo Destro fornisce la stroncatura finale, dicendo che l’assessore non è Pinocchio, epiteto più volte affibbiatogli in aula dai consiglieri di opposizione, piuttosto un cantastorie.
L’esito del dibattito in aula, oltre le polemiche descritte, porta ad un bocciatura dell’ordine del giorno per l’astensione della maggioranza: un segnale preciso di fronte all’evidente incapacità dell’assessore preposto a risolvere il problema, gli uffici turistici restano chiusi oltre l’orario normale d’ufficio, l’ordine del giorno era e rimane attuale, l’astensione e le parole finali del Presidente del Consiglio sulla materia costituiscono il riconoscimento dell’azione concreta dei due consiglieri comunali che non trova sbocchi per la questione dei numeri bulgari ma incide, sicuramente, su quello che andrà scritto sui libri della storia del Consiglio Comunale di Ragusa e, forse, anche sui taccuini degli attuali amministratori.
Anche il secondo ordine del giorno, presentato dal consigliere Morando, sottoscritto dai colleghi Tumino, Lo Destro, Mirabella, Marino e La Porta, mette alla corda la maggioranza, costringendola all’approvazione, sia pure con alcuni correttivi.
Un ordine del giorno tacciato di clonare punti del programma elettorale sia del Movimento 5 Stelle che di Partecipiamo, che, per questi stessi motivi, assume maggiore valenza.
L’impegno per sostegni economici a favore degli allevatori di razze autoctone locali, asino ragusano e vacca modicana, viene allargato a tutte le razze autoctone; forse nella confusione per l’ora tarda e per l’imbarazzo generale nel dover approvare un atto delle minoranze, si arriva all’impegno per cui se un allevatore alleva il maialino nero dei Nebrodi o la pecora comisana, in quanto razze autoctone, percepirà il sostegno economico.
Ci sembra paradossale, soprattutto se scaturisce dal non voler prendere per buono quello che originariamente era stato proposto.
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