Modica: NO alla svendita commerciale dei palazzi istituzionali, servono subito presidi di sicurezza, sanità e servizi per i cittadini, l’allarme della consigliera Franzò

Dicevamo, a proposito dell’articolo odierno, in altra parte del giornale, del diluvio di rilievi che si abbatte sulla sindaca di Modica, Maria Monisteri, e sulla sua amministrazione, constatando anche come il passaggio del primo cittadino in Forza Italia, come avvenuto per altri sindaci del territorio, non ha portato quella ventata di novità, di attivismo e di amministrazione rinnovata che si sarebbe attesa, quantomeno, dall’entrata in scena di un autorevole formazione politica, peraltro guidata, e a Modica in particolare, da politici di eccellenza.

Questa la nota della consigliera comunale Miriam Franzò per la sua mozione sulle strategie dell’amministrazione relative ai locali di proprietà del centro storico e sulla necessità di un cambio di passo per le politiche di recupero e riqualificazione della parte vecchia della città:

Una visione strategica che rimetta al centro i bisogni reali della comunità, la sicurezza e la salute dei cittadini, proponendo per i piani terra dei palazzi storici e istituzionali di Modica un utilizzo che privilegi le funzioni pubbliche rispetto alla destinazione commerciale.

È questo l’obiettivo della mozione d’indirizzo presentata congiuntamente dai gruppi consiliari Radici Iblee, Democrazia Cristiana e Siamo Modica, che vede come prima firmataria la capogruppo di Radici Iblee, Miriam Franzò, e sottoscritta dai consiglieri Ruffino, Alecci, Nigro, G. Covato, Frasca, Spadaro, P. Covato, Floridia, Scapellato e Caruso.

La mozione interviene con fermezza sulla discussione del Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari 2026-2028, proponendo una netta inversione di rotta rispetto alle intenzioni dell’Amministrazione.

I tre gruppi consiliari non condividono la scelta di destinare a locazione commerciale ben dieci locali strategici situati al piano terra di Palazzo San Domenico, Palazzo della Cultura, Palazzo degli Studi e Piazza San Giovanni. «In un momento in cui la cittadinanza, i commercianti e le associazioni di categoria (CNA e Confcommercio) chiedono a gran voce una presenza tangibile delle istituzioni e presidi fissi di sicurezza, è un errore strategico privarsi di questi locali – spiegano i consiglieri di Radici Iblee, DC e Siamo Modica –.
Questi immobili, per la loro centralità e accessibilità su Corso Umberto I, sono beni strumentali naturali per le funzioni dell’Ente».

La mozione impegna il Sindaco e la Giunta a sottrarre alla locazione commerciale i locali di Palazzo San Domenico, Palazzo della Cultura e Piazza San Giovanni (mantenendo a vocazione commerciale solo quelli del Palazzo degli Studi) per destinarli a presidio permanente delle Forze dell’Ordine ovvero un punto di riferimento fisico nel centro storico e a Modica Alta, in coordinamento tra Polizia Municipale e Arma dei Carabinieri, attivando subito un tavolo con il Prefetto e il Questore; presidio sanitario di prossimità, un punto di primo intervento e ambulatorio infermieristico, vitale per residenti anziani e turisti vista l’orografia della città, da realizzare tramite convenzione con l’ASP di Ragusa; uffici comunali a diretto contatto con il pubblico a partire dai Servizi Sociali territoriali, per ridare vita e funzioni civiche al cuore della città.

Un altro punto cardine della mozione riguarda il Macello Comunale di contrada Michelica, chiuso dal 2023. Per rimetterlo a norma servono tra i 150 e i 200 mila euro, somme che il Comune, attualmente in stato di dissesto finanziario (dal 30 gennaio 2025), non può spendere.
La proposta delle forze di opposizione è pragmatica: affidare la struttura a un soggetto privato tramite un bando di gara che preveda l’istituto dello scomputo degli investimenti.
Il privato anticiperà le somme per i lavori e le recupererà compensandole con il canone annuale di concessione (stimato in 12.000 euro) per una durata dai 12 ai 20 anni. Un’operazione a costo zero per le casse comunali che restituirebbe alla città un servizio essenziale.

Infine, la mozione impegna il Sindaco e la Giunta a dare mandato al Dirigente competente affinché predisponga entro 120 giorni una ricognizione completa e aggiornata di tutto il patrimonio immobiliare comunale (terreni e fabbricati), individuando i beni immediatamente alienabili, quelli gravati da vincoli o contenziosi e lo stato di conservazione.

“Il dissesto finanziario impone la massima trasparenza e la valorizzazione di ogni singola risorsa.
Dobbiamo avere una mappatura chiara di ciò che il Comune possiede per generare entrate reali e non presunte, garantendo sempre la compatibilità finanziaria e l’assenza di nuovi oneri – conclude la prima firmataria Miriam Franzò.

L’obiettivo è valorizzare il patrimonio comunale partendo dalle reali esigenze dei cittadini — sicurezza, salute, servizi — senza rinunciare a generare entrate dove possibile. Abbiamo chiesto la trattazione urgente di questa mozione nella prossima seduta del Consiglio Comunale. È il momento che la politica modicana dimostri con i fatti se vuole una città-vetrina o una città viva, sicura e a misura di cittadino».

La mozione è stata depositata e trasmessa a tutto il Consiglio Comunale, aperta all’adesione di tutti i colleghi consiglieri che vorranno cofirmarla prima del voto in aula.

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