di Cesare Pluchino
Non si intravedono tempi brevi per il percorso ferroviario interno
Presentato in conferenza stampa il progetto di fattibilità tecnico-economica per la realizzazione della metropolitana di superficie a Ragusa.
Senza dubbio un grande studio, un’opera strategica per la mobilità alternativa e per il turismo in città.
Elaborati che mostrano enorme capacità progettuale ed elevata sensibilità per le diverse esigenze che scaturiscono dalla tipologia del territorio.
Indiscutibili le competenze e la valenza di una iniziativa che potrebbe cambiare il volto della città e costituire elemento di sviluppo diffuso in termini economico-turistici.
Nulla da eccepire per l’impegno dedicato e profuso dai tecnici, encomiabile l’impegno del Comitato cittadino, risultato determinante per innescare il processo progettuale, di grande valenza politica e strategica l’azione dell’amministrazione Piccitto che ha raccolto e coordinato le diverse istanze, facendole proprie e offrendo alla città una grande opportunità di sviluppo.
Dobbiamo però ammettere che diversa ci sembrava l’anima dell’iniziativa che voleva sfruttare il percorso ferroviario all’interno della cinta urbana, quasi del tutto inutilizzato dai treni delle Ferrovie.
Di certo avevamo compreso male gli intendimenti dei promotori, si pensava ad un collegamento fra le diverse parti della città, a meridione, che, partendo da Ragusa Ibla, poteva permettere di attraversare il centro storico e, attraverso viale Colajanni e il margine esterno della zona residenziale dei Pianetti, arrivare al nuovo ospedale e anche al Castello di Donnafugata. Un collegamento urbano che non poteva servire tutto l’abitato di Ragusa ma fondamentale in termini di sfruttamento turistico.
Un piano di mobilità alternativa che poteva porre le basi per una nuova visione del trasporto in città.
Il Sindaco Piccitto e la sua Giunta hanno colto al volo l’opportunità di offrire alla collettività un progetto avveniristico, lo hanno fatto con grande disponibilità di ascolto e di questo ne hanno dato atto, prima di tutti, l’on.le Chessari e Franco Cilia.
Tecnici raffinati e con grande esperienza hanno lavorato sulla scia del vecchio progetto di Ciuffini, ne è venuto fuori qualcosa di grandioso, forse anche troppo.
Perché, in definitiva, ci aspettavamo il progettino del percorso con qualche pensilina e poche piccole stazioni, una sorta di trasporto urbano messo su rotaie.
Ci troviamo davanti alla città del futuro, sarebbe semplice ringraziare i promotori e gli ideatori, il progetto, invece, ci spaventa.
Innanzitutto perché alla base ci sta la necessaria sinergia e condivisione con la regione, con le Ferrovie e le società che si occupano della rete: considerate le condizioni del trasporto in Sicilia, lo stato delle infrastrutture, il degrado l’abbandono di tutto quanto riguarda le Ferrovie e la rete ferroviaria, non si sa da chi guardarsi per primi.
La Regione non dovrebbe mettere soldi, d’altra parte, forse, non avrebbe da dove prenderli, ma le lungaggini burocratiche alle quali ci ha abituato, e delle quali, spesso, ci hanno fatto partecipi Piccitto e i suoi assessori, avrebbero consigliato di nemmeno parlare con l’assessore Pistorio, uno che di promesse politiche, nella sua carriera, è stato assai prodigo.
Sperare che gli interventi di spettanza delle Ferrovie e di RFI possano essere concreti è plausibile, ma sentendo parlare di velocizzazione della tratta Siracusa Gela e di integrazione con il nuovo piano decennale delle ferrovie, permetteteci, viene solo da sorridere e, sinceramente, auspichiamo di essere smentiti in un futuro non troppo lontano.
In ogni caso, siamo all’alba di un nuovo giorno, sappiamo che ci sono a disposizione, in caso di progetto approvato e condiviso, fino a 18 milioni di euro, ma nulla ci è stato detto dei costi parziali e totali dell’opera, ancora di meno sui tempi di realizzazione previsti.
Lasciando ai tecnici e agli amministratori queste questioni, confortiamo la nostra disillusione con alcuni particolari suggestivi del progetto.
Stazione a Cisternazzi, al nuovo ospedale, era prevista; in viale Colajanni la prima opera impegnativa, un sottopasso per arrivare direttamente alla stazione dei bus.
Alla stazione centrale ci si può sbizzarrire come si vuole, al Carmine sfogo alla fantasia progettuale, con ascensore che porta al Ponte San Vito, camminamento per via Dalla Chiesa, percorso per arrivare al largo San Paolo da dove, in ogni caso, si potrà raggiungere piazza Carmine tramite un sistema di ascensori, verticali, all’interno delle latomie, e inclinati. Nodo centrale che permetterà di arrivare al quartiere Carmine e a Ibla.
Dalla stazione di Ibla è prevista una avveniristica funivia, fino alla villa comunale, strategica anche dal punto di vista turistico.
Nella stessa stazione, come già era previsto in quella di Ragusa centrale, sottopassi per attraversare i binari.
Torniamo a dire, un grande progetto o un progetto troppo grande?
